﻿<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Diario Semistupido &#187; Social Networking</title>
	<atom:link href="http://www.diariosemistupido.it/category/social-networking/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.diariosemistupido.it</link>
	<description>Discorsi, pensieri, esperienze, persone, senza pretese di apparire intelligente per forza.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 01 Aug 2010 21:49:55 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
		<item>
		<title>Un po&#8217; più Venezia, un po&#8217; meno Camp</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2010/07/04/un-po-piu-venezia-un-po-meno-camp/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2010/07/04/un-po-piu-venezia-un-po-meno-camp/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 21:12:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Social Networking]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[barcamp]]></category>
		<category><![CDATA[blogger]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>
		<category><![CDATA[veneziacamp]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diariosemistupido.it/?p=1827</guid>
		<description><![CDATA[Sono appena rientrata da tre giorni veneziani durante i quali ho cercato di mettere insieme una piccola vacanza e la mia partecipazione alla prima Geek Girls Dinner Nordest e al VeneziaCampo 2010. Se la parte della vacanza, della quale racconterò nel prossimo post,  è stata del tutto soddisfacente, non posso dire lo stesso per la parte [...]


Related posts:<ol><li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/08/03/a-cercare-il-ruyi-a-venezia-di-notte/' rel='bookmark' title='Permanent Link: A cercare il Ruyi a Venezia di notte'>A cercare il Ruyi a Venezia di notte</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/03/19/verso-il-parmaworkcamp-aspettative-e-speranze/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Verso il ParmaWorkCamp: aspettative e speranze'>Verso il ParmaWorkCamp: aspettative e speranze</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/09/11/lultimo-post-sul-romagnacamp-2009/' rel='bookmark' title='Permanent Link: L&#8217;ultimo post sul RomagnaCamp 2009'>L&#8217;ultimo post sul RomagnaCamp 2009</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/07/07/dopotutto-ancora-venezia/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Dopotutto, ancora Venezia'>Dopotutto, ancora Venezia</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/03/23/il-parmaworkcamp-2009-secondo-me/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il ParmaWorkCamp 2009 secondo me'>Il ParmaWorkCamp 2009 secondo me</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.diariosemistupido.it%2F2010%2F07%2F04%2Fun-po-piu-venezia-un-po-meno-camp%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.diariosemistupido.it%2F2010%2F07%2F04%2Fun-po-piu-venezia-un-po-meno-camp%2F&amp;source=niki1601&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;">Sono appena rientrata da tre giorni veneziani durante i quali ho cercato di mettere insieme una piccola vacanza e la mia partecipazione alla prima <em>Geek Girls Dinner Nordest</em> e al <em>VeneziaCampo 2010</em>.<br />
Se la parte della vacanza, della quale racconterò nel prossimo post,  è stata del tutto soddisfacente, non posso dire lo stesso per la parte &#8220;eventi&#8221; (uso questa parola solo per comodità di definizione in quanto, in realtà, non ho mai considerato questi appuntamenti degli happening particolari, ma occasioni per rivedere gli amici, conoscere nuove persone e imparare qualcosa in più): per una serie di ragioni e mio malgrado ho perso la Geek Girls Dinner e non posso nascondere una certa delusione per quanto riguarda la giornata finale del Camp, sabato 3 luglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Confesso che a suo tempo mi ero iscritta a questo VeneziaCamp sull&#8217;onda dell&#8217;entusiasmo per quello molto riuscito dello scorso ottobre e sperando in una sua replica, se non per i contenuti,  almeno per quel tipo di atmosfera che si era creata e che così tanto aveva contribuito a rendere quel camp una bella esperienza di partecipazione e di incontro. Ieri, invece, ho trovato in parte altro.<br />
Come sempre, voglio specificare che di seguito parlerò di impressioni ed esperienze del tutto personali e che, di conseguenza, tutto deve essere preso considerando questa premessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo elemento che mi è parso &#8220;sbagliato&#8221; è stato quello della tempistica, non tanto per ragioni di temperatura, quanto per motivi logistici. Lo scorso VeneziaCamp si era svolto alla fine di ottobre e una sua replica a soli otto mesi di distanza ha stemperato il desiderio di partecipazione di molti che pure erano intervenuti allora; di sicuro si è rivelata una scelta sbagliata per affrontare certe tematiche, come &#8220;la scuola che funziona&#8221;, solo per citare un esempio: forse non era fatto notorio che ai primi di luglio si è nel pieno degli esami di Stato e che questo è un grandissimo ostacolo per la partecipazione di coloro i quali hanno in una scuola che funziona, i principali interessi: docenti e studenti.<br />
Perché io proprio a questi ultimi avrei dato e darei maggiore spazio. Nella scuola vengono portati avanti, nonostante tutte le numerose difficoltà, splendidi progetti che proprio in un Veneziacamp potrebbero ritagliarsi degnamente uno spazio per proiettarsi all&#8217;esterno.<br />
Questo conduce direttamente al secondo elemento strano: la totale mancanza di pubblico esterno, a parte tre turiste straniere che si erano perse e un paio di vigili del fuoco in servizio. Perché uno dei piaceri più grandi per chi segue o è appassionato di certi argomenti è quello di vedere la curiosità di chi non ne sa nascere poco a poco, rispondere alle domande, veder montare l&#8217;interesse. Ricordo lo scorso anno incontri con classi in visita, spettatori, partecipanti, discussioni estemporanee, anche nei momenti meno ufficiali del camp. Pochissimo di questo ho ritrovato quest&#8217;anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, la mia impressione generale è che al di là delle buone intenzioni e dell&#8217;impegno di chi ha lavorato per la sua realizzazione e di chi ha presentato gli speech, il VeneziaCamp abbia risentito di un clima fin troppo politicizzato e istituzionalizzato, fino a perdere del tutto il suo spirito originario e finendo con l&#8217;essere associato e confuso con altro che non dovrebbe essere<br />
