- 28 dicembre 2008
- Attualità, Esperienze, Notizie, Persone, Social Networking, Web
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Questa mattina poteva cominciare con un altro dei miei risvegli domenicali nella rete dei miei social media: occhiata veloce a posta, velocissima a Twitter, lettura dell’ultima pagina di Friendfeed, novità su Facebook, discussioni su aNobii, eccetera.
Invece, mentre la socialmediasfera italiana dormiva ancora, proprio su Friendfeed sono andata a sbattere contro una bella notizia che non solo mi ha fatto immenso piacere, ma mi ha fatto venir voglia di scrivere un post all’alba, praticamente: Mona Nomura, una delle mie “friends” d’oltre oceano, è stata assunta come blogger professionista per un nuovo progetto di Sean Percival, uno sviluppatore internet di Los Angeles, grazie ai suoi scoppiettanti post su Friendfeed.
Non c’è bisogno che dica quanto sia contenta per lei, di sicuro avrà una lettrice pure da questo lato del globo.
Ecco a cosa servono (anche) i social media: non è tutto cazzeggio quello che non luccica. Dal cazzeggio il talento emerge comunque e può anche succedere che qualcuno lo noti. E Mona è un grande talento: non solo perché posta feed simpatici, accattivanti, interessanti, ma soprattutto perché crea discussioni brillanti. Senza dubbio è la regina di FriendFeed, come scritto da Mark Dykeman (un altro di quelli che seguo) in questo articolo dedicato a lei, e condivido il comune sentire di chi la conosce e legge: Mona è intelligente, creativa, ha uno stile personale e inconfondibile; ha un fiuto fuori dal comune per scoprire tendenze e contenuti nella jungla di internet e di crearli quando non li trova. In più, interagisce, dialoga, partecipa, non si limita mai a proporre e basta.
Bello no? Ecco come le conversazioni possono trasformarsi in – vere - opportunità in rete.
Già, negli Stati Uniti. E in Italia?
Sarebbe mai stato possibile per Mona, fosse stata italiana, far emergere il suo talento? Non mi riferisco solo al fatto di essere notata nel posto giusto dalla persona giusta (quante “persone giuste” frequentano attivamente Friendfeed qui da noi?), ma come sarebbero stati accolti in prima battuta i post all’apparenza sconclusionati di Mona? Che reazioni avrebbero suscitato le sue foto sul bacon, sui robot Lego di guerre Stellari, le sue esternazioni al limite del surreale?
Perché non è il caso di lasciarsi trarre in inganno: Mona non è solamente una mente ipercreativa ed iperattiva in rete. E’ un’esperta di tecnologia e di internet all’ennesima potenza, ma ha deciso semplicemente di condividere il lato più piccante e meno serio dell’essere geek, come da lei stessa sottolineato. Che tipo di valore avrebbe avuto questo nel panorama di internet in Italia?
Da parte mia sono contenta due volte: per il successo di una giovane donna fuori da ogni schema solito e per il fatto che Mona la seguo da sempre o quasi su Friendfeed. Fatelo anche voi se ci siete già, o createvi un account: Mona è solo l’ennesimo buon motivo per essere parte di questo social network.










