Abbronzati e wop (ovvero carinerie)

 

In un primo momento, all’ultima battuta umoristica – o carineria – del presidente del consiglio Berlusconi, ho pensato che, probabilmente, non si è mai trovato nella posizione di essere lui stesso oggetto di analoghe piacevolezze; ho provato poi ad immedesimarmi in una persona di colore: avrei trovato quella boutade offensiva? Ho anche tentato di trasferirla su di me, ossia, mi sono chiesta quale commento io avrei trovato razzistico e offensivo. Personalmente non credo che Berlusconi se ne sia uscito con quella frasetta, a dir poco infelice, per sottolineare una inferiorirità di qualche tipo derivante dal colore della pelle di Obama, questi è pur sempre il prossimo presidente degli Stati Uniti, e se c’è una cosa che Berlusconi sa riconoscere è l’odore del potere.
Che però l’effetto sia stato contrario a quello desiderato non mi meraviglia. Ci sono sempre significati che vanno al di là della mera etimologia delle parole e questo posso dirlo per esperienza personale.

Mi è successo in diverse occasioni di essere oggetto di uscite del genere non proprio piacevoli (per me).
La primissima volta, mi ricordo, è stato a Londra e avevo sedici anni. Una graziosa vecchietta, una specie di Miss Marple con il turchino nei capelli, mi chiese se fossi spagnola. Quando risposi che no, ero italiana, ripeté la parola con una smorfia: ah! Italian…  Non è che usò termini ingiuriosi nei miei confronti, non fu quello che disse, ma come le disse.

Immagine di Kheel Center, Cornell University

Qualche anno fa mi capitò con la nonna del mio ex compagno scozzese, una signora molto gentile e buona d’animo, alla quale ero sinceramente affezionata, ma che ebbe modo di chiamare gli italiani wops, durante un simpatico pomeriggio con té e biscotti. Sono sicura non c’era alcuna intenzione di offendermi o di essere razzista nei miei confronti, ma suo nipote si sentì comunque in dovere di correggerla perché, per chi non lo sapesse, “wop” è il termine dispregiativo con cui nei paesi anglosassoni vengono chiamati gli italiani o chi ha origini italiane.

E poi in tante altre occasioni di normale quotidianità, all’estero per lo più, ma anche in Italia. A volte lascio perdere, altre volte rispondo per le rime, di sicuro non rimango indifferente.

E anche la rete, questo universo meraviglioso, non ne è immune. In alcuni ambienti del web non solo gli italiani non sono ben visti, ma non entrano neppure, proprio perché italiani.

La “carineria” del presidente del consiglio potrebbe non essere offensiva, ma è prima di tutto una caduta rovinosa e senza appello di stile, è una di quelle azioni che vanno contro la normale educazione “che è quella cosa che ti impedisce ti metterti le dita nel naso prima di dare la mano a qualcuno, o di ruttargli in faccia mentre ti sta parlando, o di palpare il culo alla sua signora mentre te la presenta” come ebbe a dire una mia amica. In secondo luogo pone l’accento sul metro usato per giudicare un capo di stato: non che sia capace, autorevole, coerente e degno di fiducia, ma che sia “giovane, bello e abbronzato”. Per ultima, la cosa più grave, è che pur ritenendo vero, come dice Gian Antonio Stella nel suo articolo a proposito delle disavventure comiche del nostro premier, che Barack Obama “è da quando era piccolo che come tutti i neri sente spiritosaggini del genere: «cioccolato», «carboncino», «palla di neve»… Non ci avesse fatto il callo non sarebbe arrivato alla Casa Bianca”, è pur sempre vero che si tratta della forma più subdola e strisciante di razzismo, ancora più pericolosa perché si insinua nelle pieghe del linguaggio quotidiano e diventa normalità d’espressione e fatto acquisito.

 



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Postato Da Niki

    6 Responses to “Abbronzati e wop (ovvero carinerie)”

  1. Giovy scrive:

    Assolutamente condivisibile, cara Niki.
    Ma, in realtà, a parte il singolo (deprecabile) episodio, quello che mi angoscia è il fatto che questo è solo UNO dei tanti di una lunga, lunga serie… :(

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  2. Robi scrive:

    La battuta è più che altro un modo per definire ancora una volta l’idea che il premier ha della politica e delle qualità indispensabili che si devono avere per praticarla, e Obama le incarna tutte, come Medvedev, a cui era rivolta la frase (“Ho detto a Medvedev che Obama ha tutto per andare d’accordo con lui: e’ giovane , bello e anche abbronzato”). Quindi più che incaponirsi sulla battuta, forse converrebbe almeno alla stampa riflettere maggiormente proprio su questo punto.

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  3. franci scrive:

    quello che mi sconvolge è che gli americani possano dire: “i soliyi italiani !” perchè io sono italiana, ma non ho niente a che spartire con questo vecchio, bavoso, arricchito ignorante, che per colpa di tanti altri parvenù sta miseramente distruggendo un paese, di artisti, filosofi e santi. Un paese però vecchio e codardo che dovrebbe guardare agli USA almeno per una volta, non per il potere economico ma per la libertà dei suoi ciyttadini che coraggiosamente hanno scelto un Presidente nero e non abbronzato !
    FRANCI Palermo

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  4. Mitopoietico scrive:

    Beh, rispetto alla storia del Kapo va detto che Berlusconi sta facendo progressi in quanto a tatto…

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  5. Scarlett scrive:

    Berlusconi non finirà mai di sorprenderci…di lasciarci a bocca aperta. Concordo pienamente col tuo pensiero, soprattutto laddove dici che queste espressioni “giocose” sono entrate così a far parte del dizionario comune da non sconcertare più per quello che sono in realtà, cioè un’espressione di razzismo e di denigrazione sottile.

    Ecco che poi vengono fuori siti come questo http://www.notspeakinginmyname.com/ che sembrano essere politicizzati, ma che a mio parere altro non fanno se non prendere le distanze da chi ci dovrebbe rappresentarci e che invece ci fa vergognare.

    Complimenti per il tuo blog.
    Scarlett

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  6. il portapizza scrive:

    WOP,
    grande questa mi mancava!

    Grazie
    Simo

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