Niki, 27 settembre 2009

Negli ultimi giorni ho pensato a un libro letto qualche tempo fa. La fascetta lo pubblicizzava come una rivelazione nel romanzo erotico islamico, o qualcosa del genere. In realtà non è che fosse questo gran che.  “La prova del miele” non era un libro erotico, l’intreccio debole, insomma un altro di quei libri furbetti che [...]

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Di aNobii avevo già scritto in passato, sempre mettendo in evidenza quello che ritengo essere il suo vero punto di forza: la comunità dei suoi utenti.
aNobii, si sarà capito, è, nel social web, uno dei miei “luoghi” di riferimento, non tanto per la catalogazione dei libri, quanto per tutto quello che attorno ai libri ruota. [...]

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  • 14 September 2009 at 09:42 mcalamelli
    post molto utile, almeno per me. per ora uso Anobii come archivio, e ho comiciato a commentare i libri letti solo da marzo circa. gli argomenti che esponi mi fanno riflettere, non avevo pensato ad un possibile riutilizzo dei miei contenuti.
  • 14 September 2009 at 09:44 Giovy
    Speriamo nella replica di qualcuno addetto a questa iniziativa.. :)
  • 14 September 2009 at 09:46 Niki Costantini
    Una prima risposta c'è già stata. Seguite il link che riporta alla discussione su aNobii e scorrete fino agli ultimi interventi :)
  • 14 September 2009 at 10:56 elena chesta
    ora vado a leggere, ho aperto un account aNobii per tracciare le letture estive di Marta
Niki, 11 settembre 2009

Mi chiedono: ma un post sul RomagnaCamp non lo scrivi?
A una settimana di distanza cos’altro potrei aggiungere a quanto già detto? Potrei raccontare che avevo un paio di sandali bellissimi, con la zeppa bella alta, ché gli infradito li porto già da tre mesi tutti i giorni e mi piaceva mettere qualcosa di diverso per [...]

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  • 11 September 2009 at 08:33 mcalamelli
    Bello, condivido la tua opinione
  • 11 September 2009 at 08:36 Niki Costantini
    Grazie Massimiliano.
  • 11 September 2009 at 08:40 Giovy
    Assolutamente d'accordo con tutti, Niki... :-)
  • 11 September 2009 at 08:43 palmasco
    Due fatti in linea con la tua bella riflessione: 1. molte persone vanno a molti barcamp. 2. La maggior parte delle critiche che si leggono, premettono onestamente che "dall'esterno" non si capisce questo, non si capisce quello, non si vede l'utile. Le critiche dall'interno invece sono in larghissima maggioranza proposte di miglioramenti. # Se questi sono i dati su cui riflettere, come a me pare che siano, dobbiamo arrivare alla conclusione che: il motore del barcamp è impermeabile agli sguardi esterni; i materiali che descrivono l'esperienza hanno una forza narrativa limitata al cerchio interno; l'oggetto condiviso dai partecipanti è frammentario. Cosa cerchiamo e cosa ci troviamo dovrebbe essere dedotto dalle evidenze. Mi spiace se suona forse un po' intellettuale, ma più semplice di così non mi riesce di sintetizzarlo.
  • 11 September 2009 at 08:46 bloggo
    palmasco son giorni che leggerti mi vien voglia di darti una cattedra in sociologia, altro che fotografare le pheeghe in giro peil mondo.
  • 11 September 2009 at 11:42 Niki Costantini
    Concordo sulla "impermeabilità" del sistema barcamp: da fuori non se ne coglie l'essenza perché tutto si alimenta (e si consuma) nel suo stesso ambito. Quello che passa è per lo più la parte godereccia e di relazioni tra i soliti amici e amici degli amici. Le critiche interne dipendono soprattutto dalle aspettative che si hanno nei confronti dei contenuti, nei confronti delle persone. A me pare però che il fatto di lasciare sempre qualcosa in sospeso e non risolto (quindi migliorabile) sia la spinta per fare meglio la volta dopo o per provare a proporre qualcosa di diverso, ovvero un po' quello che è successo con il post di Gaspar dopo il Romagnacamp.
  • 11 September 2009 at 13:09 palmasco
    Tutti sanno, o almeno molti lo sanno, che dietro ogni scoperta di laboratorio, ci sono ore e ore, e ore e ore di noiosissime routine, nelle quali le menti che ci lavorano cazzeggiano nei modi più stupidi e producono artefatti che se paragonati alle scoperte finali, sembrano inutili cazzate. Saranno pure inutili, ma senza di quelle il tempo necessario ai processi necessari, sarebbe invivibile. Non voglio certo paragonare la conoscenza prodotta dai barcamp alle scoperte scientifiche, ma solo affermare che non c'è altra via, quando si percorre una strada nuova, che produrre artefatti insignificanti, come all'esterno sembrano gli aspetti più superficiali del barcamp. Questo significa, secondo me, che uno non va ai barcamp per ricevere il verbo, ma per partecipare alla sua creazione. Basta intendersi sulle finalità e sulle proporzioni, per non essere delusi, secondo me.
Niki, 1 settembre 2009

L’Italia è una repubblica fondata sulla burocrazia. O meglio: l’Italia è un organismo complesso che si nutre di burocrazia. La burocrazia permea ogni aspetto della nostra vita quotidiana, ne è parte integrante. Anche quelle operazioni che altrove richiedono procedure semplici dai risultati immediati in Italia si trasformano in esercizi esasperanti: passa la carta, manda la carta, registra la carta, archivia la carta. Senza soluzione di continuità e in duplice copia.

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  • 1 September 2009 at 07:49 ӊooқ
    E pensare che per facilitare ancor di più le cose, invece di snellire la cosa pubblica dal ministero delle riforme o quello della funzione pubblica, questo governo ha creato ad hoc IL MINISTERO DELLE SEMPLIFICAZIONI... giusto per seguire la famosa legge delle C.C.S.
  • 1 September 2009 at 09:13 Gino Tocchetti
    scusa ma la creazione di un "ministero delle semplificazioni" non sembrava evidentemente gia' in partenza un'altra ... porcata ??? (il termine e' reso necessario per associazione automatica con l'operato di "quel" ministro)
  • 1 September 2009 at 15:28 Niki Costantini
    Mi pare uno di quei ministeri delle favole di Rodari.