- 12 marzo 2008
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Tag:amore, Cose personali, emozioni, pensieri, riflessioni, sentimenti, vita
Anzi no: faccio outing e parlo d’amore
12 marzo 2008 Postato Da Niki
Un paio di mesi fa ho aperto su aNobii una discussione ponendo una domanda ben precisa: come ci si innamora? Ammetto, come avevo già ammesso in quel post, di non averci ancora capito molto di quell’argomento. Per aggiungere un tocco letterario alla questione, ho anche incollato la lettera d’amore di Montone a Capra tratta da “La lettera d’amore” di Cathleen Schine, perché mi è sempre piaciuto il modo in cui almeno tre aspetti dell’amore vengono evidenziati: la banalità dell’innamoramento, l’egocentrismo di chi lo prova, il fatto che è un sentimento sopravvalutato. In poche parole, è una lettera straordinaria.
Cara Capra
come ci si innamora? Si casca? Si inciampa, si perde l’equilibrio e si cade sul marciapiedi, sbucciandosi un ginocchio, sbucciandosi il cuore? Ci si schianta per terra, sui sassi? O è come rimanere sospesi oltre l’orlo di un precipizio, per sempre? So che ti amo quando ti vedo, lo so quando ho voglia di vederti. Non un muscolo si è mosso. Nessuna brezza agita le foglie. L’aria è ferma. Ho cominciato ad amarti senza fare un solo passo. Senza neanche un battito di ciglia. Non so neppure quando è successo.
Sto bruciando. E’ troppo banale per te? No, e lo sai. Vedrai. E’ quello che capita, è quello che importa.
Sto bruciando.
Non mangio più, mi dimentico di mangiare, mi sembra una cosa sciocca, che non c’entra. Se ci bado. Ma non bado a niente. I miei pensieri straripano furiosi, una casa piena di fratelli, legati dal sangue che si dilaniano in una faida:
“Mi sto innamorando”
“Tipica scelta stupida”
“Eppure….. l’amore mi tormenta come fosse dolore”
“Sì, continua così, manda a puttane la tua vita. E’ tutto sbagliato e lo sai. Svegliati. Guarda le cose in faccia”.
“C’è una faccia sola, l’unica che vedo, quando dormo e quando non dormo”.
Stanotte ho buttato il libro dalla finestra. Ho provato a dimenticare. Tu non vai bene per me, lo so, ma quello che penso non mi interessa più, a meno che non pensi a te. Quando sono accanto a te, davanti a te, sento i tuoi capelli che mi sfiorano la guancia anche se non è vero. Qualche volta guardo altrove. Poi ti guardo di nuovo.
Quando mi allaccio le scarpe, quando sbuccio
un’arancia, quando guido la macchina, quando vado a dormire ogni notte senza di te, io resto come sempre
Montone
Confesso: sono sempre stata una curiosa dell’innamoramento. Mi è capitato di guardare la persona che avevo accanto e chiedermi: perché lui tra tutti?
E’ vero che ci si innamora delle piccole cose: i gesti, le rughette attorno agli occhi, quel dente sbreccato, le fossette sulle guance. Prima non lo eri e poi lo sei. E nulla di nulla cambia intorno a te, tranne la tua vita e il tuo modo di percepirla. L’egocentrismo degli innamorati che pensano che il mondo si fermi solo per loro. L’amore non è il centro del sentire umano. E’ solo il centro di chi ama. Nulla si sposta di una virgola. Ed è sempre diverso. Se qualcosa è emerso da quella famosa discussione con le 378 risposte che sono seguite è che l’amore è un blob che sfugge a qualunque definizione; si racconta, si razionalizza, si accetta, si ignora, ma non raggiunge mai una forma certa e dai contorni precisi. E’ la più imperfetta di tutte le verità. E ti colpisce quasi sempre a tradimento.
L’ultima volta che mi sono resa conto di essere innamorata è successo nel bel mezzo della notte, come un attacco repentino d’insonnia, uno dei tanti. Mi sono svegliata all’improvviso e ho capito che ad un certo punto avevo superato quella linea invisibile che separa il non amore dall’amore. Senza che potessi prevederlo, senza che potessi fare molto per evitarlo. Ma poi: si può veramente evitare? Sarebbe bello poter scegliere di non amare affatto (o di amare). L’amore non è il più sublime dei sentimenti.
