- 29 marzo 2008
- Attualità, Uomini e donne
- 6 Comments
-
Tag:discorsi, principe azzurro, quarantenni, relazioni, riflessioni, sentimenti, Uomini e donne
Ma chi lo vuole il principe azzurro??
29 marzo 2008 Postato Da Niki
Immaginate una bella mattina di sole a primavera, due amici che parlano (va be’ chattano) delle cose della vita, dei sentimenti, di uomini e di donne. Di relazioni. Di Principi e Principesse.
Immaginate due quarantenni così, Lui e Lei, una generazione strana di per sè, con qualche fallimento alle spalle e la voglia comunque di confrontarsi, nonostante le cicatrici. Il linguaggio è piuttosto esplicito, devo avvisarvi: se siete sensibili meglio passare oltre. E no, non è uno stralcio di qualche libretto per giovani intellettuali di sinistra anni ’70, non sono due Rocco e Antonia qualunque, siamo in questo secolo. E’ solo un sabato mattina, marzo 2008…
Lei: ti faccio una domanda fondamentale: il principe azzurro è di destra o di sinistra?
Lui: il principe azzurro è di destrissima, è maschilista, funziona così:
Lei: allora ho ragione io
Lui: è lo spauracchio col quale si convincono le ragazze a conservarsela per chissà chi tipo babau, o uomo nero coi bambini, ma più paraculo
Lei: un babau paraculo
Lui: non abita nello spazio dello spavento, ma in quello della lusinga. E’ uno dei meccanismi col quale la famiglia nucleare ha provato a difendersi ipocritamente dall’avvento di una società più consapevole
Lei: concordo
Lui: il risvolto femminile è la donna ideale
Lei: quella che non esiste, la ragazza dei sogni
Lui: stuoli di nerd metallari coi brufoli innamorati della biondina che non c’è. Sì, sono benchmarks in finale, se fai benchmark sul principe azzuro finisce che scopi una volta l’anno
Lei: oddio ci sarà pure, ma non è bionda, c’ha i brufoli pure lei, è lagnosa e non la da nemmeno morta
Lui: idem sulla donna dei sogni
Lui: e alla nostra età è sconveniente, cioè a sedici anni
Lei: scopare una volta l’anno?
Lui: decisamente
Lei: credo pure io alla fine. Però, seguimi un momento…
Lui: c’è un sovraccarico di aspettative, questo intendo, in sostanza che vanno puntualmente a fare in culo alla prima occasione
Lei: ovvio, funziona così, sullo scopare però…
Lui: dai è chiaro che la principessa dei sogni e il principe azzurro sono deterrenti sessuali
Lei: ammetterai che tra scopare con uno che ne vale la pena e scopare a cazzo (scusa il francesismo) c’è la sua differenza… perché magari ti capita uno che è stronzo, di destra e scopa pure male, tanto vale comprarsi il rampant rabbit
Lui: concordo, non voglio dire che bisogna darla/o alla prima/o che capita
Lei: allora un minimo di selezione ci vuole
Lui: ma da lì al principe azzurro c’è di mezzo il pianeta terra
Lei: per il resto concordo su tutto: il principe azzurro è una sega mentale
Lui: le mie storie serie… anche se erano donne fantastiche, emancipate, colte, bonissime… alla fine erano tutte, ma dico tutte vittime del complesso del principe azzurro, di conseguenza, delle stracciacazzi atomiche con le quali mi sono sentito comparato secondo per secondo con un modello di uomo che non esiste
Lei: a me è stata preannunciata tutta una serie di sventure da uno psicologo proprio perché NON sono l’angelo del focolare (durante una chiacchierata); perché io non sono una moglie: non voglio stirare camicie, se non le mie
Lui: ma questo c’entra poco, questo è come sei
Lei: c’entra, perché io non voglio essere identificata con la donna ideale
Lui: il problema è il benchmark maschile che ti dai e quello femminile che si danno i maschi con cui provi ad interagire
Lui: ma le donne italiane al 99% fanno così
Lei: io appartengo all’1%
Lui: poi si stupiscono che 7 milioni di italiani pagano per scopare
Lei: come faccio ad essere una principessa se non voglio un principe
Lui: siamo un paese cattolico, c’è una deterrenza agghiacciante sul sesso. E’ l’Italia. E dunque alla gente comune dai in pasto la donna ideale e il principe azzurro, che poi al raduno dei papa boys a Tor Vergata raccolsero mille mila miliardi di profilattici usati. Dunque c’è uno scollamento tra ideale e realtà
Lei: è contro natura dici
Lui: che spiega l’ipocrisia del matrimonio, i tradimenti, Sircana, tutto
Lei: non so, non parlo di matrimonio
Lui: era per dire
Lei: ma ci credo che per qualcuno possa andare benissimo
Lui: dico che l’intera società è basata su uno scollamento pernicioso tra ideale e materiale
Lei: ma questo sì
Lui: se prendi benchmarks del genere quando fai impresa fallisci in un mese, è ineluttabile. Scusa, sono marxista
Lei: e ineludibile. Io sono molto di sinistra e romantica, il che non va male insieme, un po’ byroniana anche
Lui: ma figurati, niente contro il romanticismo, ho solo orrore dell’idealismo
Lei: ma non ti eri definito un romantico anche tu? O eri in vena di cazzate? (il mio è comunque letterario, niente fiori, o cose così)
Lui: sono romantico
Lei: be’ il fatto di essere romanista…
Lui: sto cercando di implementare il mio romanticismo dentro un framework marxista
Il che è complicato, ma confido…
Lei: vedo. Ma è fondamentale?
