Ed ora alcune considerazioni

Ho letto e riletto il dialogo tra Lui e Lei numerose volte, quasi non l’avessi scritto io quel post. Non mi convince del tutto.

Condivido l’idea di fondo: il Principe Azzurro non esiste, così come non esiste la Ragazza Dei Sogni. Sono stereotipi tipici di una certa età, ci si crede non tanto a causa di una certa morale cattolica (mr. right guy  esiste anche nei paesi anglosassoni fondamentalmente non cattolici) ma perché, pur essendo prodotto di un certo background culturale, sono anche un fenomeno fisiologicamente normale del processo di crescita sentimentale.

Però. Però nonostante si cresca e si riaggiustino i parametri sulla base di una certa maturazione, i famosi benchmarks, la speranza della “persona giusta” permane. Irrazionalmente. O forse no: dopotutto chi sceglierebbe scientemente qualcuno che si sa essere sbagliato? Quindi, non il Principe Azzurro, destrorso e maschilista, ma qualcuno che ci rassomigli tanto da non dovercisi adattare a forza, che non richieda un continuo misurarsi con le sue aspettative perché per qualche strano fenomeno di sincronicità queste coincidono con le nostre.

Per quanto mi riguarda niente illuminazioni, niente strategie di sopravvivenza sentimentale. Solo onestà e buona fede, verso me stessa in primo luogo e poi verso l’altro. Perché a quarant’anni il minimo è essere coscienti di come si è e di cosa si vuole, a dispetto di qualunque sindrome di Peter Pan. Ha ragione Lei quando dice che siamo quello che siamo, e quello che siamo è certamente il risultato di un percorso di esperienze positive e negative,  di successi e fallimenti ed difficile rinunciarci. I compromessi sono ostacoli insormontabili spesso.
D’altra parte, sono convinta che una certa apertura mentale può essere d’aiuto. Il che significa darsi delle possibilità prendendo le cose come vengono, e non solo per scopare più di una volta l’anno, ma anche perché se non si gioca non si rischia di vincere.

Parlando di donne italiane, che siano tendenzialmente misogene è fatto risaputo, ma in questo caso probabilmente sono soltanto disilluse e deluse. E gli uomini italiani? In crisi, parrebbe (ho scritto di questo in altro intervento) e può essere che la loro crisi dipenda proprio dal fatto che queste donne così complessate e vagamente schizofreniche abbiano resettato il loro benchmark da “principe azzurro” a “uomo normale”. In ultima analisi, penso di poter dire dal basso dei miei quarant’anni che quando una storia sentimentale non ha un esito felice  spesso non è colpa di nessuno, capita e basta. Può succedere dopo poche settimane o dopo molti anni, non esiste una  formula sicura di successo.

Vorrei lanciare una piccola provocazione: e se Lui stesso fosse un Principe Azzurro, l’Uomo dei Sogni di qualcuno, anche se non gioca come Totti? E a Lei: è veramente sicura che proprio tutti cerchino una stiratrice di camicie e non un’amica, un’amante, una compagna di avventura? Mi viene di pensare che lo scollamento pernicioso non  sia tra l’ideale e la realtà, ma tra questa è la mancanza di coraggio, con la tendenza ad indulgere a una certa ipocrisia, questa sì conseguenza diretta della morale religiosa di cui si diceva.



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Postato Da Niki

    6 Responses to “Ed ora alcune considerazioni”

  1. Anonimo Scellerato scrive:

    Oh cara oh cara oh cara Niki,
    non fossi sposato, figliato, non fossi qui ma lì, ti farei subito la corte per la sconfinata tenerezza di questi due post.

    Niki Niki, con una scopavo tutti i giorni e pareva il terremoto, con un’altra andavo al cinema e nemmeno io mi capacitavo potessimo vedere quei film insieme, con un’altra mi strappavo l’anima pur di vederla anche male anche per sbaglio. Poi ne ho sposata una che un film insieme non riusciamo a programmarlo nemmeno su Sky Cinema, che se siamo lontani soffriamo dolcemente ma siamo capaci di essere autonomi e goderne, che facciamo sì all’amore ma non è una tassa, che se io voto di qua lei vota di là, che se io voglio i libri in salotto lei li vuole in soffitta, che se io sono taciturno e solitario lei è espansiva e chiacchierona, se io sono vegetariano lei è carnivora… Niki Niki, la vita è tutta sorprese e si riesce a trovare quello che si cerca senza sapere nemmeno che lo si stava cercando.

