Dopotutto, ancora Venezia

Lo scorso fine settimana ho finalmente coronato un mio (piccolo) sogno di sempre: passare qualche giorno a Venezia.

In realtà, non è che a Venezia non fossi mai stata, anzi torno e ritorno spesso e molto volentieri, ma fino allo scorso venerdì sempre e solo con toccate e fughe, che si traducono ogni volta con l’incubo dell’orologio e il pensiero del treno da prendere per rientrare a casa in serata
Avere la libertà di godere di ogni istante nell’arco delle ventiquattro ore è stato un regalo che mi sono fatta.
Certo, ho colto l’occasione anche per altro, ma di fondo rimaneva quel desiderio mai soddisfatto di sedermi e guardare il sole tramontare senza patemi d’animo.

Per tre giorni e due notti, quindi, la mia casa è stata un alberghetto situato in un piccolo palazzo del ’700 nei pressi di San Zaccaria, con tanto di finestre a colonne e con l’affaccio direttamente sul canale sottostante. Mi sono anche divertita a immaginare chi poteva aver abitato lì nel corso degli ultimi trecento anni, se la stanza che occupavo al terzo piano fosse una di quelle destinate alla servitù, all’istitutrice, o al maestro di musica. Facile fantasticare in posto così, dove ti chiedi per forza, prima di dormire, quale fantasma verrà a visitarti di notte.

Ho imparato tanto, durante il mio breve soggiorno, e di tanto altro ho avuto conferma, primo tra tutto il fatto che molte città hanno carattere e personalità, pochissime vivono di magia e Venezia è una di queste.

Una piccola piacevolezza è stata quella di essere svegliata ogni mattina dai gondolieri sotto le mie finestre. Ho scoperto che cantano veramente ogni tanto, e che si chiamano a voce alta l’un l’altro mentre si raccontano in dialetto stretto i fatti del giorno. Ma prima ancora dei gondolieri, quando il giorno è appena ai suoi inizi, sono gli uccelli a farsi sentire: tanti, con suoni diversi, tutti insieme che sembra di stare in una voliera o in una giungla tropicale, non in una città d’acqua e mattoni.

Altra scoperta: Venezia è un buco nero, una sorta di scherzo spazio-temporale. Ci sono intere aree in cui i cellulari sono completamente inutili, i gps non rispondono, il wi-fì inesistente. L’ho verificato di persona, intorno alle dieci di sera, da sola, dispersa tra rughe e salizade deserte, finita per sbaglio in corti che, se non fosse per la diffusione della corrente elettrica nelle abitazioni, hanno subito ben pochi cambiamenti negli ultimi cinquecento anni. Ed è proprio in quei momenti che ci si accorge della magia, che qualcosa ci deve pur essere nell’aria di questa città, a parte i miasmi che vengono su dai canali, per farla sopravvivere ancora oggi così com’è sempre stata, fantasmi compresi.
Ho sempre pensato che il modo migliore per visitare Venezia sia perdercisi con un paio di scarpe comode, lontano dalle piste battute dai turisti. Farlo di notte ne aumenta il valore.

Lo dicevo alla mia amica Daniela: a Venezia puoi venirci una volta al mese nell’arco di un anno e scoprire ogni volta una città diversa. E lo stesso fenomeno si ripete nel corso di una giornata: è come rimanere seduti di fronte a uno schermo cinematografico con un film sempre diverso a seconda dell’ora. Le cinque di mattina, un quadro impressionista; le sette puro oro bizantino; mezzogiorno, verde acqua e canicola; gli arancioni e gli azzurri pomeridiani; le sfumature del tramonto sul bacino di San Marco; le luci che si rispecchiano sulla laguna appena cala la notte lungo la Riva degli Schiavoni e quelle che si riflettono nei rii e sotto i ponti di cui nessuno ricorda il nome.

Altra stramberia veneziana: i turisti. Ti aspetteresti che tutti quelli che riempiono le calli allo stato brado durante il giorno continuassero la movida del dopo cena fino a tardi, come si conviene ad ogni altra città che di turismo di massa vive. Roma per esempio, ha una sua vita notturna fatta di rumore e di folla, Venezia no. Non so dove finiscano tutti, ma già da poco prima della mezzanotte la città si svuota e rimangono in pochi, magari seduti a qualche tavolo dei rari locali ancora aperti, o a camminare di fretta per chissà dove.

