- 31 maggio 2008
- Attualità, Le mie riflessioni, Notizie, Politica
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Mi sono accorta di una cosa: sempre di più nelle ultime settimane sono diventata refrattaria a notiziari, giornali, rotocalchi di approfondimento e talk show di tipo politico. Non riesco a seguirli, ho attacchi d’ansia, un rifiuto totale verso l’argomento.
E no, non adrò a vedere Gomorra al cinema. Non ho letto il libro e non lo farò. Non ho alcun bisogno di stare peggio di come sto già.
E’ troppo dire che sono nauseata? Non da Saviano, non dai giornali, nemmeno dalla tv in genere che comunque seguo poco, preferendo l’informazione online, ma dal mostro in cui si è trasformato questo Paese.
Io ci sono nata in Italia e non la riconosco più. Non che ci fossero motivi di sfrenata allegria prima di aprile, ma il clima era diverso, si respirava tutt’altra aria. E’ un Paese estraneo quello in cui mi ritrovo a vivere, non ci sono abituata. Ed è differente dal 2001. Più seria la situazione, più grave. Mi pare ci sia un senso di legittimazione, di plauso per certe azioni. Non posso leggere certi titoli, lasciamo perdere certe notizie. Eppure dovrei: è un preciso dovere morale quello di informarsi, di rimanere sintonizzati sulla realtà, ne sono cosciente, tuttavia non riesco a farlo.
Seguo la situazione, comunque, per forza. I blog, le mille voci della rete, le testate giornalistiche sul web; e come faccio a condividere la gioia del papa per il clima che si è creato nel Paese? Come faccio a non farmi venire gli attacchi d’ansia quando leggo “Useremo la forza dello Stato“ (http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/rifiuti-10/berlusconi-napoli-rifiuti/berlusconi-napoli-rifiuti.html)? E come non ribellarmi quando apprendo che i fondi stanziati contro la violenza sulle donne, l’ambiente e i disoccupati sono stati praticamente azzerati, risucchiati dall’abolizione dell’ICI e dai traffici Alitalia (http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/economia/conti-pubblici-70/decreto-fiscale/decreto-fiscale.html)? Che posto è diventato questo, tanto che Amnesty International si dichiara estremamente allarmata sia dalle misure contro l’immigrazione clandestina che dal clima di discriminazione che le hanno precedute, come riportato in questo articolo della BBC?
Così ci vedono dall’estero. Sottoscrivo le parole rivolte da Maria Vinci al Presidente Napolitano nella sua lettera aperta (http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/sicurezza-politica-6/lettera-ricercatrice/lettera-ricercatrice.html): “Signor Presidente spero tanto che Lei non permetterà al presente governo di inasprire i rapporti tra gli italiani e gli immigrati, spero che Lei alzi la voce davanti a ministri che giustificano e incitano alla pulizia dei campi rom, spero che Lei faccia tutto quello che è in suo potere per rendersi portavoce della necessità di migliorare la politica di integrazione sociale di cui l’Italia ha oggi bisogno per confrontarsi alla pari con il resto del mondo e d’Europa”.
Il lato peggiore della situazione è che questo governo è stato voluto dalla grande maggioranza degli italiani per fare quello che fa. E’ questo che mi spaventa di più e che mi fa domandare quale sia il concetto comune, in questo Paese, di società moderna.