Continuo a pensare, però, che di portarlo avanti ne valga la pena, auspicandomi, tuttavia, per le prossime edizioni una decrescita e un ritorno alle origini, un suo svincolarsi da certe filosofie che di certo non hanno pagato. Proprio in quest&#8217;ottica mi piace citare ad esempio <a href="http://www.diariosemistupido.it/2010/04/11/qualche-parola-sul-civiscamp-di-faenza/" target="_self">un altro camp</a>, meno importante, meno pubblicizzato, molto più raccolto ma infinitamente più stimolante e vivo. In fin dei conti, un camp generalista come questo di Venezia, potrebbe diventare davvero un contesto privilegiato per una infinità di contenuti, se solo si avesse il coraggio di compiere il passo successivo &#8211; o di ritornare sui propri passi, in questo caso.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro rammarico che, devo ammetterlo, ha molto a che fare con un certo mio idealismo che ancora e nonostante tutto tende a manifestarsi quando si tratta di persone, è stato dover arrendermi all&#8217;evidenza che per molti partecipare o meno a &#8220;eventi&#8221; di questo tipo è strettamente legato a un tornaconto personale che poco concorda con lo spirito di condivisione e confronto di esperienze, e molto con un certo marketing di se stessi, che nulla ha a che vedere con esperienze più o meno aziendali, più o meno tecniche, più o meno di innovazione.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.diariosemistupido.it/2010/07/04/un-po-piu-venezia-un-po-meno-camp/" target="_blank"><img src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.diariosemistupido.it/2010/07/04/un-po-piu-venezia-un-po-meno-camp/" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>

<p>Related posts:<ol><li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/08/03/a-cercare-il-ruyi-a-venezia-di-notte/' rel='bookmark' title='Permanent Link: A cercare il Ruyi a Venezia di notte'>A cercare il Ruyi a Venezia di notte</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/03/19/verso-il-parmaworkcamp-aspettative-e-speranze/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Verso il ParmaWorkCamp: aspettative e speranze'>Verso il ParmaWorkCamp: aspettative e speranze</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/09/11/lultimo-post-sul-romagnacamp-2009/' rel='bookmark' title='Permanent Link: L&#8217;ultimo post sul RomagnaCamp 2009'>L&#8217;ultimo post sul RomagnaCamp 2009</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/07/07/dopotutto-ancora-venezia/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Dopotutto, ancora Venezia'>Dopotutto, ancora Venezia</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/03/23/il-parmaworkcamp-2009-secondo-me/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il ParmaWorkCamp 2009 secondo me'>Il ParmaWorkCamp 2009 secondo me</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2010/07/04/un-po-piu-venezia-un-po-meno-camp/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>25 aprile, Schegge di Liberazione, Resistenza e Voci di memoria</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2010/04/23/25-aprile-schegge-di-liberazione-resistenza-e-voci-di-memoria/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2010/04/23/25-aprile-schegge-di-liberazione-resistenza-e-voci-di-memoria/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 08:28:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Social Networking]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[25 aprile]]></category>
		<category><![CDATA[condannati a morte della resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[partigiani]]></category>
		<category><![CDATA[post resistenti]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[schegge di liberazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diariosemistupido.it/?p=1382</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;articolo che segue è quello che ho scritto per  Schegge di Liberazione. Lo ripropongo qui come mio post per il 25 aprile e per ringraziare il Many che ha organizzato il tutto. Non è un racconto di fantasia ispirato ai fatti dell&#8217;epoca, non è la trascrizione dei ricordi di nonni e zii, è semplicemente il [...]


Related posts:<ol><li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/04/25/ancora-25-aprile-ancora-resistenza-quella-delle-donne/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Ancora 25 aprile, ancora Resistenza: quella delle donne'>Ancora 25 aprile, ancora Resistenza: quella delle donne</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/04/25/il-25-aprile-tutti-i-giorni/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il 25 aprile tutti i giorni'>Il 25 aprile tutti i giorni</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/06/20/esercizi-di-memoria/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Esercizi di memoria'>Esercizi di memoria</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/03/13/ancora-le-voci-delle-donne-una-mia-lettura-da-i-monologhi-della-vagina/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Ancora le voci delle donne: una mia lettura da &#8220;I monologhi della vagina&#8221;'>Ancora le voci delle donne: una mia lettura da &#8220;I monologhi della vagina&#8221;</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/02/25/le-mie-considerazioni-sparse-sul-caso-google-e-la-responsabilita-di-espressione/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Le mie considerazioni sparse sul caso Google e la responsabilità di espressione'>Le mie considerazioni sparse sul caso Google e la responsabilità di espressione</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.diariosemistupido.it%2F2010%2F04%2F23%2F25-aprile-schegge-di-liberazione-resistenza-e-voci-di-memoria%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.diariosemistupido.it%2F2010%2F04%2F23%2F25-aprile-schegge-di-liberazione-resistenza-e-voci-di-memoria%2F&amp;source=niki1601&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1668" href="http://www.diariosemistupido.it/2010/04/23/25-aprile-schegge-di-liberazione-resistenza-e-voci-di-memoria/postresistenti/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1668" title="postresistenti" src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/2010/04/postresistenti.png" alt="" width="238" height="323" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;articolo che segue è quello che ho scritto per  <a href="http://barabba-log.blogspot.com/2010/04/schegge-di-liberazione-un-ebook.html" target="_self">Schegge di Liberazione</a>. Lo ripropongo qui come mio post per il 25 aprile e per ringraziare <a href="http://barabba-log.blogspot.com/" target="_self">il Many</a> che ha organizzato il tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è un racconto di fantasia ispirato ai fatti dell&#8217;epoca, non è la trascrizione dei ricordi di nonni e zii, è semplicemente il mio personalissimo percorso di memoria. Del resto lo dico anche nell&#8217;articolo: mi sono accorta di non riuscire ad inventare su questo argomento. Dopo numerosi tentativi, ho dovuto ammettere che era una specie di senso di colpa quello che sentivo, quasi che immaginare certi avvenimenti, io che non ho mai avuto veramente fame,  freddo, paura, fosse un atto irriguardoso nei confronti di chi allora si trovò a viverli. Il risultato lo potete leggere qui sotto.</p>
