- 16 agosto 2009
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La sottile arte di scegliersi i contatti su Facebook
16 agosto 2009 Postato Da Niki
Doveva succedere prima o poi.
Questa mattina ho bloccato uno dei miei contatti su Facebook. Non è che mi abbia dato fastidio la pubblicazione di foto scaricate da qualche sito porno, con tanto di vagine aperte in primo piano, quanto il suo voler associare quel tipo di immagine e di concetto alle “donne normali”.
Prima di bloccarlo ho lasciato un messaggio sulla sua bacheca (pubblica), dicendogli che non tutte si identificano in quel modello, non tutte smaniano per essere considerate cose e non persone e che, soprattutto, certe immagini non solo potevano risultare offensive ma che erano del tutto fuori contesto (e naturalmente anche contro i termini di utilizzo di Facebook).
Prescindendo dalla risposta che ho ricevuto, questo episodio mi ha fatto pensare che un aspetto forse trascurato dell’attività social – su Facebook specialmente – è quello della scelta dei contatti da aggiungere alla propria rete. Insomma, il vecchio adagio “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei” non potrebbe essere più attuale.

Immagine di Cobalt123
Sono stata incauta, lo ammetto. L’utente bloccato non faceva parte della mia rete abituale di frequentazioni, non proveniva dagli altri servizi di social networking ai quali sono iscritta, non lo conoscevo di persona. Avevo accettato la sua richiesta di contatto perché aveva un profilo abbastanza neutro e non andava contro quelle che sono le regole che mi sono data per aggiungere nuove persone alla mia pagina. Non avevo esaminato altro e questo è stato un errore.
Probabilmente se lo avessi fatto avrei visto che ci sono alcune cose che lo interessano particolarmente, come collezionare contatti esclusivamente femminili in altri social network, scrivere di pornografia, cercare un certo tipo di esperienze, ossia esattamente ciò che non mi è mai interessato di trovare in rete.
Insomma, quello che mi preme sottolineare è che quel tipo di persona nella mia vita di tutti i giorni non l’avrei frequentata e che quindi non avevo motivo di aggiungerla su Facebook.
So che per molti questo mia atteggiamento potrebbe sembrare esagerato e un filino paranoico. Niente di tutto questo, è che la reputazione in rete è una cosa importante, soprattutto quando ci si opera con nome e cognome e quando non c’è una reale distinzione tra vita “di carne” e vita virtuale.
Non mi interessa collezionare contatti solo per far crescere il relativo contatore; mi interessano le persone in quanto tali se posso avere con loro motivo di condivisione di idee, di esperienze, di vita vissuta, di future opportunità. Non frequenterei mai chi dovesse appartenere ad associazioni neonaziste o chi propugnasse il rogo per i Rom o la discriminazione per gli omosessuali, ad esempio. Non mi interessa essere accomunata a pornografi manifesti e morbosi, nemmeno se mascherati da pseudo intellettuali difensori del libero pensiero; litigherei con chi mi considerasse solo come un oggetto e non come soggetto pensante.
E questo anche per quanto riguarda Facebook.
La nostra reputazione di cittadini della rete non dipende quindi solo dalle nostre azioni in questo contesto, ma anche dalle frequentazioni che si hanno.
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per quanto possa valere, sono d'accordo.
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E a parte le foto, che atteggiamento saccente.
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Avrei dovuto fare prima una ricerca con Google, l'errore è stato mio, ma ho rimediato poi. Tralascio la risposta che mi ha dato prima che lo bloccassi.
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Come Davide. Piuttosto li lascio in attesa di approvazione finchè non ho controllato il loro pedigree :)
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Davide, aggiungo anche "sconosciuti" se trovo il loro profilo interessante o neutro come in questo caso. Ho sbagliato a non fare ricerche più approfondite, avrei dovuto spenderci cinque minuti in più. A mia discolpa posso dire che in quasi tre anni su facebook è il primo episodio del genere che mi capita :) Roberto, io sono la Signora delle Attese, ne ho 93 al momento :)
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io vado di ignora senza grossi problemi se non so chi sono, in qualsiasi sn, ma soprattutto su Facebook dove molti contatti sono persone che frequento normalmente.
