﻿<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Diario Semistupido &#187; Giornalismo</title>
	<atom:link href="http://www.diariosemistupido.it/category/giorn/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.diariosemistupido.it</link>
	<description>Discorsi, pensieri, esperienze, persone, senza pretese di apparire intelligente per forza.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 03 Nov 2011 20:09:03 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Perché Concita se ne va?</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2011/06/22/perche-concita-se-ne-va/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2011/06/22/perche-concita-se-ne-va/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 17:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[concita de gregorio]]></category>
		<category><![CDATA[l'unità]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diariosemistupido.it/?p=2755</guid>
		<description><![CDATA[Mi aspettavo una risposta. Magari senza entrare nel dettaglio, o solo diplomatica e di circostanza.  Nel comunicato congiunto di editore e direttore che avevo già letto qualche giorno fa e un&#8217;altra volta ancora stamattina di risposte non ce ne sono. A dirla tutta, mi sarebbe piaciuta una spiegazione limpida: lascio perché, a causa di, ecc.,
Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/07/16/perche-sostengo-la-lotta-contro-la-discriminazione-degli-omosessuali/' rel='bookmark' title='Perché sostengo la lotta contro la discriminazione degli omosessuali'>Perché sostengo la lotta contro la discriminazione degli omosessuali</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/07/14/oggi-alzo-la-voce-e-non-sciopero-contro-il-decreto-alfano/' rel='bookmark' title='Oggi alzo la voce (e non sciopero) contro il decreto Alfano'>Oggi alzo la voce (e non sciopero) contro il decreto Alfano</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/10/29/perche-domani-a-roma-manifestero-contro-la-legge-gelmini/' rel='bookmark' title='Perché domani a Roma manifesterò contro la legge Gelmini'>Perché domani a Roma manifesterò contro la legge Gelmini</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/04/16/perche-litalia-e-quel-che-e-ossia-piccole-furberie-quotidiane/' rel='bookmark' title='Perché l&#8217;Italia è quel che è, ossia piccole furberie quotidiane'>Perché l&#8217;Italia è quel che è, ossia piccole furberie quotidiane</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/12/07/thyssenkrupp-e-altri-pensieri-sparsi/' rel='bookmark' title='ThyssenKrupp e altri pensieri sparsi'>ThyssenKrupp e altri pensieri sparsi</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi aspettavo una risposta.<br />
Magari senza entrare nel dettaglio, o solo diplomatica e di circostanza.  Nel comunicato congiunto di editore e direttore che avevo già letto qualche giorno fa e  un&#8217;altra volta ancora stamattina di risposte non ce ne sono.<br />
A dirla tutta,  mi sarebbe piaciuta una spiegazione limpida:  lascio perché, a causa di, ecc., ma la limpidezza non solo se la possono permettere in pochi, ma sembra anche essere molto sopravvalutata  E allora, se le risposte non arrivano, noi, i lettori, facciamo presto a trovarle per conto nostro. Altro che complottismo,  basta un minimo di malizia, di quella che non si allontana nemmeno troppo dal buon senso, per capire che qualcosa dev&#8217;essere successo per accelerare un epilogo che fino alla settimana scorsa non sembrava nemmeno prevedibile. Ho letto in giro che già da un paio di mesi circolavano voci su un cambio al vertice del giornale. Dove se ne parlava? Probabilmente solo in certi ambienti perché l&#8217;effetto sorpresa tra i lettori è innegabile, soprattutto dopo l&#8217;editoriale dove, pur mettendo le mani avanti, De Gregorio parlava di &#8220;contratto non in scadenza&#8221; e di essere fiduciosa.<br />
Certo, non è il caso di scomodare le epurazioni in stile berlusconiano, tutto svolto nella più assoluta legalità, ci mancherebbe, gli accordi rispettati, gli obiettivi raggiunti e i comunicati congiunti, ma non è così che vanno le cose quando un percorso professionale giunge al suo termine naturale o quando si lascia per gettarsi in un nuovo progetto.  Qui si ha l&#8217;impressione di una decisione presa ob torto collo, di pressioni più o meno velate, di verità non espresse e di questioni in sospeso. Una partenza frettolosa e affrettata, insomma. ﻿<br />
Oltre la sorpresa, la tristezza. Non fino al punto di quelli che nelle svariate centinaia di commenti si sono spinti a dire che non leggeranno più l&#8217;Unità gestito da un nuovo direttore, ma condividendo in parte il sentimento &#8220;nulla sarà come prima&#8221;. Ammetto che mi dispiace anche perché in un panorama di indiscutibile supremazia maschile, un direttore donna &#8211; almeno uno &#8211; ci stava più che bene. Un bell&#8217;atto di coraggio tre anni fa, in un Paese come questo.</p>
<p>Non ho seguito con costanza tutte le discussioni scaturite dal comunicato ufficiale, soprattutto ho evitato i commenti di rito, quelli degli &#8220;esperti&#8221; e gli sproloqui su Facebook. Non mi interessano nemmeno le analisi politiche e quelle economiche sui dati di vendita, mi sono limitata a registrare  le mie sensazioni di lettrice che proprio con la De Gregorio si è avvicinata in maniera diversa e partecipe a un giornale che fino a tre anni fa leggeva saltuariamente e in modo distratto, e  che aveva sempre considerato un monolite. Di grande tradizione, certo, ma pur sempre un monolite.<br />
Se la direzione De Gregorio ha avuto un merito è stato quello di aver dato spazio a varie forme di partecipazione attiva da parte dei lettori, e qui posso parlare per esperienza diretta: ho aderito alle grandi iniziative di dissenso, alle mobilitazioni, alla raccolte di firme, alle manifestazioni. Ha dato loro voce con gli strumenti del web e ha portato le voci del web  in prima pagina. Anche questo un atto di discreto coraggio, credo.<br />
Molti rimpiangono l&#8217;Unità com&#8217;era prima,  fino a tre anni fa: il giornale diverso, il giornalismo d&#8217;inchiesta, l&#8217;organo di partito fatto in un certo modo.  È strano come questi non riescano a vedere che il vento non è girato solo per la politica, di governo e  di opposizione, ma anche per le modalità di espressione di tale politica.</p>
<p>Alla fine di tutto, la curiosità rimane: perché Concita se ne va? Non mi interessa chi, ma cosa. Cosa ha scritto, cosa ha fatto? L&#8217;Unità, con De Gregorio, ha parlato moltissimo alla pancia degli italiani della pancia degli italiani e relativamente poco alla pancia del partito della pancia del partito, al quale non ha evitato sferzate all&#8217;indomani del referendum di due settimane fa e ancor prima dopo le amministrative di Milano e Napoli. Che non sia piaciuta questa deriva così tanto di base e popolare? Ecco, io ci terrei a saperlo.</p>
