Questo è uno di quei post che mandano all’aria il mio labile ordine mentale per quanto concerne le cose da scrivere qui. Da giorni avevo in mente tutt’altro, ma poi, come capita spesso e volentieri, ho sbattuto contro l’ennesima coincidenza che coincide troppo e mi sono persa nei ragionamenti. Non ero nemmeno sicurissima di volerlo rendere pubblico perché, nonostante sia successo altre volte che abbia parlato di sentimenti e di relazioni tra uomini e donne, mi sono sempre tenuta a distanza dal troppo personale, non avendo a suo tempo aperto questo blog per raccontare i fatti miei.

Al ritorno dal mio viaggio scozzese ho iniziato a leggere un paio di libri molto gustosi di un autore che amo molto, Alexander McCall Smith. La protagonista è una filosofa quarantenne, saggia, razionale, sempre molto responsabile, un po’ fuori dal mondo, che si trova perennemente a fare i conti con mille dubbi e innamorata di un ventottenne. Sono molto affezionata a questo personaggio, mi fa molta simpatia, mi ci riconosco nel temperamento, ma soprattutto abbiamo in comune il fatto di essere innamorate di un uomo più giovane, guarda caso.

Anche io mi sono tormentata con dubbi di ogni genere durante i primissimi tempi della nostra storia.
Oltre a riflettere molto su gli undici anni che ci separano,  tendevo a cercare conforto e supporto pensando a coppie come la nostra di cui mi avevano raccontato, o rifacendomi a coppie letterarie (i vip del cinema proprio non li ho mai considerati, nonostante ci sia sempre qualcuno che tira in ballo Golino e Scamarcio). Una su tutte: Agatha Christie e il suo secondo marito Max Mallowan. Si incontrarono durante un viaggio in oriente, lui ventisei anni e lei quaranta, e non si lasciarono più. Certo, parlando del marito Agatha Christie ebbe a dire che “un archeologo è il miglior marito che una donna possa avere: più diventa vecchia, più sarà interessante per lui”, ma ritengo che tutto sommato non sia fondamentale avere un compagno che si occupa di ruderi per essere considerate attraenti da un uomo più giovane.

Facendo una normale ricerca con il solito Google, ho scoperto che è un argomento di cui si parla, specialmente nei forum di “cose femminili”. Non sono sicura che sia una cosa del tutto positiva però. Ho sempre pensato che della normalità si discute poco, non c’è bisogno di aggiungere molto a quello che che culturalmente acquisito. Una coppia dove lui abbia qualche anno in meno è ancora argomento da articoli su riviste varie, online e non, cosa che non succede mai nel caso contrario, ossia quando è lui ad essere più maturo. In tempi non sospetti, quasi un anno fa, quando non consideravo i baldi trentenni con particolare trasporto – mi era capitato di leggere un bell’articolo su DWeb. Molto ironico, per fortuna, ma non privo di fondatezza.

E’ vero, le cose intorno stanno cambiando velocemente; ed è sacrosanto quanto scritto da Maria Daniela Raineri: “Davvero le donne scelgono compagni più giovani perché, come scrivono i giornali, sono diventate belle, ricche e di successo? Perfettamente in grado di badare a loro stesse e perciò non più alla ricerca di uomini che debbano provvedere economicamente per loro? Davvero gli uffici, i bar, i centri commerciali pullulano di signore come Madonna e Susan Sarandon che, circondate da un’aura di benessere, hanno scelto come compagno di vita non già un magnate ricchissimo ma irrecuperabilmente offeso dal tempo, bensì un ragazzo giovane, bello, sano, sessualmente vivace? Le cerchi, queste donne sfavillanti. Ne trovi poche. Tra le tue conoscenze intime e di vecchia data, praticamente nessuna. Ti imbatti invece in quarantenni scombinate e simpatiche, piene di progetti strampalati, che devono ancora fare i conti per arrivare a fine mese, bevono troppo alle cene aziendali e si svegliano tardi la domenica. E inizi a pensare che forse il successo e il potere, in molti casi, c’entrano poco o niente. Che forse la questione è più semplice e banale. Tu e molte altre, quando vi siete tuffate tra le braccia del vostro amato, non avete proprio fatto caso a quei cinque, dieci, dodici anni di differenza. Vi siete scordate degli anni che passano.”

E in effetti, non ci pensavo all’età mentre mi stavo innamorando di lui. E’ successo e basta. Ci siamo trovati, come due persone adulte, come succede ogni secondo tra persone adulte in ogni parte del mondo. Per me è semplicemente perfetto. E alla fine aveva ragione mio figlio, diciottenne molto assennato: ti piace? Tu piaci a lui? E allora che t’importa dell’età.



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Postato Da Niki