<p style="text-align: justify;">Così come me, tanti altri hanno aderito all&#8217;iniziativa Schegge di Liberazione. Tutti i post, i racconti, i pensieri, i disegni e perfino un  monologo teatrale sono stati raccolti in un e-book che potete scaricare <a href="http://www.miomarito.it/barabba/schegge_di_liberazione.pdf" target="_self">qui</a> e <a href="http://www.miomarito.it/barabba/schegge_di_liberazione_eco.pdf" target="_self">qui</a> (in una versione più &#8220;leggera&#8221; ed ecologica).</p>
<p style="text-align: justify;">Aggiungo, in questa occasione, un appello a tutte le A.N.P.I., agli Istituti Storici della Resistenza, ai Centri Studi, ai Musei (tra i quali quello di casa mia,  Il Museo della Battaglia del Senio di Alfonsine), di liberare documenti in loro possesso.<br />
Diffondeteli, per favore. Aprite i vostri archivi, rendeteli disponibili alla consultazione in internet, pubblicateli in e-book, distribuiteli gratuitamente con le licenze Creative Commons. Fate in modo che le idee circolino e che siano sempre più visibili.<br />
Viviamo tempi cupi, oggi vietano &#8211; ancora una volta &#8211; &#8220;Bella ciao&#8221;, domani cos&#8217;altro? Mostrate a tutti di cosa furono capaci allora, fate in modo che i giovani ne siano orgogliosi.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Voci di memoria</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>per Schegge di Liberazione 2010</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È difficile raccontare storie di Resistenza per chi non l&#8217;ha vissuta. Per noi che siamo nati lontano da quegli anni si tratta perlopiù di fare esercizio di immaginazione. Non posso dire di non averci provato: ho trascorso ore e ore in compagnia di vecchi film sull&#8217;argomento &#8211; li preferisco a quelli più recenti -, da <em>Roma città aperta</em> a <em>Le quattro giornate di Napoli</em>, ma non riesco ad andare più in là del tentativo di immedesimarmi per empatia e di chiedermi &#8220;com&#8217;era viverla veramente&#8221;?</p>
<p style="text-align: justify;">Per me, che a inventare storie non sono brava, è come cercare di rimettere insieme i frammenti di una lettera strappata: ci sono i ricordi dei nonni, le mie tante letture, le vecchie fotografie, anche quelle dei luoghi dove vivo e che riconosco, pur sembrando così diversi e lontani.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono i documentari che la televisione degli anni &#8217;70 trasmetteva più spesso di quanto non faccia ultimamente, con le immagini in bianco e nero di italiani dalle guance scavate e con abiti troppo larghi e gli applausi lungo i corsi delle città liberate. Ci sono le foto di chi non poté festeggiarla la Liberazione e le centinaia di lapidi sparse nelle province d&#8217;Italia a tener conto dei nomi dei morti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono poi i miei luoghi della memoria, piccoli e personalissimi: gli alberi lungo un bel viale a Bassano del Grappa, con i nomi dei partigiani che lì vennero impiccati; il cimiterino sull&#8217;Appennino con le piccole targhe commemorative attaccate ai muri di mattoni rossi, i monumenti ai martiri della mia città, Ravenna.<br />
Avrei voluto raccontare della mia terra e della sua Resistenza, tra le valli e le pinete di casa mia. Avevo pensato a storie minime di uomini e di donne, ché sono quelle che mi piacciono di più e che più si prestano a questi luoghi fatti d&#8217;acqua, di nebbia e di gente schietta. Mi sono accorta che per quanto scrivessi, per quanto tentassi di mettere insieme le parole, non riuscivo a restituirle come volevo. Come potevo rendere il terrore per i rastrellamenti e le rappresaglie nell&#8217;estate del &#8217;44 o i giorni di quell&#8217;autunno terribile di pioggia e di fango?  Non riesco a inventare su questo e non posso riportare le esperienze altrui senza correre il rischio di sminuirle, perché è facile per chi non c&#8217;era cadere nella pomposità e nella retorica da commemorazione, nei discorsi altisonanti ma in fondo sempre un po&#8217; vuoti di chi ha avuto la fortuna di nascere che la guerra era finita da più di vent&#8217;anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Così ancora una volta ho preferito lasciar parlare chi c&#8217;era.<br />
Dal 1997, un libro trovato e letto quasi per caso è diventato uno dei miei più cari, quello che racchiude le lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana. È tutto lì dentro il significato del 25 aprile, nelle loro parole più intime, private e sincere, quelle non destinate a un pubblico postero ma alle persone amate, incise sui muri delle prigioni, scritte di fretta su fogli abbandonati lungo i sentieri, in lettere scarabocchiate a mogli, figli, compagni di battaglia e madri, spesso tracciate reggendo il lapis con le mani ferite e le ossa spezzate dalle torture, affidate a sconosciuti con fede e speranza. Quelle stesse parole che tanti altri hanno solo potuto recitare in silenzio o gridare negli ultimi istanti.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Com&#8217;era viverla veramente&#8221;?</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni anno faccio parlare Cesare Dattilo dal carcere di Marassi a Genova, e me lo immagino con gli occhi vivaci a ventitré anni, battuto ma non vinto che si preoccupa dell&#8217;opinione che la fidanzata e la famiglia di lei possano avere di lui: &#8220;<em>I tuoi genitori sono al corrente di noi due? Certamente si faranno un brutto concetto di me, sapendomi a Marassi. Capirai, un fidanzato in prigione. Ma sappi Nucci, che non ho nulla da pentirmene per il motivo di cui mi trovo a Marassi</em>&#8220;; Leone Ginzburg da Regina Coeli che scrive d&#8217;amore e speranza alla moglie Natalia: &#8220;<em>Una delle cose che più mi addolora è la facilità con cui le persone attorno a me (e qualche volta io stesso), perdono il gusto dei problemi generali dinanzi al pericolo personale. Cercherò di conseguenza, di non parlarti di me, ma di te. La mia aspirazione è che tu normalizzi appena ti sia possibile, la tua esistenza; che tu lavori, scriva e sia utile agli altri. (&#8230;) Non ti preoccupare troppo per me. Immagina che io sia un prigioniero di guerra; ce ne sono tanti, soprattutto in questa guerra; e nella stragrande maggioranza torneranno. Auguriamoci di essere nel maggior numero, non è vero Natalia</em>?&#8221; Faccio parlare le donne, le madri come Paola Garelli di Savona e la vedo torcersi le mani mentre pensa alla sua bambina affidata agli zii: &#8220;<em>Non devi piangere né vergognarti per me. Quando sarai grande capirai meglio. Ti chiedo una cosa sola: studia, io ti proteggerò dal cielo</em>&#8220;. Gli operai, i contadini, gli intellettuali, gli studenti. Faccio parlare tutti loro e taccio io, perché le mie parole potrebbero essere d&#8217;intralcio, filtrate da una realtà che quella realtà riconosce a fatica.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi siedo, chino la testa e ascolto. A volte piango ancora, e lo ammetto a fatica, nonostante quelle lettere le abbia lette e rilette nel corso degli anni. E raccolgo il testimone, che non è solo quello di mantenere vivo il ricordo di quello che fu la Resistenza, e di rinnovarne i valori, ma soprattutto quello di fare una scelta anche a nome di chi allora non la fece e di quelli che ritengono di non scegliere ora &#8220;perché sono fatti lontani&#8221;, &#8220;la guerra è finita da sessantacinque anni&#8221;.<br />
