Donne e donne

Stavo rileggendo nel pomeriggio l’intervista che Luciana Littizzetto ha rilasciato a Cesare Fiumi per il Magazine del Corriere della Sera di giovedì scorso. Una bella cover story sulla questione femminile in Italia, un bel ritratto di donna: autoironica, tagliente, ma anche molto scanzonata e straordinariamente normale. Particolarmente lucida, soprattuto, e che non usa troppi giri di parole quando si tratta di cantarle alla Chiesa, al politicante di turno o di fare il resoconto delle incazzature settimanali su Che tempo che fa. Mi piace Luciana Littizzetto, condivido molte delle sue idee e delle sue critiche,  dovrebbe solo considerare di cambiare genere letterario come scrittrice, ma tant’è, questa è un’altra storia.

Apprezzo come parla di politica in quell’articolo, ci va giù dura sulle quote rosa, sui presunti perizomi indossati dalle candidate alle prossime elezioni, su questa cosa di volerci premiare incollandoci attributi maschili, quando in realtà non sappiamo che farcene. Insomma, una bella figura di donna a tutto tondo.

Peccato che a seguire ci siano ben sei pagine con “50 consigli per il governo” da parte di “cinquanta protagoniste della vita italiana in tutti i campi”. Uno spunto interessante, a parte il fatto che la scelta di alcune signore e signorine tra le cinquanta di questa avanguardia femminile mi pare per lo meno discutibile. Per esempio: non me ne voglia Martina Colombari, ma da quando è una protagonista nel panorama della recitazione nazionale?  E chi sarebbero, di grazia, queste altre significative rappresentanti del cinema e teatro di casa nostra: Valentina Lodovini, Carolina Crescentini, Isabella Ragonese, Micaela Ramazzotti (ebbene sì, ho usato Google per scoprirlo)?

Tra tutte loro però, tra le imprenditrici, le giornaliste, le professioniste spicca la qualifica della signora Claudia Ruspoli, definita “principessa e imprenditrice culturale”. Bellissimo! Ovviamente, anche la principessa ha dato il suo consiglio al futuro governo, che vi risparmio.

Quello che mi ha meravigliato, in negativo, è che tra le cinquanta figure femminili di rilievo nei vari campi della vita italiana, nessuno abbia considerato le donne della rete. Ad ulteriore dimostrazione del fatto, ce ne fosse stato il bisogno, che non solo la voce delle donne rimane generalmente inascoltata perché,  come dice  Littizzetto a proposito di quanto lo donne non dicono “non glielo lasciano dire o nessuno glielo chiede”, ma che il web rimane, nonostante tutto, un mondo a parte. Sembra quasi si abbia paura di disturbare a tirarlo in causa.

Peccato. Non solo perché solo cinque giorni fa si è tenuta la giornata del Web al femminile – Innovazione e tecnologia per le pari opportunità, ampiamente pubblicizzata anche dal Corriere, ma pure perché la rete ha le sue belle protagoniste. La redazione del Magazine non può fare finta di non saperlo, considerato l’articolo di Stefano Landi dello  scorso autunno intitolato, guarda caso, “Gli  sconosciuti più famosi della rete“. Tra questi, in maggioranza uomini, ci sarebbe stata più di una donna a cui chiedere qualche consiglio per il nuovo governo,  tre su tutte: Catepol, DElyMyth, Orientalia4all, senza voler citare un bel gruppo di blogger giovani e molto in gamba. In effetti un silenzio che esprime più di mille parole, in particolar modo perché le interviste su Magazine sono state raccolte da tre intraprendenti ragazze.



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Postato Da Niki

    5 Responses to “Donne e donne”

  1. Grazie! Pderò io avrei qualche problema a dire qualcosa sul governo che dovrebbe esserci, non vedo politici di cui fidarmi davvero intorno. Davvero mi sento nei guai a votare (ma voterò).

    Grazie comunque.

    Ciao:)

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  2. nikicustardinpie scrive:

    Ciao e grazie :)
    Il punto non era tanto dire qualcosa “sul” ma qualcosa “al” prossimo governo sulla questione femminile in Italia. Allora, io posso anche pensare che l’opinione di tutte quelle signorine che ho citato sopra sia importante e che ci stessero bene i loro consigli in quella raccolta, ma ci sarebbero stati bene anche i vostri, come donne che fate e dite cose sul web; ci sarebbero stati bene quelli delle volontarie che lavorano nei vari telefoni e linee rosa, che stanno tutti i giorni a contatto con le donne massacrate e abusate, solo per fare un esempioi. Le opzioni sarebbero state tante in questo caso. Scommettiamo che a voler chiedere a una qualsiasi delle donne di cui sopra quanto costa un litro di latte, nessuna di loro saprebbe rispondere? Di quale Italia sono rappresentative?

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  3. catepol scrive:

    Ciao grazie :-)
    se qualcuno mi contatta anche su questi argomenti non ho problemi a dire come la penso…il fatto è che non ci contattano. Se non per argomenti molto più blandi e neanche sempre. Non ci siamo solo noi 3 donne in rete. Anzi siamo tante. Speriamo possiamo cominciare ad avere più voce in capitolo (a partire dalla blogosfera, che per certi versi è tendenzialmente maschilista. ma questo è un altro discorso). Buona domenica

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  4. nikicustardinpie scrive:

    Grazie a te :)
    E infatti. Nessuno vi chiede niente, nessuno vi contatta, consigli da dare ce ne sarebbero. Quindi, è vero che ci sono tante donne in rete, ma è come se non ci fossero. Eppure è anche questa una parte reale e molto vitale nel nostro Paese. Invece le principesse…
    Spero anche io nel futuro. Buona domenica a te.

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  5. annamatte scrive:

    Io credo sia questione di correnti culturali, oltre che di miopia e lecchinaggio politico. Ospitiamo lo stato più piccolo del mondo e ne paghiamo lo scotto. Sembra banale, in realtà basta guardare quanto siano state stravolte leggi e procedure che riconoscono i diritti della donna.
    Ovvio che anche il web, data la sua immediatezza, mostri questa tendenza.
    Inoltre il fenomeno della re-mascolinizzazione societaria ha un aspetto squisitamente italico. Non per guardare l’erba del vicino, viene automatico opinare che appare sempre più verde della nostra, ma in Spagna, paese comunitario da molto meno tempo di noi, i ministri rosa costituiscono la maggioranza.
    Eppure si tratta di una nazione che, fino ad un recentisssimo passatro, si è mostrata misogina e bigotta.
    Dovremo fare sforzi di memoria, portare pazienza ed avere grande volontà negli anni a venire, non sarà facile, ma non possiamo neppure tornare indietro, per noi e per gli uomini e le donne di domani.

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