Arte, libri e strani personaggi

Ieri ho passato un pomeriggio piuttosto piacevole visitando Artelibro a Bologna; ne ho scritto ieri notte sull’altro mio diario. Stizzita, bisogna che lo dica.

Visto che, come da saggezza popolare la notte spesso porta consiglio, quest’oggi ne posso scrivere anche qui con ritrovata calma, magari approfondendo la riflessione sul mondo dell’arte e dei libri e su certi eventi a cui mi piace intervenire.
Premetto: Artelibro è un festival che attendo ogni anno con impazienza. Il perché è presto detto: ho una insana passione sia per i libri che per l’arte figurativa, di conseguenza la combinazione delle due la la vivo come una specie di paradiso di beatitudine. Con qualche neo.

E’ lodevole il tentativo di far avvicinare la gente comune al mondo dell’arte e dei libri in genere. Se solo questi costassero meno. In poche parole: ad Artelibro espongono e vendono direttamente le case editrici, perché solo pochissime hanno applicato sconti reali sui prezzi di copertina? Perché solo pochissime pubblicano (anche) “low cost”? E qui ritorno a parlare della solita Taschen, che letteralmente adoro.

Taschen snobbata e ritenuta “improponibile” da chi fa cultura “alta”, ma che ha avuto il grandissimo merito, secondo mia modestissima opinione, di far scendere l’arte dal piedistallo dove molti tenderebbero a metterla, e dove per molti visitatori di Artelibro è giusto che stia. Basta soffermarsi un momento su simili personaggi, o su alcuni incaricati agli stand che sembrano brutte copie di yuppy anni ’80, che ti guardano  storto se parli senza birignao e se sei vestita con jeans e giacca di pelle.

L’arte non deve essere un affare di èlite. Il gusto per il bello, il piacere di capire un’opera pittorica, il gusto di lasciarsi trasportare da un quadro, da una scultura, dal lavoro di un artista devono poter appartenere a tutti, soprattutto a chi non ha né avrà mai la possibilità di visitare di persona il MOMA di New York o il Musée d’Orsay a Parigi. Credo dunque sia importante per chi stampa pubblicazioni d’arte rendere almeno queste il più accessibili possibile, abbassandone i prezzi come prima cosa, soprattutto in occasione di  eventi come  Artelibro.  Non potrà che venirne premiato sulla lunga distanza (probabilmente neppure tanto lunga).

L’arte al popolo, alle persone comuni, ai non addetti ai lavori. L’arte divulgata con passione, con linguaggio comprensibile e incoraggiante. L’arte dei mercanti che accolgono e non respingono, anche se non sei vestito Gucci.



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Postato Da Niki

    7 Responses to “Arte, libri e strani personaggi”

  1. Lachesis scrive:

    Ho visto il tuo articolo sui Targ surfer , mi sono soffermata a leggere , credo che tu abbia pienamente ragione , l’Arte dovrebbe essere di tutti … dovrebbe anche essere accessibile soprattutto per evitare che rimanga una quasi assoluta ignoranza in fatto di Arte … (soprattutto dove vivo io persone che non hanno alcun interesse per questa materia sono all’ordine del giorno ) .

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  2. …Incantevole, questo tuo Diario…

    Buona settimana.

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  3. Niki scrive:

    Grazie occhidaorientale. Ci provo. E buona settimana a te.

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  4. bastet scrive:

    ti quoto in tutto!

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  5. trivago scrive:

    non sono ancora riuscita ad andare a questa mostra che mi affascina moltissimo! Il tuo post mi è piaciuto moltissimo e ho deciso di linkarti nella nostra community di viaggiatori on line TRIVAGO.IT. Spero che ti faccia piacere, magari ti viene voglia di iscriverti e di condividere con noi le tue esperienze! ;)

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  6. Niki scrive:

    trivago ti ringrazio. Peccato però che per poter dare un’occhiata sia necessario iscriversi.

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  7. Alessandro Maria scrive:

    Leggo ora questo articolo di qualche mese fa, ma non posso che condividere quello che hai detto, soprattutto per quanto riguarda i costi.

    Nel frattempo, io ho scoperto la Taschen che fino a qualche mese fa ignoravo, e ora posso dirmene fan, un vero fan: qualità per tutti a prezzi sostenibili da tutti!

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