È un po&#8217; come riannodare il filo di un discorso iniziato in quei giorni, guardare mio figlio e pensare che tanti alla sua età si trovarono coinvolti in quell&#8217;evento straordinario così più grande di loro. Come si resiste a vent&#8217;anni a 36 ore ininterrotte di tortura?  Come si nasce e si cresce nella repressione, nei diritti civili cancellati, nelle libertà individuali calpestate? E come si può, nonostante tutto, negli ultimi giorni o perfino minuti che rimangono prima di morire, non avere un dubbio, un ripensamento sulla bontà delle decisioni prese?</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Com&#8217;era viverla veramente&#8221;?</p>
<p style="text-align: justify;">Le risposte le ritrovo ogni volta tra le pagine delle &#8220;Lettere&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Faccio mio quanto mi scrisse un caro amico, proprio per il 25 aprile di due anni fa: “Forse dovremmo cominciare a non dare più per scontato cosa ricorre il 25 aprile. È triste anche solo pensare che non bastino più quelle due parole per indicare qualcosa che a noi sembra così notorio da essere pleonastico aggiungere che si tratta dell’anniversario della liberazione dal nazifascismo.<br />
Il rischio in caso contrario e che si trasformi in festa di riconciliazione e di ricordo di tutti i morti (anche fascisti), che diventi una sorta di nazional-popolare “volemose bene” e che lo diventi, prima ancora che con legge, nella percezione che ne hanno gli italiani. Se corriamo questo rischio, lo dobbiamo anche ad una certa “sinistra” che, tra scopi personali da perseguire e insipienza politica, sembra non capire che così facendo scava il terreno su cui poggia la nostra Costituzione.<br />
E allora lo prendo come un proposito per il futuro: ricordare – ché i ricordi non sono solo personali, ma collettivi – quegli anni, ricordare quei fatti, ricordare quei morti e quei feriti, proprio ora che per motivi anagrafici i testimoni diretti diventano ogni anno sempre meno numerosi. Grazie a quegli uomini e a quelle donne oggi non abbiamo bisogno di fucili per resistere alla barbarie; ci bastano le parole e dovremmo sentirci moralmente costretti ad usarle non fosse altro che per rispetto verso coloro che hanno rischiato e pagato prezzi altissimi per darci la possibilità di adoperarle, le parole”.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Caro professore,</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>la mattina del giorno 11.5.44 il destino ha segnato per me la fine. Io, come sai, sono sempre forte come sono state forti le mie idee. Spero che il mio sacrificio valga per coloro i quali hanno lottato per le stesse idee e che un giorno possa essere il vanto e la gloria della mia famiglia, del mio Paese e degli amici miei.<br />
Voi che mi conoscete potete ripetere che il mio carattere si spezza e non si piega. Abbiatemi sempre presente in tutti i Vostri lavori e specialmente in tutte le opere che compirete per il bene della Patria così martoriata.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Muoia tutto &#8211; Viva la nostra Italia.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Tuo aff. Peppino Testa</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">(Giuseppe Testa, 19 anni. Da &#8220;Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana. 8 settembre 1943 &#8211; 25 aprile 1945&#8243;. Einaudi.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.diariosemistupido.it/2010/04/23/25-aprile-schegge-di-liberazione-resistenza-e-voci-di-memoria/" target="_blank"><img src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.diariosemistupido.it/2010/04/23/25-aprile-schegge-di-liberazione-resistenza-e-voci-di-memoria/" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>

<p>Related posts:<ol><li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/04/25/ancora-25-aprile-ancora-resistenza-quella-delle-donne/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Ancora 25 aprile, ancora Resistenza: quella delle donne'>Ancora 25 aprile, ancora Resistenza: quella delle donne</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/04/25/il-25-aprile-tutti-i-giorni/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il 25 aprile tutti i giorni'>Il 25 aprile tutti i giorni</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/06/20/esercizi-di-memoria/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Esercizi di memoria'>Esercizi di memoria</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/03/13/ancora-le-voci-delle-donne-una-mia-lettura-da-i-monologhi-della-vagina/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Ancora le voci delle donne: una mia lettura da &#8220;I monologhi della vagina&#8221;'>Ancora le voci delle donne: una mia lettura da &#8220;I monologhi della vagina&#8221;</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/02/25/le-mie-considerazioni-sparse-sul-caso-google-e-la-responsabilita-di-espressione/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Le mie considerazioni sparse sul caso Google e la responsabilità di espressione'>Le mie considerazioni sparse sul caso Google e la responsabilità di espressione</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2010/04/23/25-aprile-schegge-di-liberazione-resistenza-e-voci-di-memoria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le mie considerazioni sparse sul caso Google e la responsabilità di espressione</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2010/02/25/le-mie-considerazioni-sparse-sul-caso-google-e-la-responsabilita-di-espressione/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2010/02/25/le-mie-considerazioni-sparse-sul-caso-google-e-la-responsabilita-di-espressione/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 19:45:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Social Networking]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di espressione]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza tribunale]]></category>
		<category><![CDATA[vividown]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diariosemistupido.it/?p=1351</guid>
		<description><![CDATA[Per chi si occupa anche solo marginalmente di web, la notizia del giorno ieri è stata quella della sentenza che ha decretato la condanna a sei mesi di reclusione per tre dirigenti Google, con la motivazione di aver violato la privacy  e per non aver impedito la diffusione di un video su un episodio di [...]


