Ieri ho preso parte al CivisCamp che Alessandro “Morloi” Grazioli ha organizzato al Clandestino di Faenza.

Foto di Carlo Reggiani

Mi è piaciuto molto. Presentazioni brevi, nessuna ridondanza, molta sostanza e discussioni partecipate. Bella atmosfera, soprattutto. Grazie al numero non altissimo dei partecipanti e al clima da chiacchierata tra amici, credo sia stato uno dei pochi veri barcamp, ossia un reale scambio di esperienze e idee, non solo tra gli abitué.

Come sempre mi ha fatto molto piacere rivedere alcune persone e conoscerne delle altre. Come già scritto in altre occasioni, il valore aggiunto di questi eventi sta proprio nei rapporti che si creano tra individui, ed è uno dei motivi per i quali mi piacciono.
Il tema del CivisCamp non era tra i più facili da affrontare, bisogna sottolinearlo. Il rapporto tra nuove tecnologie (o nuovi strumenti) e pubblica amministrazione è faccenda particolarmente complessa in quanto sono diverse e molteplici le realtà che formano l’amministrazione della cosa pubblica. Difficile, quindi, affrontare l’argomento, non solo perché viene vissuto con modalità estremamente eterogenee all’interno delle varie aree, ma perché  le esigenze del settore pubblico sono del tutto diverse da ufficio a ufficio.
Nel suo piccolo e senza la  pretesa di dare risposte, il Civiscamp è stato una occasione di confronto. Non sono tra quelli che pensano che la discussione per la discussione sia in fondo inutile.  Non sempre è possibile giungere a delle conclusioni alla fine delle chiacchiere, ma le chiacchiere possono rappresentare comunque un arricchimento.

Un unico piccolo rammarico: che la pubblica amministrazione sia stata il grande convitato di pietra al Clandestino. Pur essendo presenti diversi operatori del settore, infatti, ho sentito la mancanza di quelli che effettivamente hanno potere decisionale negli uffici pubblici in merito alle nuove tecnologie; se non per altro, avrebbero potuto cogliere una buona occasione per raccontare come funzionano i meccanismi operativi al di là degli sportelli, ho il sospetto non sia cosa nota a tutti.
Spero dunque in una prossima edizione, nel frattempo complimenti all’ideatore, allo staff organizzativo e ai relatori.

Aggiungo un pensiero dell’ultimo momento: mi piacerebbe molto se un barcamp di questo genere potesse avvenire in un luogo più aperto al “pubblico casuale”. Non perché mi piacciano gli happening da vetrina, ma perché ancora ricordo con piacere quanto fosse stato stimolante al RomagnaCamp lo scorso settembre, rispondere alle domande di chi per caso si era trovato ad assistere alle presentazioni.



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Postato Da Niki

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