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(logo di Paul The Wine Guy)

Sabato 21 marzo affronterò una levataccia (peggiore delle mie solite) per salire sul treno che mi porterà a Parma per il ParmaWorkCamp 2009 (qui la wiki dell’evento).

Mi è stato chiesto che aspettative abbia al riguardo. Una risposta potrebbe essere che mi aspetto di incontrare persone, anzi, è l’aspetto che mi interessa di più. Con diversi di quelli che saranno presenti al WorkCamp già interagisco da tempo in rete, incontrarli de visu sarebbe solo un completamento del quadro. Adoro poi le contaminazioni. Sono per il mescolamento di esperienze, idee e prospettive, anche – soprattutto – quando hanno provenienze diverse.
Sono convinta che un arricchimento vero, dal punto di vista personale e non, ci possa essere solo con l’immissione di “sangue nuovo” che in questo caso si tradurrebbe per me con l’incontrare persone provenienti da realtà completamente diverse da quella a cui sono abituata. E viceversa.
Spero quindi, nel mio piccolo, di poter portare un contributo, un punto di vista nuovo o solamente un diverso angolo di osservazione.

Altra cosa: vado per ascoltare.  Voglio ascoltare il più possibile e magari prendere qualche appunto. Sono curiosa di assistere ai vari interventi per poi vedere se alcune idee che ho possono trovare fondamento. Il tema del camp è di quelli importanti, il lavoro, molto più importante di quanto avrebbe potuto  esserlo solo un anno fa.

Il periodo è difficile, si sa, per alcuni più che per altri; proprio dalla rete penso possano venire spunti interessanti per (cercare di) offrire opportunità in più. Mai come in questi ultimi mesi il lavoro è  diventato problema sociale, che interessa tutta la società civile.
Ecco quindi cosa mi piacerebbe: che il web 2.0, il social networking, con tutte le loro potenzialità, molte delle quali ancora inespresse, potessero diventare attori di primo piano nel sociale, contribuendo anche alla creazione di nuove figure professionali.

Insomma, se per ora i social media e più in generale il web 2.0 sono terreno di conquista per chi si occupa di pubblicità, marketing e business to consumer, perché non potrebbero offrire le stesse possibilità anche al mondo delle Onlus, del volontariato, del privato sociale?
Non è un problema da poco considerato che per il 2010 si prevede, nell’area EU, un tasso di disoccupazione del 10% e sempre di più ci sarà bisogno di reti di assistenza da un lato e di nuove forme di economia dall’altro.

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2 Comments

4 commenti a “Verso il ParmaWorkCamp: aspettative e speranze”

  1. Sembra che c'incontreremo, quindi: a sabato!

  2. Niki scrive:

    Certo :) A sabato!

  3. postoditacco scrive:

    E' esattamente l'approccio che ho io.
    Sono molto fiducioso e domani mattina presto partirò per Parma con la consapevolezza che, in ogni caso, ne tornerò arricchito :)

  4. [...] post  precedente parlavo di speranze e aspettative: sono contenta di dire oggi che non sono rimasta delusa. Sono [...]

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