Related posts:<ol><li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/02/23/sempre-piu-piccolo-sempre-meno-libero/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Sempre più piccolo, sempre meno libero'>Sempre più piccolo, sempre meno libero</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/08/18/mi-fanno-paura/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Mi fanno paura'>Mi fanno paura</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/07/14/oggi-alzo-la-voce-e-non-sciopero-contro-il-decreto-alfano/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Oggi alzo la voce (e non sciopero) contro il decreto Alfano'>Oggi alzo la voce (e non sciopero) contro il decreto Alfano</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/12/17/rete-libera-tutti/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Rete libera tutti'>Rete libera tutti</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/02/15/wordpress-com-un-brutto-caso-di-censura-preventiva/' rel='bookmark' title='Permanent Link: John Ashfield e WordPress.com: un brutto caso di censura preventiva'>John Ashfield e WordPress.com: un brutto caso di censura preventiva</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.diariosemistupido.it%2F2010%2F02%2F25%2Fle-mie-considerazioni-sparse-sul-caso-google-e-la-responsabilita-di-espressione%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.diariosemistupido.it%2F2010%2F02%2F25%2Fle-mie-considerazioni-sparse-sul-caso-google-e-la-responsabilita-di-espressione%2F&amp;source=niki1601&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;">Per chi si occupa anche solo marginalmente di web, la notizia del giorno ieri è stata quella della sentenza che ha decretato la condanna a sei mesi di reclusione per tre dirigenti Google, con la motivazione di aver violato la privacy  e per non aver impedito la diffusione di un video su un episodio di bullismo ai danni di uno studente autistico in un istituto tecnico di Torino.</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene molti credono che al termine di tutto l&#8217;iter giudiziario (i tre manager hanno già presentato appello) la sentenza sarà comunque cassata, questa non fa altro che facilitare il compito di quanti negli ultimi tempi stanno cercando in tutti i modi di limitare, controllare e censurare i contenuti del web. La sentenza di Milano produce il risultato di confondere le acque, sposta l&#8217;attenzione del grande pubblico dalla responsabilità personale al mezzo,  che di per sé è neutro, trasformandolo in complice. Esattamente come se un fornitore di linea telefonica venisse condannato perché correo delle molestie di un eventuale stalker.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono convinta che chi non conosce le dinamiche della comunicazione in rete, e quindi la maggioranza della popolazione e dell&#8217;opinione pubblica di questo Paese, sta plaudendo alla sentenza del tribunale di Milano; fin troppo facile assegnare l&#8217;etichetta di &#8220;cattivo&#8221; a chi ha permesso che un video del genere venisse pubblicato.<br />
Purtroppo, in Italia, non so se per ragioni storiche o per una specie di difetto congenito, è molto difficile non cadere nelle trappole delle reazioni di pancia e nella tentazione di voler soffocare a tutti i costi ciò che spesso non si comprende; il tutto spesso accompagnato dalla malafede di alcuni organi di informazione più tradizionale. Non è cosa da poco questa, in un Paese che risulta essere tra gli ultimi in Europa per quanto concerne investimenti di settore e uso di internet.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1372" title="160198015_d68500f151" src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/2010/02/160198015_d68500f151.jpg" alt="160198015_d68500f151" width="500" height="339" /></p>
<p style="text-align: center;">Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/markcoggins/160198015/sizes/m/" target="_self">Mark Coggins</a></p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;estero le reazioni non si sono fatte attendere. La parola &#8220;Italy&#8221; ieri ha fatto tendenza e non in maniera positiva.<br />
Tutte le maggiori testate, dalle più autorevoli a quelle più specializzate, ne hanno parlato in prima pagina. Tutte pongono l&#8217;accento sulla gravità di creare un tale precedente, anche in ambito europeo, sulle indubbie ripercussioni politiche ed economiche, sul dubbio legittimo che in Italia possa non esistere più una vera libertà di espressione. Se ogni piattaforma, se ogni social network sarà costretto a misure drastiche per il controllo dei contenuti che gli utenti intendono condividere, solo in due modi potrà farlo: decidendo di abbandonare del tutto il mercato italiano o introducendo strumenti di controllo analoghi a quelli attualmente in uso in Cina o in Iran.<br />
