Ormai ho capito che il mondo si divide in due grandi categorie: chi ritiene fondamentale guardare la TV e chi no.
La cosa non sarebbe degna di nota se non fosse che sovente i primi tendono ad affibbiare ai secondi tutta una serie di etichette che va dal fighetto-finto-intellettuale al vagamente-rincitrullito-che-non-sai-nemmeno-chi-ha-vinto-il Grande-Fratello.
Vai a spiegare loro che [...]
Ne avevo parlato nel post dedicato all’8 marzo di questa iniziativa di Collettivovoci. Le letture stanno continuando anche in questi giorni, con un respiro più ampio di quello concesso da un’unica data simbolica.
La mia è qui.
Ho scelto questo brano perché è un pugno nello stomaco. Leggerlo non è stato semplice, perché parla di donne cancellate. [...]
Continua a leggere Ancora le voci delle donne: una mia lettura da “I monologhi della vagina”
- Stego,
- Iskah,
- giuseppe c. | markgreene,
- gattostanco,
- candy,
- lasacco,
- Lawrence Oluyede
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Dove spiego i perché di una scelta.
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ammetto che non conoscevo la storia delle donne di Juárez e apprezzo ancora di più la tua scelta. e ancora una volta ti ringrazio per non farmi ignorare. anche se è davvero terribile
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Grazie a te lasacco. La storia delle donne di Juárez non è molto nota, in effetti. Terminata la lettura mi è venuto il dubbio che molti non sapessero veramente di cosa stessi parlando, e così ho pensato di spiegare un po'.
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Niki, in effetti la seconda parte della lettura mi aveva "incuriosito" (non riesco a trovare un altro termine, scusa) e cedo che sarei andata a cercare. mi hai facilitato la ricerca
Ho preso ad odiare questa giornata, lo dico a chiare lettere. Ogni anno spero sia l’ultimo, che non ce ne sia più bisogno di avere una giornata dedicata alle donne. Al contrario, mi piacerebbe che ci fossero 365 giorni dedicati alla Persona. Un bel sogno.
Mi dispiace molto, e mi fa anche vagamente imbestialire, quando molti [...]
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sottoscrivo in pieno. grazie per dirlo molto meglio di me!
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Alla fine dei conti non è una giornata allegra. Grazie a te lasacco.
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No, non è una giornata allegra, vista la sua origine. Però proprio per questo, secondo me, è l'occasione per ricordare tutte le donne che con fatica, coraggio, costanza, fierezza, sofferenza e serietà sono diventate -in vari campi- motivo d'orgoglio per l'umanità, senza rinunciare mai al loro essere donne. E pensando a loro, ci si sente più forti; sono uno stimolo ad andare avanti, a migliorarsi, a non aver paura.
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mi piace. Anche io ho detto la mia:)
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mitì tesora :) io la vedo un po' fuori tempo sai? e parlo della festa, non delle motivazioni sottese, sia chiaro. Questo è il senso che ho dato al mio post/riflessione.
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A me, che vivo una vita da uomo dall'età dell'asilo in poi, queste parole fanno bene, molto bene. Che se ne accorgano le signorine tutte tacchi e ticchettio. Grazie.
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"signorine tutte tacchi e ticchettio" è una figura che presumibilmente userò, in futuro. grazie. :)
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Grazie a tutti :) Fairy, è proprio quello che intendevo: una delle cose più odiose è quella di voler chiuderci all'interno di ruoli che spesso non accettiamo per libera scelta, ma per una imposizione (culturale, psicologica, ecc.) Quando si può scegliere invece, va bene tutto perché siamo in grado di fare tutto: lavori tradizionalmente maschili (ma non è detto che le tradizioni non possano essere cambiate) e camminare sui tacchi quando ce n'è l'occasione. :)
Oggi pomeriggio, tramite il blog di Alessandro Gilioli “Piovono rane”, Andrea Celli, proprietario del marchio John Ashfield, ha risposto a Sybelle.
Copio qui sotto la lettera aperta affinché, come sempre, ognuno possa trarne le debite conclusioni, anche in relazione a quanto avvenuto in precedenza.
Cara Sybelle
Mi chiamo Andrea Celli e sono il titolare del marchio John Ashfield, oggetto [...]
Continua a leggere Il proprietario di John Ashfield risponde
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mah. che tristezza.
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Concordo. La parola "provincialismo" mi risuona in testa con una certa insistenza.
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non ho commentato la vicenda finora, sperando che non finisse nel legale. c'è una grandissima insegna luminosa con la scritta "occasione persa" sopra questo epilogo. molta amarezza, molte cose che non hanno funzionato e la consapevolezza che siamo ancora considerati "quel branco di coglioni che sta su Internet".
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vero Davide, verissimo. Noi sappiamo però di essere solo un branco... :)
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eggià, ogni tanto abbiamo bisogno di qualcuno che ci ricordi che siamo pure coglioni.
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e doveva arrivare JA? :-) ahah prendiamola a ridere dai
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up, per chi dei miei follower non avesse seguito la faccenda (da leggere)
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io sono indeciso se rispondergli visto che ha commentato sul mio blog. Cmq mail lasciato per il commento, whois di tale dominio e contatti del dominio JA sembrano avvalorare la veridicità del messaggio anche se mi sembra surreale
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ArMyZ, Gilioli ha telefonato alla JA, hanno confermato che il messaggio proviene da loro.
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hanno confermato altro, tipo... perchè?
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ArMyZ, scusami?
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Niki, ragionavo a voce alta: hanno anche confermato anche perchè hanno gestito la vicenda così male?
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altra cosa che non capisco, è perchè JA non si sia mai premurata di contattare personalmente Sybelle (non mi risulta che l'abbia fatto, se mi sono sbagliata chiedo scusa)...
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ArMyZ, ho l'impressione che loro ritengono di averla gestita nel migliore dei modi la vicenda. Tutto si può leggere in quella lettera tranne la consapevolezza di aver commesso un passo falso dopo l'altro. Marta, no, non l'hanno mai fatto, con la motivazione con non trovavano i contatti sul blog di Sybelle, quando in realtà sono ben visibili (vedere precedente lettera aperta firmata John Ashfield).
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@Niki, questa a casa mia si chiama malafede... :)
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Roberto, infatti l'intera storia ha preso il via più che altro per la condotta di Wordpress.com. Diciamo che poi l'attenzione si è focalizzata su JA per come ha gestito l'intera faccenda. Nell'ordine generale delle cose, checché ne dicano in JA, non credo che la loro immagine de risulterà danneggiata più di tanto, penso comunque che parlarne sia importante, per tutta una serie di ragioni. Inoltre, non sono sicura che il paragone con WallMart sia quello più giusto...
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Marta, anche. Non so, ho la sensazione che abbiano sottovalutato un po' di cose, soprattutto per mancanza di cognizione di causa...


