- 17 ottobre 2010
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Tag:16 ottobre 2010, cgil, diritti dei lavoratori, fiom, lavoro, manifestazione, Roma
Quello che rimane, 17 ottobre.
17 ottobre 2010 Postato Da Niki
- Il berrettino della FIOM Reggio Emilia, che ho indossato con orgoglio e parecchia umiltà (vedi post precedente).
- Tutto il rosso delle bandiere.
- L’abbraccio a tre con i miei compagni contro i bla-bla sui rischi di infiltrazioni violente.
- Il sorriso di Moni Ovadia tra i manifestanti.
- La commozione, inaspettata, alla visione di uno spezzone de La classe operaia va in paradiso sul grande schermo (nonostante tutto mi ostino ad essere una sciocca sentimentale).
- La sensazione di aver fatto la mia parte. Un ragazzino di Reggio Emilia mi ha detto mentre lo ringraziavo per avermi afferrato la mano un istante prima di ruzzolare per terra: è per questo che siamo qui, no? Per dimostrare che bisogna andare al di là delle esigenze dei singoli e per connetterci a tutti gli altri.
- La consapevolezza. È fatto così il Paese del quale vorrei essere cittadina: solidale, giusto, colorato, multietnico, pacifico. Democratico, soprattutto.
- Poche foto vergognose. Chiedo scusa a chi le avevo promesse, ma mi sono resa conto che sono sempre troppo assorbita da quel che mi succede attorno per ricordarmi di scattare fotografie. E poi avevo le mani occupate: dovevo reggere la mia bandiera.
Un aggiornamento al volo, dopo una settimana dalla manifestazione:
Tra quanto mi è rimasto del sabato scorso, e avrei dovuto aggiungerlo subito all’elenco qui sopra, c’è stato il piacere e il sollievo di vedere tra il fiume dei partecipanti, moltissimi giovani. Un operaio di Termini Imerese, dal palco, ha detto qualcosa che ho condiviso: “Da oggi possiamo avere meno paura”.
Ho preso parte alla manifestazione della FIOM con parecchi sensi di colpa, da un lato, e con una certa flebile speranza, dall’altro. Alla fine della giornata, sono tornata a casa con la certezza che qualcosa sia successo e mi sono sentita un po’ meno preoccupata per il futuro di questo Paese. È stata una bella sensazione, per una volta.
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2 Responses to “Quello che rimane, 17 ottobre.”
Qualche foto l’ho fatta io.
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Per fortuna. Io non ce la faccio, non ho proprio il bernoccolo del fotoreporter.
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