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maggio, 2008

Allergie

Mi sono accorta di una cosa: sempre di più nelle ultime settimane sono diventata refrattaria a notiziari, giornali, rotocalchi di approfondimento e talk show di tipo politico. Non riesco a seguirli, ho attacchi d’ansia, un rifiuto totale verso l’argomento.
E no, non adrò a vedere Gomorra al cinema. Non ho letto il libro e non lo farò. Non ho alcun bisogno di stare peggio di come sto già.

E’ troppo dire che sono nauseata? Non da Saviano, non dai giornali, nemmeno dalla tv in genere che comunque seguo poco, preferendo l’informazione online, ma dal mostro in cui si è trasformato questo Paese.

Io ci sono nata in Italia e non la riconosco più. Non che ci fossero motivi di sfrenata allegria prima di aprile, ma il clima era diverso, si respirava tutt’altra aria. E’ un Paese estraneo quello in cui mi ritrovo a vivere, non ci sono abituata. Ed è differente dal 2001. Più seria la situazione, più grave. Mi pare ci sia un senso di legittimazione, di plauso per certe azioni. Non posso leggere certi titoli, lasciamo perdere certe notizie. Eppure dovrei: è un preciso dovere morale quello di informarsi, di rimanere sintonizzati sulla realtà, ne sono cosciente, tuttavia non riesco a farlo.

Seguo la situazione, comunque, per forza. I blog, le mille voci della rete, le testate giornalistiche sul web; e come faccio a condividere la gioia del papa per il clima che si è creato nel Paese? Come faccio a non farmi venire gli attacchi d’ansia quando leggo Useremo la forza dello Stato (http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/rifiuti-10/berlusconi-napoli-rifiuti/berlusconi-napoli-rifiuti.html)? E come non ribellarmi quando apprendo che i fondi stanziati contro la violenza sulle donne, l’ambiente e i disoccupati sono stati praticamente azzerati, risucchiati dall’abolizione dell’ICI e dai traffici Alitalia (http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/economia/conti-pubblici-70/decreto-fiscale/decreto-fiscale.html)? Che posto è diventato questo, tanto che Amnesty International si dichiara estremamente allarmata sia dalle misure contro l’immigrazione clandestina che dal clima di discriminazione che le hanno precedute,  come riportato in questo articolo della BBC?

Così ci vedono dall’estero. Sottoscrivo le parole rivolte da Maria Vinci al Presidente Napolitano nella sua lettera aperta (http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/sicurezza-politica-6/lettera-ricercatrice/lettera-ricercatrice.html): “Signor Presidente spero tanto che Lei non permetterà al presente governo di inasprire i rapporti tra gli italiani e gli immigrati, spero che Lei alzi la voce davanti a ministri che giustificano e incitano alla pulizia dei campi rom, spero che Lei faccia tutto quello che è in suo potere per rendersi portavoce della necessità di migliorare la politica di integrazione sociale di cui l’Italia ha oggi bisogno per confrontarsi alla pari con il resto del mondo e d’Europa”.

Il lato peggiore della situazione è che questo governo è stato voluto dalla grande maggioranza degli italiani per fare quello che fa. E’ questo che mi spaventa di più e che mi fa domandare quale sia il concetto comune, in questo Paese, di società moderna.

Gli egocentrici della rete

C’è una cosa che in rete riesce molto bene e spesso: far diventare un normale egocentrico un egocentrico ipertrofico.
Ammesso e non concesso che egocentrici lo siamo tutti – altrimenti non staremmo qua ad aprire discussioni, blog, account, pubblicare foto, filmati e spettacoli d’arte varia – ogni tanto mi capita d’imbattermi in situazioni imbarazzanti. Per me che leggo, ovviamente, non per chi pubblica.
Non sono una persona modesta, non scrivo questo per fare l’elogio dell’umiltà, virtù che non mi appartiene (se di virtù si tratta), ma perché ritengo che incensarsi oltre una certa misura, arrampicarsi sul piedistallo per aspettarsi l’applauso d’obbligo sia un vagamente ridicolo e controproducente.

Immagine da internet

Forse perché sono pragmatica. Mi interessa più la sostanza che la forma. Un linguaggio pulito e asciutto più di uno lirico. Sapere chi sono e farlo capire al prossimo piuttosto che comunicarlo con la grancassa. E mi fanno (enormemente) piacere i complimenti, soprattutto alcuni, ma tendo a non pubblicizzarli, a non parlarne, a ridurli ai minimi termini, a riderci sopra. Anche sul web.

Dipenderà dal fatto che sono una timida che fa finta di no; che sono ancora capace di arrossire violentemente e che ritengo che prendersi troppo sul serio sia un peccato, veniale d’accordo, ma pur sempre un peccato. Molti in rete se lo dimenticano, purtroppo.

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Il tema è stato disegnato da llow e rielaborato da me, così come l'immagine dello sfondo che appartiene a ntr23

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