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/07/16/perche-sostengo-la-lotta-contro-la-discriminazione-degli-omosessuali/' rel='bookmark' title='Perché sostengo la lotta contro la discriminazione degli omosessuali'>Perché sostengo la lotta contro la discriminazione degli omosessuali</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/07/14/oggi-alzo-la-voce-e-non-sciopero-contro-il-decreto-alfano/' rel='bookmark' title='Oggi alzo la voce (e non sciopero) contro il decreto Alfano'>Oggi alzo la voce (e non sciopero) contro il decreto Alfano</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/10/29/perche-domani-a-roma-manifestero-contro-la-legge-gelmini/' rel='bookmark' title='Perché domani a Roma manifesterò contro la legge Gelmini'>Perché domani a Roma manifesterò contro la legge Gelmini</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/04/16/perche-litalia-e-quel-che-e-ossia-piccole-furberie-quotidiane/' rel='bookmark' title='Perché l&#8217;Italia è quel che è, ossia piccole furberie quotidiane'>Perché l&#8217;Italia è quel che è, ossia piccole furberie quotidiane</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/12/07/thyssenkrupp-e-altri-pensieri-sparsi/' rel='bookmark' title='ThyssenKrupp e altri pensieri sparsi'>ThyssenKrupp e altri pensieri sparsi</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2011/06/22/perche-concita-se-ne-va/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Alcune cose di Roma che mi fanno incazzare</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2011/06/07/alcune-cose-di-roma-che-mi-fanno-incazzare/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2011/06/07/alcune-cose-di-roma-che-mi-fanno-incazzare/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 17:52:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[alemanno]]></category>
		<category><![CDATA[disservizi]]></category>
		<category><![CDATA[gnam]]></category>
		<category><![CDATA[musei]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turisti]]></category>
		<category><![CDATA[villa borghese]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diariosemistupido.it/?p=2654</guid>
		<description><![CDATA[Premessa doverosa: so che quanto andrò ad elencare qui sotto per chi vive a Roma, più che incazzature, potrebbero dirsi delle piccole noie, bruscolini nell&#8217;occhio dei quali liberarsi con un batter di palpebre. In questo senso sono una osservatrice privilegiata: di Roma prendo solo il bello ogni volta che torno. Non ci lavoro, non sono
Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2011/01/07/una-provinciale-a-roma/' rel='bookmark' title='Una provinciale a Roma'>Una provinciale a Roma</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/10/16/e-oggi-me-ne-vado-a-manifestare-a-roma/' rel='bookmark' title='E oggi me ne vado a manifestare a Roma'>E oggi me ne vado a manifestare a Roma</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/10/29/perche-domani-a-roma-manifestero-contro-la-legge-gelmini/' rel='bookmark' title='Perché domani a Roma manifesterò contro la legge Gelmini'>Perché domani a Roma manifesterò contro la legge Gelmini</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/10/03/fare-la-liberta/' rel='bookmark' title='Fare la libertà'>Fare la libertà</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/02/12/il-sentimento-del-mondo-e-altre-cose/' rel='bookmark' title='Il sentimento del mondo e altre cose'>Il sentimento del mondo e altre cose</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Premessa doverosa: so che quanto andrò ad elencare qui sotto per chi vive a Roma, più che incazzature, potrebbero dirsi delle piccole noie, bruscolini nell&#8217;occhio dei quali liberarsi con un batter di palpebre.</p>
<p>In questo senso sono una osservatrice privilegiata: di Roma prendo solo il bello ogni volta che torno. Non ci lavoro, non sono costretta a eterni spostamenti quotidiani, non sono soggetta a traffico e confusione, ritardi, disservizi, criminalità e via discorrendo e forse proprio per questa ragione noto ancora di più quello che molti romani lascerebbero correre, preoccupati da questioni molto più pressanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fatto è che quando si ama molto un luogo, si vorrebbe fosse perfetto, se non altro per le piccole cose, visto che quelle grandi solo con adeguato spirito zen è possibile viverle giorno dopo giorno e rimanere illesi.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Le buche di Alemanno</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le buche di Roma credo siano famose quanto la città stessa. Non solo quelle voragini che sembrano aprirsi qua e là sulle strade dell&#8217;urbe senza preavviso e che spesso finiscono pure sulle pagine dei quotidiani nazionali (e <a href="https://www.facebook.com/group.php?gid=67519977824" target="_blank">che qualcuno sta cercando di censire</a>), ma anche quelle più ordinarie, le quali sembra costino una fortuna in sospensioni e che a ogni pioggia, puntualmente, si riempiono d&#8217;acqua. Ci sono poi le buche che si formano, per non so quale fenomeno, lungo i marciapiedi poco illuminati del lungotevere (e ci dev&#8217;essere una spiegazione scientifica sul legame tra scarsa illuminazione pubblica e buche nell&#8217;asfalto) e che trasformano una normale passeggiata in un percorso tattico. Lo so perché a capodanno sono caduta dentro una di quelle  - facendomi anche male &#8211; e  non potendo far altro, tra parolacce varie, che mandare un sentito ringraziamento al sindaco.</p>
<p>Ho letto che Alemanno sta cercando 500 milioni di euro per mettere un tappo a tutte. Eventuali sponsor sono benaccetti, anzi, come testimonial d&#8217;eccezione suggerirei Roberto Giacobbo, noto indagatore di misteri, visto che nessuno riesce ancora a spiegare come mai proprio a Roma si concentrino tutte le buche del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Le gallerie d&#8217;arte che non accettano carte</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, questo lo trovo particolarmente irritante. Una città come Roma, anzi, Roma Capitale, che sull&#8217;arte vive, non dovrebbe annoverare tra i suoi musei quelli che rendono la vita difficile ai loro visitatori. Lo GNAM, galleria nazionale d&#8217;arte moderna e contemporanea, paradossalmente è legatissima al vecchio concetto di &#8220;accettiamo solo contante&#8221;, con buona pace di chi, dopo la solita fila all&#8217;ingresso, è costretto a rinunciare alla visita. Nessuna informazione a proposito nemmeno sulla pagina internet della galleria, sia mai che a qualcuno scappasse di organizzarsi passando a un bancomat prima della visita al museo. Questo succede a Roma, nel 2011, con utenti stranieri abituati a pagare anche una telefonata con la carta di credito. Ovviamente non è nemmeno possibile comprare i biglietti online, tanto per rendere il quadro ancora più completo. Una dimostrazione di scarsa sensibilità nei confronti dell&#8217;utenza, come minimo.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2659" href="http://www.diariosemistupido.it/2011/06/07/alcune-cose-di-roma-che-mi-fanno-incazzare/romazoo/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2659" title="Romazoo" src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/2011/06/Romazoo.jpg" alt="" width="512" height="384" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Gli eventi d&#8217;arte farlocchi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non nel senso che sono finti, ma in quanto eventi di vetrina, che sarebbero anche molto interessanti se fossero organizzati con meno apparenza e più sostanza..