Lui: sì, altrimenti degenera in idealismo. E vivi di merda
Lei: ma anche no, io non vivo di merda, sono idealista ma concreta
Lui: a un certo punto ho avuto una rivelazione
Lei: e non cedo al cinismo
Lui: ho scoperto che ho avuto soltanto relazioni sentimentali sbagliate e ho pensato che era colpa mia
Lei: quante ne hai avute?
Lui: poi ho scoperto che era colpa loro. Poche
Lei: io non ho mai pensato che fosse colpa mia
Lui: due essenzialmente, ma ci ho investito tutto
Lei: non è un campione statisticamente rilevante
Lui: sedici anni diciamo. Sarà statisticamente rilevante, ma sedici anni sono sedici anni
Lei: va be’, io due pure. Non è mai stata colpa mia
Lui: non voglio MAI PIU’ nella mia vita dovermi misurare con le aspettative di una donna, ma manco di un uomo, voglio misurarmi con le aspettative MIE
Lei: ognuno è quello che è
Lui: è la mia vita non la loro
Lei: ma va?
Lui: poi sto male io mica loro, eh
Lei: ma va?
Lui: tu dici così, ma io ci arrivo adesso
Lei: senti, io ci sono arrivata per forza, per strade diverse, dopo essere stata male come una bestia. Quindi: è la mia vita, faccio come meglio è per me, perché voglio stare bene io per prima. Ma di contro non aspettarti cazzate da parte mia, ossia palle per indorarti la pillola.
Lui: mica ho capito :s
Lei: voglio dire che io ci sono arrivata per altre vie a capire che se le cose non funzionavano non era colpa mia. Sono così, ho una vita così ed è la mia vita, e prima di tutto devo e voglio stare bene io per me.
Lui: sì ma io dicevo una cosa più specifica: stare bene o male non è garantito
Lei: lo so cosa dicevi. No, non è garantito, ma me la gioco a viso aperto
Lui: voglio dire, possono capitare cose che mi fanno stare male e pace ma non voglio soffrire di inadeguatezza rispetto al modello nevrotico di una donna della quale sono innamorato
Lei: inadeguatezza, bella parola
Lui: se contro hai il principe azzurro… mi pare il minimo. E’ come giocare a pallone contro Totti tutti i minuti
Lei: capisco
Lui: una vita di frustrazioni
Lei: certo, per le donne è un po’ diverso
Lui: poi questo manco esiste
Lei: loro devono essere sante, madri, mogli e puttane tutto insieme, e io non riesco
Lui: gli uomini devono pure, anzi, molto di più, fidati, è identico
Lei: mi fido
Lui: sei semplicemente vittima delle aspettative di una persona immatura, che poi quando lo trova questo famoso principe azzurro e si leva dal cazzo è sempre troppo tardi
Lei: ma come lo trova se non esiste?
Lui: CAZZI SUOI
Lui: che poi aspetta, ho capitoooo!
Lei: cosa hai capito?
Lui: è come dicevo ieri
Lei: ovvero?
Lui: io la do solo al principe azzurro, quindi siccome te l’ho data discende utomaticamente che sei il principe azzurro, e se non lo sei lo devi essere, cioè lo diventerai, ad ogni costo, con ogni mezzo necessario
E’ competitivo tra donne
Lei: è paranoico
Lui: lo vedi? Io l’ho trovato e tu no-o, pappappero! No, non paranoico, complessato e narcisista, vittime della pressione sociale. Ti realizzi tramite il principe azzurro, di una auto-misoginia imbarazzante. Nessuno è più misogino di una donna italiana comunque. Manco un uomo italiano, che non scherza.
Ci sarebbero diverse considerazioni da fare, ma credo le rimanderò al mio prossimo post: ho bisogno di pensarci un po’ su prima.
Comments
Powered by Facebook Comments
Related posts:










6 Responses to “Ma chi lo vuole il principe azzurro??”
Ossantamadre.
Io ho trovato una regina nera e lei ha trovato un principe giallo (è il colore dei miei denti). Insieme abbiamo fatto una bambina rosa. Ciascuno di noi vive come può malgrado gli altri, insieme agli altri, grazie agli altri. Ci veniamo incontro, a volte per aiutarci altre per metterci sotto con l’auto. Resistiamo, resistiamo, resistiamo. A volte ci facciamo delle gran risate, altre delle gran paranoie. Mi ha detto che non mi sopporta che mi detesta che mi ama che l’annoio che la faccio ridere che i miei amici sono insopportabili che la mia famiglia è adorabile che la mia famiglia, beh…
E si smonta e si rimonta e si canta e si balla e la vita procede come se fosse a caso.
Ed è proprio così.
Like or Dislike:
0
0
Marco, alla fine forse hai ragione tu.
Guarda che quei due li’ sono peggio di Harry e Sally
Like or Dislike:
0
0
il principe azzurro non esiste.. ma ci sono tanti principi marroni..:)
Like or Dislike:
0
0
Principi di tutti i colori, vedo…
Mi basterebbe un uomo senza corona, di sinistra e con un bel senso dell’umorismo
Like or Dislike:
0
0
La figlia di Berlusconi:”Babbo. io vorrei capire cos’è l’amore!”Il Silvio, facendosi serioso, dice:”L’amore è quando lui ti invita nei ristoranti più sofisticati. L’amore è quando lui ti manda a prendere con l’autista migliore con la macchina più bella. L’amore è quando lui ti porta nelle località più belle del mondo col suo jet privato. La figlia: ma dov’è il sentimento?dov’è il trasporto emotivo?
“Quelle sono cazzate che hanno inventato i comunisti per scopare gratis.
in fondo sono sempre uomini…ricorda..niki
Like or Dislike:
0
0
no nn x forza azzurro
m va bene anke d un altro colore
^-^
Like or Dislike:
0
0