- 5 febbraio 2010
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Tag:anni ruggenti, applausi, consenso, malpensa express, treni
Gli anni ruggenti e la fabbrica degli applausi
5 febbraio 2010 Postato Da Niki
Qualche giorno fa, leggendo la notizia dell’inaugurazione della nuova linea del Malpensa Express, non ho potuto nascondere una risata. Non che la cosa fosse comica in sé, non credo nemmeno fosse una una notizia particolarmente degna di nota, se non fosse che in Italia ci vuole un niente per trasformare gli avvenimenti più banali in tragicommedie.
Ho immaginato, quindi, questo treno pieno di autorevoli tromboni filare via verso Malpensa, seguito dal suo trenino di scorta, mentre capistazione affannati facevano fermare col fischietto ogni convoglio che potesse intralciarne il passaggio e il conseguente record assoluto di velocità. Episodio degno del ventennio in cui tutti i treni arrivavano in orario.
Non per niente, mi ha fatto pensare questa notizia, a quella bella commedia di Luigi Zampa del ’62, “Anni ruggenti“. La situazione mi è parsa analoga a quella del podestà nel paesino del sud negli anni ’30 che, ansioso di compiacere quello che riteneva essere un un gerarca in visita d’ispezione da Roma, per sfoggiare l’alto livello di efficienza e qualità delle stalle locali faceva man mano spostare sempre gli stessi animali da una masseria all’altra, cercando di nascondere il fatto che di vacche grasse ce n’erano ben poche checché ne dicesse il regime.
Triste pensare che ciò che veniva criticato e fatto oggetto di satira nel 1962, sia diventato oggi, a distanza di cinquant’anni, la norma nel modo di fare certa politica. Quella che previlegia le fabbriche degli applausi: i treni superveloci, le inaugurazioni strategiche, le grandi opere inutili.
Gli applausi si fabbricano con poco: basta metter su una scenografia, un po’ di musica e collocare gli attori nei punti giusti affinché la messinscena si svolga senza incidenti. Non c’è nemmeno il problema di dover replicare perché tanto la normalità del dopo spettacolo rimane solo a chi la vive tutti i giorni.
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teatranti!
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