</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;iniziativa di cui parlo è <a href="http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/05/24/news/roma_nascosta_alla_scoperta_dei_misteri_e_dei_sotterranei_della_citt_eterna-16696765/" target="_blank">questa</a>, pubblicizzata su Rupubblica, interessantissima e godibile solo per pochi ma con tanto di <a href="http://download.repubblica.it/pdf/2011/locali/roma/roma_nascosta.pdf" target="_blank">dépliant con nota introduttiva del sindaco</a>: <em>&#8220;Anche quest&#8217;anno, con la terza edizione di &#8220;RomaNascosta&#8221;, Roma Capitale offre ai cittadini ed ai turisti la possibilità di visitare il più importante patrimonio archeologico del mondo. Con un&#8217;offerta di oltre 400 visite guidate, gli appassionati di archeologia sotterranea hanno l&#8217;opportunità di toccare con mano le radici storiche della nostra Città. Un&#8217;ulteriore conferma della vitalità culturale di Roma, una Capitale moderna con un cuore antico. Il Sindaco di Roma Capitale Giovanni Alemanno&#8221;</em>. Per me solo conferma del contrario: alla parola cultura associo naturalmente altre parole quali &#8220;apertura&#8221;, &#8220;divulgazione&#8221;, &#8220;impegno&#8221;, &#8220;coinvolgimento&#8221;. Una capitale che si fregia di avere a cuore la sua storia e la sua cultura altrettanto dovrebbe interessarsi alla cultura dei suoi cittadini e dei suoi ospiti, estendendo al maggior numero possibile di appassionati quello che in questo modo è rimasto un happening elitario (Roma nascosta per davvero, insomma): se 13.000 persona sembrano tante, fatti due calcoli ogni sito archeologico compreso nel programma è rimasto a disposizione di soli 30 visitatori al giorno, numero che sarebbe ridicolo anche per una città d&#8217;arte di piccole dimensioni (come Ravenna, ad esempio).</p>
<p>Con la prenotazione obbligatoria e la conseguente caccia al biglietto, il tutto si è trasformato in una sorta di spot pubblicitario, accompagnato dalla sensazione che cittadini e turisti fossero solo l&#8217;ultima preoccupazione degli organizzatori, tanto che smaltita la delusione, dopo aver letto le parole del responsabile della manifestazione: &#8221;<em>Dietro a tutto questo c&#8217;è un lavoro organizzativo complesso, che comincia mesi prima contattando e convincendo i proprietari ad aprire i siti ai visitatori&#8221;</em>, mi è rimasta la curiosità di sapere chi siano questi proprietari, visto che nella quasi totalità dei casi si tratta di siti già inseriti nella gestione della Soprintendenza Speciale per beni archeologici di Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Le auto a Villa Borghese</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Domanda diretta: perché le fanno entrare? Ma sarebbe davvero tanto difficile chiudere tutto il parco e trasformarlo in una ztl aperta solo ai mezzi di emergenza e a quelli adibiti alla manutenzione del verde?</p>
<p style="text-align: justify;">E non mi si dica che è già così, perché non è vero. Ho visto auto parcheggiate, anche in zona rimozione, lungo via dell&#8217;Uccelliera e altre nello spiazzo di fronte all&#8217;ingresso del giardino zoologico. Per quale ragione non fare in modo che sia bello passeggiare o pedalare lungo strade che sono parte integrante di un&#8217;area verde, senza il timore di essere stesi da un momento all&#8217;altro, senza puzza di gas di scappamento, senza dover zigzagare tra i posteggi selvaggi?</p>
<p style="text-align: justify;">Perché non predisporre la zona con piccoli taxi elettrici per condurre quelli che ne hanno necessità da un punto all&#8217;altro del parco con una tariffa fissa?</p>
<p>Dev&#8217;essere una mia deformazione quella che mi fa considerare un parco pubblico un luogo inadatto al passaggio e allo stazionamento di auto mentre, proprio quella piazzetta di fronte ai cancelli del giardino zoologico di Roma, mi sembrerebbe più consona e utile per una giostra coi cavallini, un gelataio, il chioschetto della piadina (altro tipo di deformazioni) e bambini che giocano, oltre al posto di noleggio e riparazione bici. Perché i romani amano farsi così tanto male?</p>
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2011/01/07/una-provinciale-a-roma/' rel='bookmark' title='Una provinciale a Roma'>Una provinciale a Roma</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/10/16/e-oggi-me-ne-vado-a-manifestare-a-roma/' rel='bookmark' title='E oggi me ne vado a manifestare a Roma'>E oggi me ne vado a manifestare a Roma</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/10/29/perche-domani-a-roma-manifestero-contro-la-legge-gelmini/' rel='bookmark' title='Perché domani a Roma manifesterò contro la legge Gelmini'>Perché domani a Roma manifesterò contro la legge Gelmini</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/10/03/fare-la-liberta/' rel='bookmark' title='Fare la libertà'>Fare la libertà</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/02/12/il-sentimento-del-mondo-e-altre-cose/' rel='bookmark' title='Il sentimento del mondo e altre cose'>Il sentimento del mondo e altre cose</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2011/06/07/alcune-cose-di-roma-che-mi-fanno-incazzare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il caso di Paola Caruso e i miei sassolini nelle scarpe</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2010/11/17/il-caso-di-paola-caruso-e-i-miei-sassolini-nelle-scarpe/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2010/11/17/il-caso-di-paola-caruso-e-i-miei-sassolini-nelle-scarpe/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 19:33:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Social Networking]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dei lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[paola caruso]]></category>
		<category><![CDATA[precari]]></category>
		<category><![CDATA[precariato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diariosemistupido.it/?p=2280</guid>
		<description><![CDATA[16 novembre 2010 Negli ultimi giorni, la rete, o almeno quella parte di rete che anch’io abito, si è mobilitata attorno al caso di Paola Caruso. Paola, giornalista precaria al Corriere della Sera, sabato scorso ha cominciato uno sciopero della fame (e della sete, abbandonato però in un secondo momento) per protestare e richiamare l’attenzione
Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/02/25/le-mie-considerazioni-sparse-sul-caso-google-e-la-responsabilita-di-espressione/' rel='bookmark' title='Le mie considerazioni sparse sul caso Google e la responsabilità di espressione'>Le mie considerazioni sparse sul caso Google e la responsabilità di espressione</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/07/14/oggi-alzo-la-voce-e-non-sciopero-contro-il-decreto-alfano/' rel='bookmark' title='Oggi alzo la voce (e non sciopero) contro il decreto Alfano'>Oggi alzo la voce (e non sciopero) contro il decreto Alfano</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2011/04/20/non-a-caso-si-chiama-equilibrio-tra-i-poteri/' rel='bookmark' title='Non a caso si chiama &#8220;equilibrio tra i poteri&#8221;'>Non a caso si chiama &#8220;equilibrio tra i poteri&#8221;</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/02/15/wordpress-com-un-brutto-caso-di-censura-preventiva/' rel='bookmark' title='John Ashfield e WordPress.com: un brutto caso di censura preventiva'>John Ashfield e WordPress.com: un brutto caso di censura preventiva</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/12/12/scioperare-costa/' rel='bookmark' title='Scioperare costa'>Scioperare costa</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>16 novembre 2010</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi giorni, la rete, o almeno quella parte di rete che anch’io abito, si è mobilitata attorno al caso di <a href="http://paolacars.tumblr.com/" target="_self">Paola Caruso</a>. Paola, giornalista precaria al Corriere della Sera, sabato scorso ha cominciato uno sciopero della fame (e della sete, abbandonato però in un secondo momento) per protestare e richiamare l’attenzione sul suo caso specifico di professionista sostituita dopo sette anni di contratti a tempo determinato e sulle condizioni dei precari in Italia, più in generale.