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Facebook lo uso per i contatti, appunto. Mi reputo comunque fortunata, il bilancio è del tutto positivo: ho bloccato solo due persone in quasi tre anni, la prima per messaggi molesti due anni fa, la seconda stamattina.
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credo che l'esperienza della parte femminile della rete, in fatto di "harrassment" non sia nemmeno lontanamente paragonabile a quella della parte maschile. Per quanto mi riguarda il mio network e' cresciuto (quando non per conoscenza diretta) sempre per "passaparola", cioe' solo se gia' amici - non semplici contatti - di un certo numero di amici, e per questo non mi e' mai capitato di dover bloccare nessuno. Ma credo che anche le tue due eccezioni in tre anni confermano che i social network NON sono quei gironi infernali dove i nostri giovani possono solo trovare la perdizione. ..
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Il tuo metodo è in parte anche il mio, Gino. Con questa persona, non l'ho detto, ho qualche amico in comune, ma questo non sempre basta. Per il resto credo tu abbia ragione, ma appunto come dicevo il mio bilancio, in quel senso, è positivo. Penso che sia fondamentale anche il tipo di atteggiamento, presuppongo sia più che palese quale sia il mio e le persone si comportano di conseguenza quasi sempre.
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alle volte basta veramente un minimo di buon senso, ma e' anche vero che chi non ha dimestichezza della rete, fa fatica anche a formarsi quel minimo buon senso. Non pernsi che qui scatta una resposanbilita' da parte di chi, come noi, ha piu' esperienza della rete ?
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Sì e no. Ti spiego. Il post l'ho scritto proprio per dare un'occasione di riflessione a chi magari della rete non s'intende tanto. Non voglio salire in cattedra, quanto proprio dare degli spunti, più se ne parla, meglio è. Non la vedo però come una responsabilità nel vero senso della parola: io posso portare la mia esperienza, sta agli altri farne l'uso che ritengono più adeguato, come sempre mi piacciono la condivisione e la discussione, ma non a tutti i costi. Trovo sia giusto imparare dalle esperienze altrui ma anche dalle proprie, magari anche prendendo qualche bottarella sui denti. Aiutano parecchio.
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non intendevo proporre di salire in cattedra! Il "metodo" che suggerisci va benissimo, se non fosse che presuppone una certa intraprendenza e consuetudine con le conversazioni in rete. Io pensavo a quelli che stanno sullo scalino piu' basso ancora, o che devono ancora incominciare a montare sulla scala. Senza saccenza, senza senso di superiorita', solo "trasferendo" un po' di esperienza/conoscenza prima che si facciano male, o anche semplicemente prima che una "visione negativa" - magari fomentata ad arte dai soliti detrattori della Rete - renda il loro avvicinamento piu' incerto e quindi meno utile per tutti (per loro, per la rete e per noi). Questo solo mi spinge a parlare cosi'. Poi sul benefico rossore delle bottarelle sfondi una porta aperta :)
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Beh, certo Gino, anche io ci penso a quelli che stanno salendo ora o che non sono ancora saliti. Se così non fosse probabilmente avrei scritto meno, non solo qui, non solo sul blog, ma anche in altre discussioni e gruppi :) Aiuterebbe però se tanti fossero un pochettino più disposti all'ascolto :)
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grazie niki, non ti ho stimolato su questa discussione a caso... e sapevo di trovarti in sintonia! stanotte ci dormiro' sopra: sto pensando ad un wiki informativo/formativo, semplice, p2p, pratico e, soprattutto, "per il bene comune" che e' la rete ;-)
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Prego Gino, è stato un piacere, come sempre :)










16 Responses to “La sottile arte di scegliersi i contatti su Facebook”
Beh Niki hai proprio ragione. La “vita” social-virtual-cosa è solo una sfaccettatura di quella reale. Comprendo benissimo il tuo punto di vista.