A voler ben guardare, già si avvertono alcuni cambiamenti nell&#8217;aria che si respira tra gli addetti ai lavori: c&#8217;è una maggiore preoccupazione, una nuova ritrosia nel buttarsi e investire in nuovi progetti, una cautela esasperata nel voler evitare guai legali (e <a href="http://www.diariosemistupido.it/2010/02/15/wordpress-com-un-brutto-caso-di-censura-preventiva/" target="_self">il caso di Sybelle e WordPress</a> ne è un esempio)</p>
<p style="text-align: justify;">E dire  che risale solo all&#8217;inizio di febbraio <a href="http://it.reuters.com/article/internetNews/idITMIE61307020100204" target="_self">la notizia di una sentenza</a> che va esattamente nella direzione opposta. La questione riguardava un internet provider e la violazione del diritto d&#8217;autore in Australia, vicenda dai presupposti diversi quindi, ma che ha messo in evidenza il fatto che chi fornisce un servizio  non deve diventare un organo di polizia che applica misure di controllo preventivo sugli utenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il caso Google, il nodo è difficile da sciogliere in quanto molti fattori entrano in gioco, non per ultime le motivazioni della sentenza che saranno rese pubbliche solo tra qualche settimana. A me pare che il punto focale però sia solo uno ossia che mancando una vera cultura della rete si tenda ad equiparare servizi come Google non a delle bacheche globali e aperte sulle quali il controllo non solo è problematico ma anche e soprattutto non auspicabile, ma a delle testate che producono contenuti propri e quindi soggette a precise leggi e regolamenti. In poche parole: Google non è una testata giornalistica, non ha una sua &#8220;linea editoriale&#8221;, non dispone di una redazione, non si limita a precisi confini geografici. È una piazza, un contenitore di servizi messi a disposizione di quanti intendono avvalersene sottoscrivendo alle policy d&#8217;uso. Sono gli utenti, quindi, che devono mettere in atto quelle azioni atte a mantenere il tutto nell&#8217;ambito della legalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi piace pensare che ognuno debba essere in grado di prendersi le responsabilità di quello che fa. Mi piace molto meno l&#8217;idea di organi &#8211; statali o privati &#8211; che si arrogano il diritto di decidere a priori che cosa si possa pubblicare o meno.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.diariosemistupido.it/2010/02/25/le-mie-considerazioni-sparse-sul-caso-google-e-la-responsabilita-di-espressione/" target="_blank"><img src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.diariosemistupido.it/2010/02/25/le-mie-considerazioni-sparse-sul-caso-google-e-la-responsabilita-di-espressione/" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>

<p>Related posts:<ol><li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/02/23/sempre-piu-piccolo-sempre-meno-libero/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Sempre più piccolo, sempre meno libero'>Sempre più piccolo, sempre meno libero</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/08/18/mi-fanno-paura/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Mi fanno paura'>Mi fanno paura</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/07/14/oggi-alzo-la-voce-e-non-sciopero-contro-il-decreto-alfano/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Oggi alzo la voce (e non sciopero) contro il decreto Alfano'>Oggi alzo la voce (e non sciopero) contro il decreto Alfano</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/12/17/rete-libera-tutti/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Rete libera tutti'>Rete libera tutti</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/02/15/wordpress-com-un-brutto-caso-di-censura-preventiva/' rel='bookmark' title='Permanent Link: John Ashfield e WordPress.com: un brutto caso di censura preventiva'>John Ashfield e WordPress.com: un brutto caso di censura preventiva</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2010/02/25/le-mie-considerazioni-sparse-sul-caso-google-e-la-responsabilita-di-espressione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>John Ashfield e WordPress.com: un brutto caso di censura preventiva</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2010/02/15/wordpress-com-un-brutto-caso-di-censura-preventiva/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2010/02/15/wordpress-com-un-brutto-caso-di-censura-preventiva/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 19:31:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Networking]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[john ashfield]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[web reputation]]></category>
		<category><![CDATA[wordpress.com]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diariosemistupido.it/?p=1325</guid>
		<description><![CDATA[Segnalo questo caso anche io perché ritengo gravissimo quanto accaduto. I fatti, in poche parole, sono questi: Arianna Cavazza (Sybelle) sul suo blog analizza la campagna pubblicitaria di John Ashfield, esprimendo opinioni strettamente tecniche e del tutto personali sulla stessa (si chiama questa, per chi non lo sapesse, libertà di espressione). Succede quindi che qualcuno, [...]