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono queste quel genere di battaglie nelle quali mi sono sempre buttata con entusiasmo e molto ottimismo, rispondendo a quello spirito di pasionaria che mi ritrovo e che non accenna a diminuire nonostante l’età. Ma non questa volta. Questa volta, mi sono limitata ad osservare, a leggere i messaggi sui vari social network &#8211; Twitter e Facebook in primis &#8211; leggere le interminabili discussioni, i commenti, le polemiche, senza intervenire a mia volta (cosa che mi è anche costata un po’ di fatica, lo ammetto).<br />
Non è per Paola, &nbsp;della quale rispetto le scelte, pur non condividendole e comprendo il senso di delusione e scoramento, ma per tutto il cucuzzaro che si è scatenato attorno alla &nbsp;sua storia. Effetto cercato, ovviamente, ma che ha messo in luce alcuni degli aspetti che mi piacciono meno dell’interazione in rete e con questo post intenderei proprio raccogliere alcune mie impressioni di questi ultimi giorni circa persone, personaggi e loro reazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è tanto agli amici di Paola che mi riferisco, genuinamente interessati al suo stato di salute e alle sue vicende umane e professionali, o a quelli che in buona fede hanno pensato di appoggiare la sua causa per simpatia e per spirito di giustizia, ma a quanti hanno cavalcato l’onda sollevata per opportunismo, per ritorno di visibilità, per farsi portabandiera di una battaglia che fino a due o tre giorni fa non si erano mai dati la pena di combattere. Per quegli scopi che io chiamo “politici della personalità”.<br />
Ho letto molto nelle ultime ore; tra le altre cose, alcuni post che ho trovato particolarmente offensivi. Secondo qualcuno la voglia di conoscere la vicenda con maggiore precisione o il fatto di porre domande &#8211; del tutto legittime &#8211; sui fatti &nbsp;è equivalso ad essere sostenitori dello sfruttamento del lavoro altrui, biechi schiavisti e succhiatori di risorse umane, se non addirittura dei <a href="http://www.webeconoscenza.net" target="_self">novelli Berlusconi</a>, con tanto di moraletta finale “<i>Non linko, non linko, cercate in rete i distinguo su Paolo Caruso, perchè sono gli stessi che stanno immobilizzando la società, la sinistra, e consegnando altri vent’anni a Berlusconi. Fanno come il PD: Mentre il popolo viola va in piazza, loro stanno a casa a scrivere sul blog</i>”.<br />
Abbastanza strano visto che tutto il clangore provocato dalla protesta è risuonato solo sui blog e scarsissime tracce ha lasciato altrove. Inutile dire che, anche a causa di post come quello sopra, il tutto si è trasformato in una lotta personale tra due schieramenti, che nulla ha a che fare con la difesa dei diritti dei lavoratori.<br />
Perché è proprio questo il punto: troppo facile condurre battaglie di questo tipo, &nbsp;che sono serie e importanti perché coinvolgono la vita &#8211; reale &#8211; della persone, a colpi di badge personalizzati e slogan sui social network. Troppo facile, e fuori luogo, farne un discorso destra/sinistra che era sbagliato e in mala fede fin dai suoi presupposti.<br />
Mi sono sentita profondamente offesa da chi ha scritto su Friendfeed che mai nessuno prima di Paola ha mai fatto veramente qualcosa per i precari e contro il lavoro precario, proprio come se la soluzione a una questione tanto spinosa avesse dovuto rivelarsi in questi ultimi quattro giorni e come se tutti quelli, tantissimi, che si sono battuti e che si battono ogni giorno da anni per i diritti dei precari, magari senza esserlo, fossero stati degli sciocchi, inutili perditempo. Gli stessi che da sempre &nbsp;protestano, manifestano, scioperano, rimettendoci il loro stipendio, di sicuro nemmeno tanto grasso, a fine mese e rischiando ogni volta, visti i tempi e al di fuori di ogni retorica, di tornarsene a casa con la testa rotta a manganellate.<br />
Ho sempre avuto l’idea che le battaglie contino sul serio quando è difficile buttarcisi dentro, quando ti impongono scrupoli di coscienza, quando richiedono costanza e vengono combattute per tutti allo stesso modo, ieri come oggi e come ancora domani. È il sacrificio che dà valore aggiunto, per quanto piccolo possa essere. Mi ricordo quando un giornalista autorevole come Alessandro Gilioli promosse uno sciopero dei blog contro l’allora decreto Alfano: non aderii allo sciopero perché ritenevo che scriverne sul mio blog personale non solo sarebbe stato più efficace, ma soprattutto perché mantenere il silenzio, quel determinato giorno, sarebbe stato per me molto meno impegnativo che mettermi a pensare a cosa scrivere, cercare di scriverlo bene e infine pubblicarlo. Se lo sciopero non costa, non è uno sciopero, ma una vacanza e analogamente se la protesta non ti costringe a fermarti e a fare quelle domande dettate dalla normale onestà intellettuale, non è una protesta ma un evento social, con buona pace di chi crede che le reazioni istintive, in special modo nell’era di internet, siano indice di maggiore libertà di espressione e <a href="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2010/11/16/ecco-io-per-esempio-qualche-considerazione-a-margine-del-caso-caruso-e-dei-blog/" target="_self">portatrici di minori “obblighi morali” nei confronti dei lettori</a>.<br />
E pur presupponendo un linguaggio diverso da quello che le generazioni precedenti hanno impiegato fino a qui per rivendicare i loro diritti, ossia quello proprio del web, fatto di gruppi su Facebook, retwit, blogging e reblogging, mi chiedo: è possibile che la questione del precariato in Italia abbia meritato tutta questa attenzione solo grazie al gesto di Paola Caruso? Com’è possibile che molti di quegli utenti che fino a venerdì scorso avevo visto spesso gettare fango su chi lotta per la difesa del proprio e dell’altrui lavoro si siano trovati improvvisamente così tanto coinvolti “di pancia” nella vicenda di Paola Caruso, fino al punto di assurgerla a simbolo della speranza dei tanti precari?<br />
C’è qualcosa che stona in tutto questo.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche parola vorrei anche spenderla a proposito del metodo scelto da Paola per condurre la &nbsp;sua protesta. Ho scritto sopra che, pur rispettando le sue scelte personali, non condivido l’uso della sciopero della fame come “strumento” di lotta tout court. Sarà perché la prima volta che sentii parlare di “sciopero della fame” si trattava di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bobby_Sands" target="_self">Bobby Sands</a> e dei suoi compagni combattenti:&nbsp;ben altra storia, ben altre proteste, e mi è rimasto ben impresso fin da allora il senso di quanto grave ed estrema debba essere questa scelta e di quanto pesante sia il suo carico simbolico. Molto simile a quello di chi si dà fuoco sulla pubblica piazza, per esempio, o di chi si lascia morire in carcere perché non ha alcun’altra alternativa possibile di lotta.<br />