    E i compromessi, quelli che ti fanno inorridire, sono un niente se sei innamorato. Sacrificare il film che tanto desideravi per stare seduti sul divano a piedi incrociati e guardare una boiata che piace a lei, andare insieme in giro per negozi invece che insieme a correre al parco, cenare insieme, non cenare, decidere le vacanze… Li puoi chiamare compromessi solo se il tuo cuore la tua anima le tue cellule non sono una cosa sola con la persona che ami. Perché se ami, una lavatrice, una domenica pomeriggio passata a stirare perché la donna è ammalata, una cena fuori in quel ristorante lì e non in quellollà, non sono sconfitte, ma sono la costante vittoria della coppia.
    Se non c’è l’amore li puoi chiamare compromessi e presto verranno tutti rinfacciati. Ma se c’è l’amore stai tranquilla che non succederà. A volte si dà, a volte si prende, a volte le cose coincidono, a volte no. Ma questo, Niki, è proprio il gusto della vita.

    Anonimo Scellerato (volutamente anonimo – anche se tu…)

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  2. Yogasadhaka scrive:

    Il problema sta nelle attese e nello scollamento fra queste e la realtà. Secondo me i punti chiave da capire per un’intesa sentimentale che duri sono questi:

    1. Il matrimonio è ANCHE un’alleanza economica. Basarlo esclusivamente sull’amore eterno è il primo errore che si fa. E lo fanno *particolarmente* le donne. Se si crede che amore eterno e matrimonio coincidano (non coincidono) è meglio dedicarsi a una serie di rapporti “di innamoramento” sperando prima o poi di trovare quello eterno (ma se era eterno lo si saprà al termine della vita).

    2. L’innamoramento romantico dura al massimo due o tre anni. Dopo si evolve in amicizia e affetto. Quando le donne (e, un po’ piu’ raramente, gli uomini) dopo x anni di convivenza vedono l’amore romantico evolversi, pensano che sia “finito” e invece semplicemente sta cambiando.

    Chi vuole vivere per tutta la vita l’emozione della storia d’amore deve rassegnarsi a cambiare convivente, fidanzato o fidanzata ogni due o tre anni o anche più d frequente.

    Chi vuole figli e un matrimonio o una convivenza stabile per la vita deve rassegnarsi a considerarlo ANCHE, e dopo qualche anno prevalentemente, un’alleanza economica e di progetto.

    Chi vuole tutto e per sempre, aspira a un’improbabile quadratura del cerchio. :-)

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  3. uglykidmatt scrive:

    Io credo che la questione del “tipo ideale” si riduca essenzialmente alla conformita’ a modelli imposti dalla cultura dominante. Il prototipo dell’Apollo da palestra o della procace velina piacciono perche’ i valori culturali dai quali siamo continuamente bersagliati ci suggeriscono che e’ quello l’ideale estetico da desiderare. Se il proprio aspetto fisico o il proprio modo di essere non sono riconducibili a uno di quei modelli che la televisione spaccia per vincenti, allora la solitudine e’ dietro l’angolo.

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  4. lory scrive:

    a me non sono mai piaciuti gli uomini in giacca e cravatta, tutti in tiro, snelli, alti, da copertina; mi piaceva l’uomo in jeans, sportivo e anche con un po’ di pancetta e con qualche anno piu’ di me, tipo otto anni, mi dava sicurezza e cosi’ ne ho sposato uno in seconde nozze all’eta’ di cinquant’anni, lui cinquantotto. Risultato: e’ vero l’abito non fa il monaco, l’aspetto fisico non conta… ma siamo sicuri? Io ora dico: dimmi come ti vesti e ti diro’ chi sei, e poi che palle con un uomo piu’ grande! Io a sessant’anni, ora mi sento ancora piena di energie anche sotto le lenzuola, invece lui…
    Ho sbagliato su tutti i fronti!

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  5. Niki scrive:

    Sinceramente sono perplessa.
    L’abbigliamento non è tra le prime cose che guardo in un uomo. Ci sono uomini pallosi a prescindere dalla loro età e da quello che indossano e che potrebbero non esserlo affatto per qualcun altro.
    Che cosa vuol dire poi palloso?
    Sono innamorata di un uomo meraviglioso, ma è così per me, un’altra donna potrebbe non trovarlo altrettanto perfetto.

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  6. lory scrive:

    quello che hai detto e’ giustissimo! Per una volta siamo d’accordo!

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