Uno dei piaceri offerti dalla città, dopo aver allenato l’occhio con qualche visita, è notare le differenze tra i vari sestieri. Sono differenze notevoli, un po’ come scoprire mondi diversi. Cannaregio è totalmente diversa da Castello e Santa Croce lo è da San Marco. Lo si nota specialmente guardando verso l’alto, l’architettura è diversa, diversa la forma delle calli. Lo faccio spesso di fermarmi e guardare all’insù, si notano particolari nuovi ogni volta (insieme a tanti occhi che ti seguono da dietro i gerani e al di là degli scuri). A Cannaregio c’è anche il Ghetto, che è un altro mondo a sé, con i suoi palazzi alti e le Sinagoghe nascoste. Uno dei luoghi che preferisco in assoluto a Venezia.

Questa è stata la mia piccola vacanza, arricchita dalla felicità – e non è un’esagerazione – di aver potuto trascorrerla in compagnia di belle persone. Ho chiacchierato tanto e sorriso ancora di più perché, non l’ho detto prima, Venezia era uno dei  luoghi che dovevo esorcizzare. C’erano ricordi che andavano rinnovati, promesse da dimenticare e propositi da riconfermare. Un viaggio catartico? No, solo un’occasione colta, insieme al desiderio di lasciarmi alle spalle quello che è stato e continuare ad essere quella che sono. Anche Venezia, in fondo, fa lo stesso da secoli.