C’è inoltre l’aspetto sollevato da Alessandro Di Nicola su Friendfeed, ossia sul carattere profondamente ricattatorio dello sciopero della fame. Dice Alessandro (copio direttamente da Friendfeed un suo intervento): “<i>Non mi piacciono i ricatti morali e ho sempre criticato l&#8217;adozione dello sciopero della fame come strumento che, appunto, diviene ricattatorio nel momento stesso in cui fa diventare, con un forte automatismo, ogni questione una questione di vita o di morte, rendendo emotivamente indiscutibili gli assunti della scelta dello sciopero stesso</i>”. Niente di più vero, ne sono dimostrazione pratica, tra gli altri, i post che ho indicato sopra: chi ha osato fare domande è stato tacciato, nel migliore dei casi, di trombonismo narcisistico malato di potere, senza compiere quell’ulteriore, indispensabile passo per cercare (almeno) di comprendere che le prese di posizione valgono di più se accompagnate da chiarezza e verifica dei fatti.</p>
</div>
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/02/25/le-mie-considerazioni-sparse-sul-caso-google-e-la-responsabilita-di-espressione/' rel='bookmark' title='Le mie considerazioni sparse sul caso Google e la responsabilità di espressione'>Le mie considerazioni sparse sul caso Google e la responsabilità di espressione</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/07/14/oggi-alzo-la-voce-e-non-sciopero-contro-il-decreto-alfano/' rel='bookmark' title='Oggi alzo la voce (e non sciopero) contro il decreto Alfano'>Oggi alzo la voce (e non sciopero) contro il decreto Alfano</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2011/04/20/non-a-caso-si-chiama-equilibrio-tra-i-poteri/' rel='bookmark' title='Non a caso si chiama &#8220;equilibrio tra i poteri&#8221;'>Non a caso si chiama &#8220;equilibrio tra i poteri&#8221;</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/02/15/wordpress-com-un-brutto-caso-di-censura-preventiva/' rel='bookmark' title='John Ashfield e WordPress.com: un brutto caso di censura preventiva'>John Ashfield e WordPress.com: un brutto caso di censura preventiva</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/12/12/scioperare-costa/' rel='bookmark' title='Scioperare costa'>Scioperare costa</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2010/11/17/il-caso-di-paola-caruso-e-i-miei-sassolini-nelle-scarpe/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>14</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tirando le somme (con compleanno mancato)</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2009/10/11/tirando-le-somme-con-compleanno-mancato/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2009/10/11/tirando-le-somme-con-compleanno-mancato/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 07:52:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose personali]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[3 ottobre 2009]]></category>
		<category><![CDATA[compleanno del blog]]></category>
		<category><![CDATA[last minute market book]]></category>
		<category><![CDATA[liberà di stampa]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di espressione]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e letture]]></category>
		<category><![CDATA[notte d'oro]]></category>
		<category><![CDATA[Ravenna]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diariosemistupido.it/?p=1077</guid>
		<description><![CDATA[Domenica di consuntivi dopo qualche bilancio. Ho trascorso i giorni passati ancora trasportata dall&#8217;energia del mio sabato romano. Giornata intensa e sfiancante, tredici ore di viaggio per quattro ore di manifestazione in Piazza del Popolo ma sono felice e molto orgogliosa di averlo fatto. Bisognava esserci, fisicamente. Bisognava riempirla quella piazza e per fortuna le
Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/10/03/fare-la-liberta/' rel='bookmark' title='Fare la libertà'>Fare la libertà</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/10/05/il-mio-primo-compleanno/' rel='bookmark' title='Il mio primo compleanno'>Il mio primo compleanno</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/07/14/oggi-alzo-la-voce-e-non-sciopero-contro-il-decreto-alfano/' rel='bookmark' title='Oggi alzo la voce (e non sciopero) contro il decreto Alfano'>Oggi alzo la voce (e non sciopero) contro il decreto Alfano</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2011/01/07/una-provinciale-a-roma/' rel='bookmark' title='Una provinciale a Roma'>Una provinciale a Roma</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2011/06/07/alcune-cose-di-roma-che-mi-fanno-incazzare/' rel='bookmark' title='Alcune cose di Roma che mi fanno incazzare'>Alcune cose di Roma che mi fanno incazzare</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Domenica di consuntivi dopo qualche bilancio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho trascorso i giorni passati ancora trasportata dall&#8217;energia del mio <a href="http://www.diariosemistupido.it/2009/10/03/fare-la-liberta/" target="_self">sabato romano</a>. Giornata intensa e sfiancante, tredici ore di viaggio per quattro ore di manifestazione in Piazza del Popolo ma sono felice e molto orgogliosa di averlo fatto. Bisognava esserci, fisicamente. Bisognava riempirla quella piazza e per fortuna le aspettative &#8211; anche le mie &#8211; non sono state tradite.  Tra tutti gli interventi me ne sono rimasti nel cuore due, quello di Neri Marcoré con la <a href="http://www.youtube.com/watch?v=tUEhAuRcZt4" target="_blank">lettura di un brano di Alexis de Tocqueville sulla democrazia</a> e quello di Jasmine Trinca con un bel ricordo di Anna Politkovskaya.</p>
<p style="text-align: justify;">Sentire le parole di Anna, in quel momento, in quel particolare frangente è stata una specie di illuminazione. Ne ho parlato poi con alcuni dei miei compagni di viaggio &#8211; un manipolo di simpatici vecchietti molto agguerriti &#8211; sul perché avessi voluto esserci, nonostante tutto: non voglio avere nulla da rimproverarmi se le cose andassero per la via sbagliata. Non voglio vivere con la sensazione di aver potuto fare qualcosa, per quanto piccola, e non averla fatta. Non voglio che mio figlio e i figli di mio figlio debbano pensare che ho consegnato loro un paese meno democratico senza aver nemmeno tentato di contrastare il meccanismo perverso che si è innescato in Italia. Se mi dovessero chiedere di rendere conto delle mie azioni, in un prossimo futuro, voglio poter dire che non me ne sono stata alla finestra a guardare.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1088" title="3978676383_4c1d537724" src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/2009/10/3978676383_4c1d537724.jpg" alt="3978676383_4c1d537724" width="500" height="375" /></p>
<p style="text-align: center;">Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/mikuzz/" target="_self">Mikuzz</a></p>
