Ormai ho capito che il mondo si divide in due grandi categorie: chi ritiene fondamentale guardare la TV e chi no.
La cosa non sarebbe degna di nota se non fosse che sovente i primi tendono ad affibbiare ai secondi tutta una serie di etichette che va dal fighetto-finto-intellettuale al vagamente-rincitrullito-che-non-sai-nemmeno-chi-ha-vinto-il Grande-Fratello.

Vai a spiegare loro che la TV, almeno quella generalista (non ho l’abbonamento a Sky), ti annoia in quanto completamente inutile. Che se non fosse per qualche film la sera ogni tanto starebbe spenta per mesi interi. Che esiste una alternativa ai telegiornali fatti così (genericamente parlando).
Che quelle trasmissioni belle e importanti per approfondimento non ce la fai più a guardarle perché ti fanno stare male. I vari Ballarò e Anno Zero ti causano versamento di bile alternati ad attacchi d’ansia; le inchieste di Report e di Riccardo Iacona, giornalista di straordinarie bravura e delicatezza, ti buttano in uno stato di prostrazione profonda con conseguenti crisi d’insonnia. Tolto poco altro in onda ad orari impossibili per chi lavora, il resto è solo blabla di sottofondo. Insomma, che si può vivere bene anche senza la maggior parte di quanto viene trasmesso.


Foto di ~sparklystardust

“Ma tu stai su internet e internet è lo stesso della tv”. Me lo hanno detto l’altro giorno.
Mi chiedo se questa sia una percezione diffusa.
Forse dipenderà dal fatto che sempre di più un monitor si identifica con un apparecchio televisivo – e viceversa – e per chi osserva da fuori tutta questa differenza non c’è, ma è una posizione questa che  sottintende non solo che “internet” sia del tutto superfluo, ma che, in quanto superfluo, se ne possa fare a meno.

Intendiamoci, non è che io sia contro la TV tout court, è che avendo visto un po’ come funziona all’estero quella di casa nostra mi pare quasi senza qualità. In poche parole, il mio ideale sarebbe più Discovery Channel e meno Italia1, con un tocco di BBC qua e là, almeno per quella di Stato.
E, aggiungerei, meno editti bulgari e più pragmatismo anglosassone.

A proposito di TV di Stato: trovo piuttosto avvilente che a casa nostra vengano acquistati programmi prodotti da quelle degli altri Paesi perché vengano poi ritrasmessi qui dai canali a pagamento; che si importino format su format e non se ne esporti nemmeno uno.
C’è da rifletterci su, non è vero?

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6 commenti a “Rovesci televisivi”

  1. Federì scrive:

    La tv in Italia è così per i noti motivi. La percezione di internet come la tv è legata agli stessi motivi, anche se, credo, lentamente questa distorsione vada ad affievolirsi. Ci vorrà tempo. Ma soprattutto, ci vorrà che si mollino le briglie a questo Paese e dal lato della libertà di in-formazione che da quello degli investimenti in cultura digitale e non.
    Aggiungo, in pieno spirito di par-condicio (…), che c’è una fetta di chi non guarda la tv per scelta/partito preso che affibbia a chi la guarda l’etichetta di decerebrato-ignorante-schiavo-grandefratellodipendente: sempre per la solita storia dei guelfi e ghibellini…
    p.s. la BBC su DVT si prende :)

    • Niki scrive:

      Il DVT ancora non ce l’abbiamo in E.R. ;P Ma più che alla BBC in quanto tale mi riferivo a un certo modello, anche nel fare informazione. Insomma la differenza si vede, anche nei canali cosiddetti “commerciali”. Magari sono fatta male io, ma trovo quel tipo di TV molto meno noioso anche se non “di parata” (senza considerare, come dicevo, che tanti formati che là appartengono alla TV di stato sono stati importati qui in Italia per la TV a pagamento).
      Sul resto hai ragione, è sempre il solito problema dei guelfi e dei ghibellini, le brutte abitudini facciamo fatica a perderle :)

  2. Federì scrive:

    … ad esempio, poi mi taccio, sul dvt (che si può mettere anche se il passaggio definitivo ancora non sia avvenuto in E.R.) c’è raistoria che propone una programmazione estremamente interessante che trasmetterei in tutte le scuole del regno come sussidio allo studio del ’900. Insomma la tivvù italiana è sicuramente in condizioni pietose, ma qua e là si riesce a cogliere qualche seme differente. ;)

  3. Niki scrive:

    Lo so, lo so che si può mettere, Federì, ma sto aspettando proprio l’ultimissimo momento ;)
    Anche rai3, la mattina trasmette cose interessanti. Ecco, rai3 si salva per la maggior parte dei programmi (anche se al momento non guardo neppure quella) :)

  4. Niki, sfondi una porta aperta, visto che da 8 anni nel regno unito mi sono malamente abituata ad una televisione 1) laica; 2) a servizio del cittadino e che, nei programmi di informazione politica e non, si comporta da media indipendente; 3) senza pubblicità (la BBC).
    Si dice spesso che le cose vanno male quando un paese ha bisogno di eroi. Se poi gli eroi devono essere Santoro e Iacona, siamo messi malissimo.
    In Italia io sono stanca di dover sfrondare con il macete attraverso la giungla dell’inciviltà e delle urla televisive per arrivare al cuore del ragionamento (spesso assente).
    L’inciviltà e l’arroganza diffusa sono il principale insegnamento che viene impartito agli italiani dalla televisione. Scarsissimo contenuto, solo modi, maniere (sgarbate) e vuota retorica. Che ansia! Io voglio discutere di cose, non perdere il 90% del tempo e delle energie a urlare per farmi sentire.

    • Niki scrive:

      Visti i quasi cinque anni che ho fatto avanti e indietro tra Italia e Scozia, non posso che essere d’accordo con te Elena: ogni volta che tornavo mi sentivo stranita a riaccendere la televisione qui. Al di là dei contenuti dei quali ho detto sopra, una delle cose che mi hanno sempre colpito molto è la sensazione di “preconfezionato” e finto che ho guardando certi programmi. Ti faccio un esempio: una mattina mi capitò di seguire su BBC Scotland un talk show, uno di quelli dove persone comuni parlavano dei loro fatti privati di fronte a una telecamera. Ecco, quello che mi colpì fu che gli ospiti erano “nature”, non truccati, non vestiti da ospitata televisiva. Non erano belli, anzi, ma erano così, erano quelli. Ho fatto il confronto con uno dei tanti programmi simili in Italia e non ho mai visto nulla del genere. Qui esprimiamo il peggio per quanto riguarda l’ossessione per l’apparenza, a discapito della sostanza. E meglio non parlare dei toni.

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