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Postato Da Niki

  • 7 July 2010 at 10:17 palmasco
    Mi piace la vena cronachistica :)
  • 7 July 2010 at 10:18 Fatacarabina™
    E' vero, pensa che per noi che ci abitiamo è un pochino lo stesso. Venezia è uno stato dell'anima, soprattutto :)
  • 7 July 2010 at 10:19 palmasco
    No Fata, lei parlava di Venezia Venezia :)
  • 7 July 2010 at 10:22 Niki Costantini
    Grazie palms, è del tutto non voluta, ossia sono episodi su cui ragionavo mentre mi succedevano, per esempio i gondolieri, pensavo fosse un luogo comune, invece cantano e lo hanno fatto proprio sotto le mie finestre. E Cannaregio, così "popolare", non so... mondi diversi, appunto, non avrei potuto vederli se fossi rimasta meno a lungo :)
  • 7 July 2010 at 10:32 Niki Costantini
    Ti scrivo il link in privato, ho anche scritto una recensione su Venere, il posto è affascinante e un po' shabby ma considera che ci sono scale ripide e strette, senza ascensore, ma è comodissimo per visitare la città :)
  • 7 July 2010 at 10:38 Fatacarabina™
    Oi Palms, io risiedo nel Comune di Venezia e ci sono nata :)
  • 7 July 2010 at 10:42 Stefania [stered]
    il nostro b&b era molto vicino a quello di Niki e trovo che quella parte di castello sia veramente perfetta per dormirci
  • 7 July 2010 at 10:44 Dania
    eccerto! tutti a dire chebellachebella e poi mi lasciano sola qui, 'st'impuniti!
  • 7 July 2010 at 10:54 Niki Costantini
    Vero, anche Stefania e Carlo erano vicinissimi, veramente comodo :) Dania, ma poi torno eh :) Anzi, mi venite a trovare voi in autunno per la Notte d'Oro? :)
  • 7 July 2010 at 10:56 Dania
    certo! Ma prima ci si vede per la grande inaugurazione della casa :D
  • 7 July 2010 at 10:58 Niki Costantini
    Ovvio! Quella bisogna bagnarla :)
  • 7 July 2010 at 11:08 palmasco
    Notte d'oro?
  • 7 July 2010 at 11:11 Niki Costantini
    Questa http://www.nottedoro.it/ Il sito è dell'anno scorso, ma stanno organizzando l'edizione 2010 :)
  • 7 July 2010 at 11:16 Fatacarabina™
    che bello! cerco di arrivare :)
  • 7 July 2010 at 11:18 palmasco
    Nessuno più che cerca di venire ;)
  • 7 July 2010 at 11:26 Michela Cimnaghi /cimny
    Sono così contenta che tu sia stata bene! A Venezia si è sempre soli e nudi di fronte alla propria anima, questa è la magia e il segreto...almeno per me :)
  • 7 July 2010 at 11:48 Niki Costantini
    Benissimo Fata! :) Michela io sono stata benissimo e molto contenta di aver passato una bella giornata tutti insieme e non sai quanto sia vero anche per me quello che dici di Venezia :)
  • 7 July 2010 at 12:14 Niki Costantini
    Decisamente sì :)
  • 7 July 2010 at 18:38 Andrea Casadei
    Beh, questo 3D ci obbliga a cambiare location per veneziacamp 2011... Così poi non ve ne andate più per davvero... ( e non è una minaccia... :). )
  • 7 July 2010 at 19:47 Andrea Casadei
    pm10@ nessunissima volontà di fare polemica, però dall'aereoporto con 9,5 euro c'è un motoscafo di linea (http://www.alilaguna.it/lineablu.html e dopo le 20:00 puoi usare anche la arancio cambiando a fondamenta nuove) che in 45 minuti ti porta dritto dritto a 50 metri dall'ingresso del veneziacamp, e per altro era anche segnalato sul sito (http://www.veneziacamp.it/dove/)... sul fatto che serva una location più "easy" (a cominciare dall'offerta sulla ristorazione e sulla possibilità di trovare da dormire nelle vicinanze) siamo d'accordo... oltre all'aria condizionata... :)
  • 7 July 2010 at 20:16 Niki Costantini
    Allora, nessunissima volontà di fare polemica nemmeno da parte mia e premetto che adoro l'Arsenale, ma anche io ho perso la GGD per un motivo analogo a quello di pm10. L'ultima corsa utile da San Zaccaria per l'Arsenale parte alle 20.01, poi più nulla fino alla mattina dopo (ho scoperto che sono pochissime le corse che proseguono per tutta la notte a Venezia, con mia grande sorpresa). Ho cercato di farla a piedi ma per una persona che viene da fuori non è il posto più facile del mondo da raggiungere, specialmente di notte. Detto questo, a me la location piace, è stata perfetta l'anno scorso alla fine di ottobre, semplicemente non è adatta per eventi serali e/o notturni e con certe temperature. Quello che è andato storto quest'anno è stato ben altro, come ho avuto occasione di scrivere altrove.
  • 7 July 2010 at 20:27 Andrea Casadei
    la verità è che di notte la città torna in possesso dei suoi abitanti, come scrivi anche tu nel tuo post, e noi veneziani non andiamo mai da san zaccaria a fondamenta nuove / arsenale coi battelli, si va a piedi ( come per altro si va a piedi quasi ovunque oppure si usa il battello per tagliare dei percorsi, tipo san marco - san tomà), per i pochi turisti che restano in giro c'è la linea notturna che percorre il canal grande... l'arsenale non va bene nemmeno per questo, è davvero un luogo "troppo lontano" anche per noi: conosco un sacco di gente che non era mia entrata in arsenale da una finestra sino al primo veneziacamp...
  • 7 July 2010 at 20:37 Niki Costantini
    Mi conforta sapere che allora non è stato un problema mio. Ti giuro che non è stato per nulla simpatico trovarsi da sola, alle dieci di sera in certi punti dove non c'è Venezia digitale che tenga, dove il cellulare non prende, dove non passa un'anima. Va beh, è andata così, spero nella prossima volta, ma forse sarebbe bastato un servizio analogo a quello dello scorso anno, con un battello dedicato come navetta. Comunque, a me è dispiaciuto non incontrare le mie amiche alla GGD, ma sono contenta per chi c'era e per le ragazze che ci hanno messo così tanto impegno e passione. Mi rifarò.
  • 7 July 2010 at 20:43 astrid/astridula
    @Andrea la pagina che hai linkato è ben fatta, ma ad esempio a me che ero iscritta solo alla GGD (e non ero andata sul sito del veneziacamp) era completamente sfuggita. dal mio b&b (in campo santi apostoli) ci arrivavo tranquillamente a piedi, se avessi avuto la piantina. alla fine ci sono arrivata lo stesso, ma dopo un giro assurdo. non lo scrivo per farne una polemica, magari la prossima volta si potrebbe mandare una piantina insieme alla conferma della prenotazione.
  • 7 July 2010 at 20:48 byb
    a me è capito di stare a venezia alcuni giorni, alcuni anni fa (3?), è meravigliosa. e contro il luogo comune è una città in cui ci vivrei.
  • 7 July 2010 at 20:51 Andrea Casadei
    astrid@ da qualche parte ho già scritto che quella pagina ( che si può anche migliorare per altro...) andava linkata ovunque, compreso il voucher di prenotazione sia per la GGD che per gli eventi del veneziacamp. se vogliamo è l'ennesima applicazione del proverbio cinese che " un fiume in piena non porta tanta acqua ma fango" a dimostrazione che ci sono troppe informazioni da recepire "nel fiume" e quelle davvero utili tendi a non vederle nel "fango"
  • 7 July 2010 at 20:52 Andrea Casadei
    niki@ questa edizione è stata anche funestata dal budget e la navetta è stata una delle cose che abbiamo dovuto sacrificare non senza rammarico...
  • 7 July 2010 at 20:57 Niki Costantini
    byb, io ci torno spesso perché è una delle città che più amo in assoluto. Viverci non so, dovrei provare per un po', ma di sicuro ci passerei volentieri qualche settimana. Andrea, ma guarda che io avrei pagato volentieri anche il servizio di navetta, non pretendo nulla gratis, ma almeno di avere la sicurezza di arrivare (problema che non si pone ovviamente prima delle 20). Pensa che ho anche indagato sul costo del taxi per arrivare ma davvero era troppo costoso per le mie tasche.
  • 7 July 2010 at 21:11 astrid/astridula
    @Andrea in parte è anche colpa mia :) ho letto che la cena era all'Arsenale e ho pensato "ok, l'arsenale so dov'è, vado fin lì e poi chiamo le mie amiche e mi faccio spiegare l'ultima parte di strada" e invece così l'ho allungata...