<p style="text-align: justify;">La mia fugace partecipazione alla manifestazione è stata anche un pretesto per respirare un po&#8217; di Roma dopo un anno che mancavo. Ne ho il bisogno fisico di tornarci ad intervalli regolari. Roma è una delle città dove sono sempre incredibilmente felice.</p>
<p style="text-align: justify;">Lunedì scorso poi, ho celebrato in silenzio il secondo compleanno di questo blog.  Anche quest&#8217;anno ho registrato le modifiche di percorso, per così dire: sempre meno post che raccontano pensieri e sentimenti, sempre più quelli che riguardano il  mio &#8220;mondo esterno&#8221;. Mi mancano un po&#8217;, in effetti, i miei discorsi su uomini e donne. In compenso ho sempre più voglia di scrivere del passato, di cercare di trasmettere il senso del ricordo. Anche in questa ultima settimana ho composto nella mia testa almeno una decina di articoli diversi su questo. Ultimamente non posso non notare come le cose stiano cambiando velocemente intorno a me &#8211; luoghi, persone &#8211; e fermare su questo quaderno virtuale certe immagini del mio passato sta diventando un bisogno sempre più impellente. Vedremo se riuscirò a dare seguito a questa necessità. Sento dire spesso che il blog, come mezzo di espressione in rete, stia esalando i suoi ultimi respiri. Non so se sia vero, per me si tratta di una esperienza relativamente recente, ma per quanto mi riguarda, non ho mai scritto tanto come in questi ultimi mesi. Pubblicare quello che scrivo e tutt&#8217;altra storia però. Ho in coda un&#8217;ottantina di post e so già che tanti di questi non vedranno mai la luce perché, nonostante tutto, sono e rimango anarchica e disordinata anche nella scrittura. D&#8217;altro canto lo scrivevo pure l&#8217;anno scorso e non sono cambiata di una virgola da allora &#8220;Scrivere continua ad essere una gran fatica per me, ma mi dà gioia, mi tiene nei ranghi, mi costringe a pensare con calma e ordine. Mi ha insegnato il metodo e la pazienza. Non una cosa da poco per una come me che pensa decisamente troppo e che tende a lasciarsi trasportare dalle leggi del caos&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ieri sera poi la <a href="http://www.nottedoro.it/home.htm" target="_self">Notte d&#8217;Oro</a> qui a Ravenna. Una magnifica serata anche quest&#8217;anno, davvero un&#8217;aria diversa nella mia piccola città di provincia, con musica e parole in ogni angolo e una marea di gente. Ne ho approfittato per <a href="http://www.lastminutemarket.org/book.html" target="_self">liberare qualche libro</a> alla Biblioteca Classense, visitare mostre e monumenti che di solito sono chiusi al pubblico, passeggiare tra la folla e per una puntatina alla Feltrinelli dove, nonostante l&#8217;enorme disagio che provo ogni volta entrando in una loro libreria, sono riuscita anche a fare qualche acquisto. Non so come mai, ma l&#8217;unica che sento veramente &#8220;casa&#8221; è quella di Largo Argentina a Roma. Guarda caso.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/10/03/fare-la-liberta/' rel='bookmark' title='Fare la libertà'>Fare la libertà</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/10/05/il-mio-primo-compleanno/' rel='bookmark' title='Il mio primo compleanno'>Il mio primo compleanno</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/07/14/oggi-alzo-la-voce-e-non-sciopero-contro-il-decreto-alfano/' rel='bookmark' title='Oggi alzo la voce (e non sciopero) contro il decreto Alfano'>Oggi alzo la voce (e non sciopero) contro il decreto Alfano</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2011/01/07/una-provinciale-a-roma/' rel='bookmark' title='Una provinciale a Roma'>Una provinciale a Roma</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2011/06/07/alcune-cose-di-roma-che-mi-fanno-incazzare/' rel='bookmark' title='Alcune cose di Roma che mi fanno incazzare'>Alcune cose di Roma che mi fanno incazzare</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2009/10/11/tirando-le-somme-con-compleanno-mancato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fare la libertà</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2009/10/03/fare-la-liberta/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2009/10/03/fare-la-liberta/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 05:55:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[3 ottobre 2009]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di espressione]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di stampa]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diariosemistupido.it/?p=1036</guid>
		<description><![CDATA[“Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.” Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, art. 19 Iniziai ad andare a scuola nel grigio profondo
Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/10/11/tirando-le-somme-con-compleanno-mancato/' rel='bookmark' title='Tirando le somme (con compleanno mancato)'>Tirando le somme (con compleanno mancato)</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/07/14/oggi-alzo-la-voce-e-non-sciopero-contro-il-decreto-alfano/' rel='bookmark' title='Oggi alzo la voce (e non sciopero) contro il decreto Alfano'>Oggi alzo la voce (e non sciopero) contro il decreto Alfano</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/12/17/rete-libera-tutti/' rel='bookmark' title='Rete libera tutti'>Rete libera tutti</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/10/16/e-oggi-me-ne-vado-a-manifestare-a-roma/' rel='bookmark' title='E oggi me ne vado a manifestare a Roma'>E oggi me ne vado a manifestare a Roma</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2011/02/14/se-non-ora-quando-oggi-il-giorno-dopo/' rel='bookmark' title='Se non ora, quando? Oggi, il giorno dopo'>Se non ora, quando? Oggi, il giorno dopo</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><em>“Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.”</em></h4>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.ohchr.org/EN/UDHR/Pages/Language.aspx?LangID=itn">Dichiarazione Universale dei Diritti Umani</a>, art. 19</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Iniziai ad andare a scuola nel grigio profondo dei primi anni &#8217;70, in bianco e nero come la tv dell&#8217;epoca.<br />
In terza elementare, nel &#8217;75,  arrivò una nuova maestra e il mio piccolo mondo si aprì a  Sciascia, Calvino, Brecht, Levi, Gandhi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mio libro di lettura non conteneva filastrocche o favole. Parlava di mafia, di lavoro minorile, di inquinamento, della guerra in Mozambico. Un&#8217;altra cosa che la maestra introdusse fu il giornalino di classe, anzi, i giornalini. Ce n&#8217;erano cinque, uno per ogni gruppo in cui eravamo divisi, e un&#8217;edizione speciale che raccoglieva il meglio di tutti due volte l&#8217;anno. Il sabato ci esibivamo in un &#8220;telegiornale dal vivo&#8221;: leggevamo gli articoli scritti durante la settimana con il commento degli inviati speciali. Si organizzavano interviste da raccogliere con il magnetofono (una bella parola desueta) tra gli abitanti del mio paesello di mare, suonando ai campanelli, entrando nei negozi, fermando i passanti. Gli argomenti erano quelli di sempre: l&#8217;inquinamento, la pace, la lotta al razzismo &#8211; nei confronti allora di chi proveniva da altre regioni d&#8217;Italia -.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa fu la mia scuola. Mi insegnò la  libertà.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1071" title="logo" src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/2009/10/logo.jpg" alt="logo" width="375" height="282" /></p>