Related posts:<ol><li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/02/19/il-proprietario-di-john-ashfield-risponde/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il proprietario di John Ashfield risponde'>Il proprietario di John Ashfield risponde</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/02/25/le-mie-considerazioni-sparse-sul-caso-google-e-la-responsabilita-di-espressione/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Le mie considerazioni sparse sul caso Google e la responsabilità di espressione'>Le mie considerazioni sparse sul caso Google e la responsabilità di espressione</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/08/09/e-morto-john-hughes/' rel='bookmark' title='Permanent Link: È morto John Hughes'>È morto John Hughes</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.diariosemistupido.it%2F2010%2F02%2F15%2Fwordpress-com-un-brutto-caso-di-censura-preventiva%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.diariosemistupido.it%2F2010%2F02%2F15%2Fwordpress-com-un-brutto-caso-di-censura-preventiva%2F&amp;source=niki1601&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;">Segnalo questo caso anche io perché ritengo gravissimo quanto accaduto.</p>
<p style="text-align: justify;">I fatti, in poche parole, sono questi: <a href="http://altezzosa.wordpress.com/" target="_self">Arianna Cavazza (Sybelle)</a> sul suo blog analizza la campagna pubblicitaria di John Ashfield, esprimendo opinioni strettamente tecniche e del tutto personali sulla stessa (si chiama questa, per chi non lo sapesse, libertà di espressione).</p>
<p style="text-align: justify;">Succede quindi che qualcuno, non contento del post o di qualche commento ricevuto, lo segnali a <a href="http://wordpress.com/" target="_self">WordPress.com</a>, piattaforma che ospita il blog di Sybelle, e ne chieda la rimozione. Senza che all&#8217;autrice venga notificato nulla, l&#8217;articolo in questione scompare, insieme a tutti i commenti ricevuti e senza che a Sybelle venga notificato alcunché, nemmeno sulle ragioni che hanno portato WordPress.com a decidere in tal senso.</p>
<p style="text-align: justify;">Copio sotto il post incriminato, perché chi legge possa giudicare se si tratti effettivamente di qualcosa di offensivo o semplicemente, come io ritengo, di una recensione del tutto normale;  <a href="http://209.85.135.132/search?q=cache:9RVvanrV_5sJ:altezzosa.wordpress.com/2009/04/05/john-ashfield-adv-pleeease/+altezzosa+john+ashfield&amp;cd=1&amp;hl=it&amp;ct=clnk&amp;gl=it&amp;client=firefox-a" target="_self">qui</a>, invece, è possibile leggere anche tutti i relativi commenti.</p>
<p style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; color: #737373; font-family: Helvetica, Arial, Verdana, 'Lucida Grande', sans-serif; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 7px; padding-right: 0px; padding-bottom: 7px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; font-size: 13px; line-height: 1.25em; text-shadow: #ffffff 0px 1px 1px; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; margin: 0px; border: 0px initial initial;"><span style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; color: #737373; font-family: Helvetica, Arial, Verdana, 'Lucida Grande', sans-serif; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; vertical-align: baseline; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;"><em><strong>John Ashfield  ADV: pleeease!</strong></em></span></p>
<p style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; color: #737373; font-family: Helvetica, Arial, Verdana, 'Lucida Grande', sans-serif; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 7px; padding-right: 0px; padding-bottom: 7px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; font-size: 13px; line-height: 1.25em; text-shadow: #ffffff 0px 1px 1px; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; margin: 0px; border: 0px initial initial;"><em>Quando scrivo di qualcosa che non mi piace so essere particolarmente acida.<br />
Questa è una di quelle occasioni.</em></p>
<p style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; color: #737373; font-family: Helvetica, Arial, Verdana, 'Lucida Grande', sans-serif; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 7px; padding-right: 0px; padding-bottom: 7px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; font-size: 13px; line-height: 1.25em; text-shadow: #ffffff 0px 1px 1px; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; margin: 0px; border: 0px initial initial;"><em>Parliamo delle campagne stampa di John Ashfield che mi sorbisco costantemente in quanto lettrice di XL.<br />
Compro il voluminoso giornale e mi ritrovo a fissare quelle che possono esser catalogate tra le più sgraziate pubblicità mai viste.</em></p>
<p style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; color: #737373; font-family: Helvetica, Arial, Verdana, 'Lucida Grande', sans-serif; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 7px; padding-right: 0px; padding-bottom: 7px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; font-size: 13px; line-height: 1.25em; text-shadow: #ffffff 0px 1px 1px; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; margin: 0px; border: 0px initial initial;"><em>John Ashfield è una marca d’abbigliamento che s’appoggia su una ben costruita brand image: produce un vestiario (e relativi accessori) che si rivolgono a un pubblico giovane, tra i 23 e i 35 anni (secondo la mia percezione) rievocando l’atmosfera dello sport, in particolare del cricket e del golf.<br />
Quindi viene in mente Londra, i tornei tra prati verdi perfettamente tagliati e una certa noblesse d’animo.</em></p>
<p style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; color: #737373; font-family: Helvetica, Arial, Verdana, 'Lucida Grande', sans-serif; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 7px; padding-right: 0px; padding-bottom: 7px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; font-size: 13px; line-height: 1.25em; text-shadow: #ffffff 0px 1px 1px; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; margin: 0px; border: 0px initial initial;"><em>Niente male per un’azienda della provincia di Forlì e Cesena, insomma.<br />
Quando ho scoperto questo piccolo particolare mi son meravigliata.</em></p>
<p style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; color: #737373; font-family: Helvetica, Arial, Verdana, 'Lucida Grande', sans-serif; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 7px; padding-right: 0px; padding-bottom: 7px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; font-size: 13px; line-height: 1.25em; text-shadow: #ffffff 0px 1px 1px; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; margin: 0px; border: 0px initial initial;"><em>Non apprezzo molto lo stile che questa marca propone, un casual sui toni del blu, del beige e del verde, ma ammetto d’esser affascinata da certe iconografie (come l’uso di stemmi) e dalle camicie dai sobri ma inconsueti dettagli, cose che John Ashfield mostra in ogni collezione.</em></p>
<p style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; color: #737373; font-family: Helvetica, Arial, Verdana, 'Lucida Grande', sans-serif; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 7px; padding-right: 0px; padding-bottom: 7px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; font-size: 13px; line-height: 1.25em; text-shadow: #ffffff 0px 1px 1px; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; margin: 0px; border: 0px initial initial;"><em>Comunque, torniamo alle campagne stampa.<br />