    7 Responses to “Dopotutto, ancora Venezia”

  1. paz83 scrive:

    Ho amici che studiano a Venezia così mi è capitato negli ultimi anni di passarci qualche settimana in diversi momenti. Una delle cose che ho notato è che, ad esempio, se il tuo cellulare non prende o non rispondi gli amici vengono direttamente sotto la tua finestra a chiamarti..gridano il tuo nome e tu ti affacci. Anzi alcuni usavano dire che a Venezia si fa quasi prima a venire sotto la tua finestra che a chiamarti sul cellulare. Così ho visto fare ai giovani, ma anche gli altri, i cittadini Veneziani sono usi a fare così. Questa è una delle cose che più mi ha colpito, in un epoca di iper-tecnologie qui certi aspetti sembrano fermi ad altra epoca. E forse in un certo senso questo contribuisce ad aggregare la comunità. Poi è vero, Venezia la notte si svuota, sarà che non ci sono molti locali, però il fascino delle calli deserte la notte ha un suo perché.

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    • Niki scrive:

      Mentre camminavo di notte, anche un po’ alla cieca, pensavo in effetti al discorso di Venezia digitale e del wi-fi gratuito per tutti quando, nella realtà dei fatti, in tantissime aree non solo il wi-fi non esiste ma un normale cellulare diventa un oggetto inutile, anche per le chiamate di emergenza.
      Sì, hai ragione, moltissimo del fascino di questa città sta nel vederla di notte, è proprio tutt’altra cosa.

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  2. [...] Qui trovate il resoconto di Niki sul weekend. [...]

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  3. MrPotts scrive:

    E’ tutto giusto. Persino di giorno, direi, se si devia leggermente dalle grandi direttrici turistiche, capita di trovarsi in luoghi semideserti, che a noi, che veniamo da fuori, sembrano i più belli…
    E mi ricordo ancora il “clacson” dei gondolieri. Purtroppo non ho chiesto cosa dicano, a me è sembrato un “Aoe… stacando (?) oe”, in diverse modulazioni. Un suono che non si dimentica.

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    • Niki scrive:

      Sì, anche di giorno e quella è ancora una città diversa. E d’inverno un’altra ancora.
      Non so come mai, ma nella mia fantasia la Venezia vera è quella del crepuscolo, quando il sole è quasi del tutto tramontato e la luce diventa di quell’azzurro particolare, è una specie di “momento perfetto” che mi lascia sempre senza fiato.
      I gondolieri dicono “pope” agli incroci dei canali…

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  4. Matteo scrive:

    Pure io oggi sono stato a Venezia, per lavoro, é la mia città ma quando lavori non fai caso alle tantissime meraviglie che nasconde.

    E’ bellissima…

    Il linguaggio dei gondolieri poi (e un po tutti quelli che vanno in barca per lavoro qui) é una meraviglia… Come anche tutti i vari commenti che fanno… ;D

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  5. [...] un soggiorno precedente 1) ho voluto girare Roma con la testa all’insù, come dice bene Niki, cercando dettagli curiosi; e credo di esserci riuscito bene. Ho visitato – anzi, ho cercato [...]

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