<p style="text-align: justify;">La libertà necessita di essere insegnata. Non nasciamo con la predisposizione ad essere liberi, quasi fosse una caratteristica fissata nel DNA. Se si dà per diritto acquisito e immutabile nel tempo,quello di essere liberi, si corre il rischio di non riconoscere quando si comincia a non esserlo più o ad esserlo meno.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi a Roma manifesterò perché stampa ed informazione di questo paese possano tornare ad essere quello che dovrebbero essere:  pluraliste, giuste, più libere e legittimate a svolgere la funzione che hanno in tutti i paesi democratici. Manifesterò prima di tutto come cittadina italiana, poi come blogger/utente che usa la rete per scriverci sopra. Non sono giornalista, non sono pubblicista, ma riconosco l&#8217;anomalia pericolosa che stiamo vivendo.<br />
Non sono solo &#8220;rogne tra giornalisti&#8221; come ho sentito dire, che pure ci sono ma che non m&#8217;interessano e non m&#8217;interessa chi cerca di svicolare l&#8217;attenzione e sminuire l&#8217;importanza di una manifestazione come quella di oggi con le battute del genere &#8220;sono come le zoccole che manifestano a favore della verginità&#8221;. Chi lo dice non può che essere in malafede sapendo di esserlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono egoista: manifesto per il mio diritto a non vivere in un paese di fatto imbavagliato, dove c&#8217;è chi deve rendere conto del suo operato e non lo fa, dove i giornali non si chiudono ma si denunciano, i giornalisti si licenziano, dove si minaccia di togliere la tutela legale ai pochissimi che fanno ancora giornalismo d&#8217;inchiesta serio, dove, se non hai la possibilità di informarti altrove, la tv per lo più ti fa credere che tutto va bene madama la marchesa. Dove ogni tre per due provano a far passare leggi per imbavagliare l&#8217;unico canale di espressione e di diffusione delle notizie ancora veramente libero: internet. Dove si sta pianificando per modificare l&#8217;art. 21 della Costituzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo avevo già scritto nel <a href="http://www.diariosemistupido.it/2009/07/14/oggi-alzo-la-voce-e-non-sciopero-contro-il-decreto-alfano/" target="_self">post contro il decreto Alfano</a>: si sta giocando con uno dei capisaldi che fanno di un paese un paese democratico. C&#8217;è chi dice che la manifestazione di Roma nulla abbia che vedere con la libertà di stampa, che è solo politica, come se questo fosse una ragione per diminuirne valore e valenza. Certo che lo è, ma non nel modo che si vorrebbe lasciare intendere. Il significato di una manifestazione come questa è profondamente politico, ma in modo trasversale. Dovrebbe far capire che il problema riguarda tutti, che non si tratta solo dei nostri panni sporchi, ma di una questione molto più ampia che da mesi sta interessando anche gli <a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-30/rassegna-1ottobre/rassegna-1ottobre.html" target="_self">organi di informazione esteri</a>, che per molti versi sono diventati il termometro del profondo malessere che stiamo vivendo qui. Per fortuna.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà una giornata importante.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/10/11/tirando-le-somme-con-compleanno-mancato/' rel='bookmark' title='Tirando le somme (con compleanno mancato)'>Tirando le somme (con compleanno mancato)</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/07/14/oggi-alzo-la-voce-e-non-sciopero-contro-il-decreto-alfano/' rel='bookmark' title='Oggi alzo la voce (e non sciopero) contro il decreto Alfano'>Oggi alzo la voce (e non sciopero) contro il decreto Alfano</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/12/17/rete-libera-tutti/' rel='bookmark' title='Rete libera tutti'>Rete libera tutti</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/10/16/e-oggi-me-ne-vado-a-manifestare-a-roma/' rel='bookmark' title='E oggi me ne vado a manifestare a Roma'>E oggi me ne vado a manifestare a Roma</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2011/02/14/se-non-ora-quando-oggi-il-giorno-dopo/' rel='bookmark' title='Se non ora, quando? Oggi, il giorno dopo'>Se non ora, quando? Oggi, il giorno dopo</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2009/10/03/fare-la-liberta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Oggi alzo la voce (e non sciopero) contro il decreto Alfano</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2009/07/14/oggi-alzo-la-voce-e-non-sciopero-contro-il-decreto-alfano/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2009/07/14/oggi-alzo-la-voce-e-non-sciopero-contro-il-decreto-alfano/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 11:04:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[decreto Alfano]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di espressione]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di stampa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diariosemistupido.it/?p=881</guid>
		<description><![CDATA[Premessa doverosa: nella giornata di oggi, parlare di sciopero per quanto riguarda i blogger non professionisti (ossia quelli che non vengono pagati per scrivere su un blog), categoria della quale faccio parte, ritengo non abbia molto senso. Già è sbagliato il termine. Sciopero è una parola che porta con sé un carico enorme di significati,
Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/10/03/fare-la-liberta/' rel='bookmark' title='Fare la libertà'>Fare la libertà</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2011/05/07/due-parole-sullo-sciopero-di-ieri-e-in-generale/' rel='bookmark' title='Due parole sullo sciopero di ieri e in generale'>Due parole sullo sciopero di ieri e in generale</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/02/23/sempre-piu-piccolo-sempre-meno-libero/' rel='bookmark' title='Sempre più piccolo, sempre meno libero'>Sempre più piccolo, sempre meno libero</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/11/17/il-caso-di-paola-caruso-e-i-miei-sassolini-nelle-scarpe/' rel='bookmark' title='Il caso di Paola Caruso e i miei sassolini nelle scarpe'>Il caso di Paola Caruso e i miei sassolini nelle scarpe</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/11/25/ce-sempre-piu-bisogno-di-una-giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne/' rel='bookmark' title='C&#8217;è sempre più bisogno di una Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne'>C&#8217;è sempre più bisogno di una Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Premessa doverosa: nella giornata di oggi, parlare di sciopero per quanto riguarda i blogger non professionisti (ossia quelli che non vengono pagati per scrivere su un blog), categoria della quale faccio parte, ritengo non abbia molto senso. Già è sbagliato il termine. Sciopero è una parola che porta con sé un carico enorme di significati, prima di tutto quello del sacrificio. Perché scioperare costa. Non si va in vacanza quando si è in sciopero, ma si rinuncia a una parte di stipendio, guadagno o quello che è.