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Nel mio caso spesso si sovrappongono, per non dire che non c’è mai una vera distinzione. Se sono in un ambiente, virtuale come Facebook in questo caso, ma comunque con una sua dimensione reale, mi preoccupo della mia reputazione e anche di quello che potrebbe arrivare agli altri miei contatti. Il rispetto per gli altri è un requisito fondamentale per me
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è capitato anche a me. E comunque, il blocco non funziona a dovere se avete in comune applicazioni terze parti o gruppi
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Non farti menate! Hai fatto benissimo a bloccarlo..
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l'ho fatto anch'io e sto benissimo.
Ora vado a leggere il tuo articolo.
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Armando, no, non uso applicazioni di quel tipo su Facebook
Grazie Simo
Grazie Rosamaria
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A me è capitato di ricevere un avviso in cui si diceva che il mio nome figurava tra i fan di un gruppo porno, nel quale erano stati fatti automaticamente confluire gii iscritti ad un altro gruppo cui era stato cambiato nel frattempo il nome ed il ampo di applicazione. Ancora devo capire come questo possa succedere.Il mio contatto l'ho eliminato quando ho visto comparire tra i suoi amici una persona con cui era meglio nn avere nientea che fare, neppure indiretamente. E' una cosa di cui non mi pento affatto; in fondo la rete permette di comunicare per altre vie; fb da questo punto di vista è troppo promiscuo.
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Io come diritti di accesso ai miei dati ho messo SOLO AMICI per tutto.. e aggiungo solo persone che conosco!
Cosi' facendo ho risolto ogni genere di problema.. anche se un amico ha amici che non mi vanno… non c'e' problema..
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Succede Rosamaria. Infatti ogni tanto è bene controllare i gruppi ai quali si è iscritti
Simo, anche quello è un modo di usare Facebook. E gli amici degli amici non sono un problema nemmeno per me
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hai fatto benissimo a bloccare, ma dire che la nostra reputazione è data da chi abbiamo in lista su FB mi sembra eccessivo; è proprio una delle caratteristiche di FB (almeno per me), questa della massima apertura, mentre su altri social network, in particolare linkedin, seleziono molto.
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Dipende dalla percezione di ognuno, credo, e dipende anche dall'uso che si fa del mezzo (Facebook in questo caso). L'ho scritto sul post: non c'è una vera e propria distinzione tra vita off e online, e quindi scelgo chi frequentare di conseguenza (di recente mi è capitato di controllare se qualche mio contatto "sconosciuto" non facesse parte di qualche gruppo neonazista qui su FB).
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Hai fatto benissimo, Niki….
… e non è affatto un atteggiamento “esagerato o paranoico”, anzi…
Se tutti ponessero la stessa attenzione nella scelta dei contatti, senza accettare individui a caso, prima o poi questi soggetti si troverebbero soli ed emarginati, di fronte ad un bivio: comportarsi normalmente ed avere amici oppure continuare così e restare soli. La scelta, ovviamente, spetta a loro.
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Fossi in voi, per tronchare ogni dubbio a monte, abbandonerei Facebook e tutti i social network affini. “Siete cibo per le pubblicità!” (cit.) Anzi, quasi quasi apro un gruppo su facebook per chi come me è contrario a queste comunità virtuali
Complimenti per il blog!
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Grazie
Siamo cibo sì e probabilmente anche un po’ indigesto
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Hai fatto la cosa migliore
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Condivido. Anch’io utilizzo un criterio piuttosto selettivo per l’accettazione delle richieste di amicizia virtuale, anche perchè non vedo motivi per avere nel mio network dei contatti con cui non ho nessuna affinità o interesse in comune… A questo proposito mi viene in mente la notizia che ho letto qualche tempo fa, relativa ad una società che vende amici e fan per Facebook e per Twitter… devo commentare??
))
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