Ho preso ad odiare questa giornata, lo dico a chiare lettere. Ogni anno spero sia l’ultimo, che non ce ne sia più bisogno di avere una giornata dedicata alle donne. Al contrario, mi piacerebbe che ci fossero 365 giorni dedicati alla Persona. Un bel sogno.
Mi dispiace molto, e mi fa anche vagamente imbestialire, quando molti [...]
- Marco Freccero,
- Elena Monteggia,
- ArMyZ,
- Marco Dal Pozzo [mdp],
- giuseppe c. | markgreene,
- Federì,
- peppe, in cerca di nick.,
- Prociona (storiedimitia),
- maxilprof,
- lasacco,
- Marco Frattola (sbarrax)
-
sottoscrivo in pieno. grazie per dirlo molto meglio di me!
-
Alla fine dei conti non è una giornata allegra. Grazie a te lasacco.
-
No, non è una giornata allegra, vista la sua origine. Però proprio per questo, secondo me, è l'occasione per ricordare tutte le donne che con fatica, coraggio, costanza, fierezza, sofferenza e serietà sono diventate -in vari campi- motivo d'orgoglio per l'umanità, senza rinunciare mai al loro essere donne. E pensando a loro, ci si sente più forti; sono uno stimolo ad andare avanti, a migliorarsi, a non aver paura.
-
mi piace. Anche io ho detto la mia:)
-
mitì tesora :) io la vedo un po' fuori tempo sai? e parlo della festa, non delle motivazioni sottese, sia chiaro. Questo è il senso che ho dato al mio post/riflessione.
-
A me, che vivo una vita da uomo dall'età dell'asilo in poi, queste parole fanno bene, molto bene. Che se ne accorgano le signorine tutte tacchi e ticchettio. Grazie.
-
"signorine tutte tacchi e ticchettio" è una figura che presumibilmente userò, in futuro. grazie. :)
-
Grazie a tutti :) Fairy, è proprio quello che intendevo: una delle cose più odiose è quella di voler chiuderci all'interno di ruoli che spesso non accettiamo per libera scelta, ma per una imposizione (culturale, psicologica, ecc.) Quando si può scegliere invece, va bene tutto perché siamo in grado di fare tutto: lavori tradizionalmente maschili (ma non è detto che le tradizioni non possano essere cambiate) e camminare sui tacchi quando ce n'è l'occasione. :)
Oggi pomeriggio, tramite il blog di Alessandro Gilioli “Piovono rane”, Andrea Celli, proprietario del marchio John Ashfield, ha risposto a Sybelle.
Copio qui sotto la lettera aperta affinché, come sempre, ognuno possa trarne le debite conclusioni, anche in relazione a quanto avvenuto in precedenza.
Cara Sybelle
Mi chiamo Andrea Celli e sono il titolare del marchio John Ashfield, oggetto [...]
Continua a leggere Il proprietario di John Ashfield risponde
-
mah. che tristezza.
-
Concordo. La parola "provincialismo" mi risuona in testa con una certa insistenza.
-
non ho commentato la vicenda finora, sperando che non finisse nel legale. c'è una grandissima insegna luminosa con la scritta "occasione persa" sopra questo epilogo. molta amarezza, molte cose che non hanno funzionato e la consapevolezza che siamo ancora considerati "quel branco di coglioni che sta su Internet".
-
vero Davide, verissimo. Noi sappiamo però di essere solo un branco... :)
-
eggià, ogni tanto abbiamo bisogno di qualcuno che ci ricordi che siamo pure coglioni.
-
e doveva arrivare JA? :-) ahah prendiamola a ridere dai
-
up, per chi dei miei follower non avesse seguito la faccenda (da leggere)
-
io sono indeciso se rispondergli visto che ha commentato sul mio blog. Cmq mail lasciato per il commento, whois di tale dominio e contatti del dominio JA sembrano avvalorare la veridicità del messaggio anche se mi sembra surreale
-
ArMyZ, Gilioli ha telefonato alla JA, hanno confermato che il messaggio proviene da loro.
-
hanno confermato altro, tipo... perchè?
-
ArMyZ, scusami?
-
Niki, ragionavo a voce alta: hanno anche confermato anche perchè hanno gestito la vicenda così male?
-
altra cosa che non capisco, è perchè JA non si sia mai premurata di contattare personalmente Sybelle (non mi risulta che l'abbia fatto, se mi sono sbagliata chiedo scusa)...
-
ArMyZ, ho l'impressione che loro ritengono di averla gestita nel migliore dei modi la vicenda. Tutto si può leggere in quella lettera tranne la consapevolezza di aver commesso un passo falso dopo l'altro. Marta, no, non l'hanno mai fatto, con la motivazione con non trovavano i contatti sul blog di Sybelle, quando in realtà sono ben visibili (vedere precedente lettera aperta firmata John Ashfield).
-
-
@Niki, questa a casa mia si chiama malafede... :)
-
Roberto, infatti l'intera storia ha preso il via più che altro per la condotta di Wordpress.com. Diciamo che poi l'attenzione si è focalizzata su JA per come ha gestito l'intera faccenda. Nell'ordine generale delle cose, checché ne dicano in JA, non credo che la loro immagine de risulterà danneggiata più di tanto, penso comunque che parlarne sia importante, per tutta una serie di ragioni. Inoltre, non sono sicura che il paragone con WallMart sia quello più giusto...
-
Marta, anche. Non so, ho la sensazione che abbiano sottovalutato un po' di cose, soprattutto per mancanza di cognizione di causa...
Non posso dire che sia una novità. Sono diversi giorni ormai che le immagini della nuova Ornella Muti appaiono sulle prime pagine delle testate online. Io non riesco ad abituarmi. Non è per il biondo dei capelli o per il look rinnovato: è proprio che quella faccia non riesco ad associarla al nome che porta.
Immagino [...]
-
mah..credo che l'invecchiare bene sia preferibile al non voler invecchiare #silviodocet
-
Mi ha veramente sconvolto vederla così, confesso.
-
Già, peccato. Anch'io sono rimasto piuttosto perplesso.
-
@tiracconto verissimo, ed il più delle volte vengono prese in considerazione solo le soluzioni radicali
-
"il mio gommista è differente"
-
io l'ho vista a tatami settimana scorsa , impressionante
-
-
pm, a me è caduto l'occhio sulla foto l'altro giorno. Se non ci fosse stato scritto che era lei, non l'avrei riconosciuta. E sì, fa paura.
Qualche giorno fa, leggendo la notizia dell’inaugurazione della nuova linea del Malpensa Express, non ho potuto nascondere una risata. Non che la cosa fosse comica in sé, non credo nemmeno fosse una una notizia particolarmente degna di nota, se non fosse che in Italia ci vuole un niente per trasformare gli avvenimenti più banali in [...]
Continua a leggere Gli anni ruggenti e la fabbrica degli applausi