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello specifico, non scrivere oggi a me non sarebbe costato nulla, anzi. Questo è un blog di tipo personale sul quale scrivo a titolo del tutto gratuito (non c&#8217;è nemmeno la pubblicità) quello che mi piace condividere. Non ho alcuna pretesa di fare scoop o di trasmettere verità rivelate.  Parlo di quello che vedo e di come lo vedo. Insomma, ai fini della protesta di oggi potrebbe essere benissimo incasellato sotto la voce: &#8220;mi si nota di più se scrivo o se esco per negozi?&#8221;. Per questo non aderisco allo sciopero: non mi costerebbe nulla aderire. Ho scelto invece di aderire a una protesta scrivendo, e questo sì mi costa, perché ora come ora preferirei certamente fare altro. Ritengo però importante aggiungere la mia voce alle altre, per quanto flebile e ininfluente possa essere se presa singolarmente.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;inizio di quest&#8217;anno <a href="http://www.diariosemistupido.it/2009/02/23/sempre-piu-piccolo-sempre-meno-libero/" target="_self">avevo già scritto</a> di come la tendenza generale in Europa e nel resto del mondo occidentalizzato (Australia e Nuova Zelanda) fosse quella di tentare di limitare le libertà personali in rete, anche adducendo motivazioni che a prima vista potevano sembrare del tutto ragionevoli ai fini di sicurezza e legalità.<br />
In Italia, si è tentato &#8211; di nuovo &#8211; con il decreto Alfano.</p>
<p style="text-align: justify;">A differenza di quanto succede all&#8217;estero, il decreto Alfano non interviene solo per quanto concerne le cose di rete &#8211; e già questo sarebbe grave &#8211; ma mette mano a quello che è uno dei capisaldi di ogni democrazia: la libertà di stampa (o di quello che ne rimane, visto che d&#8217;Italia stiamo parlando). È questa la ragione principale per la quale oggi aderisco alla protesta contro il decreto, non standomene in silenzio sul blog, ma scrivendo queste parole. È una protesta contro una normativa che giudico ingiusta, nella sua interezza, per principio e che mi riguarda da vicino, non solo come blogger, quanto come cittadina italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Ingiusta e pericolosa, aggiungo. Leggi che regolano l&#8217;informazione già ci sono, a che pro un&#8217;altra e per di più come questa? <span> </span>È una legge talmente mal fatta da lasciare troppi spazi a interpretazioni anche molto fantasiose (e perverse) ed è questo che veramente mi preoccupa. La libertà di stampa (e di espressione) è garantita dall&#8217;art. 21 della Costituzione. Per <a href="http://www.rsf.org/-francais-.html" target="_self">Reporters sans frontierès</a> nel 2008 l&#8217;Italia si è piazzata al <a href="http://www.rsf.org/fr-classement33-2008.html" target="_self">44mo posto per libertà di stampa</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3486" target="_self">Qui un parere sulla legge</a> da parte di due giuristi esperti rispettivamente in diritto costituzionale e diritto penale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Post scriptum</strong>: <span>tengo a sottolineare che, pur non aderendo allo &#8220;sciopero&#8221;  di oggi come forma di protesta (non condivido la forma, appunto, non la sostanza), rispetto ogni tipo di altra scelta in questo senso, che non ridicolizzo chi ha preferito il silenzio, che non la considero una forma stupida di manifestare dissenso, ma solo un atto simbolico diverso dal mio.<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/10/03/fare-la-liberta/' rel='bookmark' title='Fare la libertà'>Fare la libertà</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2011/05/07/due-parole-sullo-sciopero-di-ieri-e-in-generale/' rel='bookmark' title='Due parole sullo sciopero di ieri e in generale'>Due parole sullo sciopero di ieri e in generale</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/02/23/sempre-piu-piccolo-sempre-meno-libero/' rel='bookmark' title='Sempre più piccolo, sempre meno libero'>Sempre più piccolo, sempre meno libero</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/11/17/il-caso-di-paola-caruso-e-i-miei-sassolini-nelle-scarpe/' rel='bookmark' title='Il caso di Paola Caruso e i miei sassolini nelle scarpe'>Il caso di Paola Caruso e i miei sassolini nelle scarpe</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/11/25/ce-sempre-piu-bisogno-di-una-giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne/' rel='bookmark' title='C&#8217;è sempre più bisogno di una Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne'>C&#8217;è sempre più bisogno di una Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2009/07/14/oggi-alzo-la-voce-e-non-sciopero-contro-il-decreto-alfano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Feste finite</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2009/01/06/feste-finite/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2009/01/06/feste-finite/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 14:39:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[gaza]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[palestina]]></category>
		<category><![CDATA[save the children]]></category>
		<category><![CDATA[striscia di gaza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://diariosemistupido.wordpress.com/?p=402</guid>
		<description><![CDATA[Avevo scritto un bel post, leggero e scanzonato, sulla fine delle feste. Poi ho visto queste e non mi è più sembrato il caso (Qui il sito di Save the Children) Aggiungo alcune considerazioni. Sono d&#8217;accordo con Gilioli: se non parla lui, da professionista, di quel che non conosce, figuriamoci se posso parlare io da
Nessun post simile]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo scritto un bel post, leggero e scanzonato, sulla fine delle feste.</p>
<p>Poi ho visto <a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/gaza-save/1.html" target="_blank">queste</a> e non mi è più sembrato il caso (<a href="http://www.savethechildren.it/2003/index.asp" target="_blank">Qui il sito di Save the Children</a>)</p>
<p>Aggiungo alcune considerazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono d&#8217;accordo con <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/01/05/su-cio-che-non-si-puo-parlare-si-deve-tacere/" target="_blank">Gilioli</a>: se non parla lui, da professionista, di quel che non conosce, figuriamoci se posso parlare io da dilettante che conosce ancor meno. Qualche cosa la so però.</p>
<p style="text-align: justify;">So che, sebbene i morti siano di qua e di là, alcuni morti sono più morti di altri; so che ci sono realtà in cui israeliani e palestinesi vivono insieme in pace; so che ci sono madri di figli ammazzati da entrambe le parti che, insieme, chiedono la pace; so che ci sono tanti Refusnik di cui non si parla mai.</p>
<p style="text-align: justify;">So quel mi raccontò anni fa un amico di rete, israeliano di Tel-Aviv: non riusciva a concepire una vita senza essere in guerra, senza essere nemico di nessuno, perché quella era la realtà in cui era nato. L&#8217;unica possibile, secondo lui.</p>
<p style="text-align: justify;">E questa mi è sembrata la cosa più spaventosa.</p>
<p>Nessun post simile</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2009/01/06/feste-finite/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