Qualche giorno dopo questa presa di coscienza, mi sono lanciata in una difesa ad oltranza del sentimento per il sentimento. Ho scritto al riguardo: “A proposito di amore. Alcuni giorni fa credo di aver raggiunto il limite massimo delle cazzate (passatemi il termine) in un discorso solo. E il bello è che lì per lì ci credevo pure mentre lo facevo. Mi sono inerpicata sul sentiero erto del “l’importante è amare, non importa se ricambiati o no”.
Bene, dopo qualche giorno ripensandoci mi sono resa conto che il mio discorso assolutamente articolato e perfettamente logico non poteva avere senso. Perché l’amore non vive di se stesso, ha comunque bisogno dell’altro per compiersi. L’amore di cui stiamo parlando qui, almeno. Quindi alla fine NON è meglio amare pur che sia, è meglio amare ed essere riamati; NON è meglio provare comunque dei sentimenti, meglio non provarli affatto se questo ci fa stare bene, NON è vero che l’amore dà energia, ce la dà solo quando si compie e si completa. Non dico che bisogna essere dei cuori in inverno, dico solamente che ho capito che l’amore deve farci stare meglio di come staremmo se non fossimo innamorati. Altrimenti molto meglio non esserlo, meglio non accontentarsi”.
Ecco, se potessi scegliere ora, preferirei non esserlo. Non sempre ci si innamora della persona giusta, la “mia” non poteva essere più sbagliata e non per un motivo solo. Però. Però ho fatto il test segnalato da OdiAmore ¿Cuál es tu capacidad de amar? (è in spagnolo ma comprensibile anche per chi come me non lo parla) e il risultato è stato che ho un bel 92, con questo giudizio (traduzione di OdiAmore):
“In generale, sei una persona in grado di stabilire vincoli affettivi stabili e solidi; non ti spaventa l’impegno e provi piacere nel relazionarti con gli altri; mantieni o sei capace di mantenere una relazione di coppia matura, basata sul rispetto, la comprensione, l’impegno e la passione. Non arretri di fronte alle difficoltà e quando cadi ti rialzi senza guardare indietro.
Sai che quasi tutto, nella vita, ha un lato positivo, il che non necessariamente significa che la vita ti sorride ma che tu, questo sì, sorridi alla vita.
Sei un individuo intellettualmente curioso, con senso dell’umorismo e con un’autostima ben radicata; sai valorizzarti e, in effetti, sei valorizzato senza che questo ti porti a essere concentrato soltanto su te stesso: al contrario, sei sensibile ai problemi e alle difficoltà di chi ti circonda.
In effetti, sei il compagno e l’amico che tutti vorrebbero avere.“
Va be’, è solo un test, ma non è bello e molto consolatorio?
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6 Responses to “Anzi no: faccio outing e parlo d’amore”
Difficile lasciare un commento così su due piedi… a prima vista direi che l’amore è così complicato, passami il termine, che difficilmente si riesce ad inquadrarlo in definizioni che hanno un che di matematico e logico. Passa attraverso i sintomi che hai descritto, che sono secondo me la fase più bella e fantasiosa… l’innamoramento… per arrivare a … Ecco qui arriva il difficile… non ho ancora capito dove… ma so che mi dà emozioni.
E allora viviamole senza tanti perchè…
Buona giornata!
PS. mi sa che proverò il test
)
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perché lui tra tutti?
E perché non lui, tra tutti? Ci sto pensando, ci sto pensando anch’io – e tanto, e da tanto (troppo?) tempo.
Per quanto riguarda invece l’essere o meno ricambiati nei propri sentimenti… La mia posizione è la seguente: tutto, tutto è meglio del deserto emotivo, dell’assenza di sentimenti, dell’apatia, dell’abulia. Almeno ti accorgi di essere vivo. E so che quest’ultima è un’asserzione banale e altisonante e dà l’impressione di non essere altro che una frase fatta; magari lo sarà pure però, mio dio, quant’è vero!!
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Meglio non avere un cuore in inverno, vero? Pero’ che fatica…
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Troppe domande. Bisogna vivere con spensieratezza i giorni. Più si riflette sul “quando mi innamorerò anche io” e più si soffre. Nothing but flower è la colonna sonora giusta.
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Ecco, sul “quando mi innamorerò anche io” proprio non rifletto. Sempre preso le cose come venivano…
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gli odori sono determinanti nell’attrazione
e per quanto possa sembrare una questione di pura chimica ha dei risvolti del tutto inconsueti..
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