Questo mese sulla quarta di copertina di XL si può ‘ammirare’ la pubblicità in questione della collezione primavera/estate 2009.<br />
Rappresenta due modelli (sempre gli stessi da qualche stagione) su un campo da golf.</em></p>
<p style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; color: #737373; font-family: Helvetica, Arial, Verdana, 'Lucida Grande', sans-serif; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 7px; padding-right: 0px; padding-bottom: 7px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; font-size: 13px; line-height: 1.25em; text-shadow: #ffffff 0px 1px 1px; text-align: center; margin: 0px;"><img class="aligncenter" style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #ffffff; color: #737373; font-family: Helvetica, Arial, Verdana, 'Lucida Grande', sans-serif; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; vertical-align: baseline; max-width: 492px; margin-top: 0px; margin-bottom: 0px; padding: 3px; border: 1px solid #dcdcdc;" title="john" src="http://wol.ly/wp-content/uploads/john.jpg" alt="" width="310" height="413" /><em><br />
Rabbrividisco.</em></p>
<p style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; color: #737373; font-family: Helvetica, Arial, Verdana, 'Lucida Grande', sans-serif; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 7px; padding-right: 0px; padding-bottom: 7px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; font-size: 13px; line-height: 1.25em; text-shadow: #ffffff 0px 1px 1px; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; margin: 0px; border: 0px initial initial;"><em>1) Le fotografie dei modelli non sono a fuoco. Oltretutto le loro figure sono scontornate male. E la sovrapposizione del ragazzo sulla ragazza è pessima: si vede che non son stati fotografati insieme: lei pare sproporzionata rispetto a lui;<br />
2) Che razza di fotografia hanno scelto come sfondo? Siamo in Svizzera? Cosa sono quelle casette che si vedono a sinistra? Le luci inoltre non combaciano: mentre i modelli son illuminati da riflettori frontali, nella fotografia di sfondo il sole cade da destra. Insomma, gli elementi si fondono alla grandissima! Eh!<br />
3) Che espressione ha il modello? Terrorizzata? E’ colto di sorpresa? Sempre meglio della modella che pare pensare ‘Che ci sto a fare qui?’.<br />
4) Marchio e logo. Penso siano stati realizzati con Paint, più o meno. Kitch a dir poco. Il font usato, oltretutto, è stra-usato e non centra assolutamente niente.</em></p>
<p style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; color: #737373; font-family: Helvetica, Arial, Verdana, 'Lucida Grande', sans-serif; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 7px; padding-right: 0px; padding-bottom: 7px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; font-size: 13px; line-height: 1.25em; text-shadow: #ffffff 0px 1px 1px; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; margin: 0px; border: 0px initial initial;"><em><strong>Signor John Ashfield, please!<br />
Change!</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo uno scambio di email nelle quali Sybelle chiedeva spiegazioni &#8211; mai ricevute &#8211; l&#8217;unica indicazione da parte di WordPress.com è stata quella di contattare la persona che si è lamentata del suo post e di cercare di sistemare la questione; in caso contrario sarà consigliato a questo utente di rivolgersi al tribunale.  La vicenda è a dir poco kafkiana: Sybelle non sa chi sia questa persona e non conosce modo per poterla raggiungere. All&#8217;assurdo si aggiunge la gravità: WordPress.com si è arrogata il diritto di intervenire censurando un post e relativi commenti a totale insaputa della sua autrice, togliendole, in pratica, ogni diritto di replica.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, mancando indicazioni chiare e trasparenti da parte di WordPress.com, è impossibile stabilire che cosa abbia disturbato chi si lamenta. Il post di Sybelle ha un tono molto garbato, il che lascia presumere che qualcuno potrebbe non essere stato contento di quanto espresso in uno o più commenti all&#8217;articolo. E se fosse questo il caso, perché non contattare l&#8217;autrice e chiedere la rimozione soltanto degli eventuali commenti contrari alle policy di WordPress.com?</p>
<p style="text-align: justify;">Rimaniamo in attesa di aggiornamenti, ma di sicuro WordPress.com non esce bene da questa storia, soprattutto visto la tradizione della quale si pregia.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Aggiornamento del 16/02/10</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo ore di vani tentativi, Sybelle ha finalmente ricevuto una risposta: &#8220;Da WordPress mi hanno scritto una cosa tipo &#8220;Ciao, dovresti contattarli  qui immagino&#8221; e poi c&#8217;è un link al sito di John Ashfield con i contatti  di uno di John Ashfield. (rimane sempre la questione: come avrei dovuto  sapere che erano stati loro? Comunque ora lo so. Bene&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">A me rimane la curiosità di sapere di preciso che cosa abbia infastidito tanto i responsabili di John Ashfield per spingerli ad un intervento tanto drastico nei confronti del post di Sybelle.<br />
È evidente che, a prescindere dal risultato ottenuto nell&#8217;immediato (la rimozione dell&#8217;articolo), in una prospettiva di più ampio respiro John Ashfield risulta perdente su tutta la linea in quanto a strategia di comunicazione e di gestione della sua web reputation.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Aggiornamento del 17/02/10</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">In data odierna Sybelle ha ricevuto risposta da parte di John Ashfield (nessun nome e cognome di responsabile, la mail è proprio solo siglata con il nome del marchio). La incollo qui sotto, mentre questa è <a href="http://friendfeed.com/marcomassarotto/e45dd93e/pare-che-wordpress-abbia-censurato-un-post" target="_self">la discussione in FriendFeed</a> in cui appare in copia, sempre da parte di un utente &#8220;John Ashfield&#8221;:</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Lettera aperta ad Arianna alias Sybelle Gentile Sig.ra Arianna, Le scriviamo in merito al Suo blog relativo al nostro marchio John Ashfield per cercare di spiegarLe la motivazione per la quale riteniamo che WordPress abbia assunto tale provvedimento. Sicuramente il Suo articolo, criticante la qualità di una sola nostra pagina, confrontato all’intero programma pubblicitario che appare annualmente sulle maggiori testate giornalistiche, non avrebbe causato alcun risentimento da parte della nostra azienda poiché siamo aperti a qualunque critica costruttiva, purchè, si spera, fatta da persona con le dovute competenze tecniche e specifiche del settore. Quello che invece riteniamo inaccettabile sono, tra i commenti al Suo articolo, le affermazioni diffamanti , che nulla hanno a che fare con la Sua critica, perchè prive di alcun fondamento e non corrispondenti al vero e fortemente lesive della nostra immagine di qualità del marchio John Ashfield, immagine che abbiamo sempre cercato di curare ai massimi livelli in 30 anni di attività. Basti vedere i risultati ottenuti dal nostro brand a livello internazionale. Come Lei ben saprà, c’è una differenza sostanziale tra “critica” e “diffamazione”, e sicuramente la nostra azienda non può rimanere impassibile davanti a certe affermazioni che sappiamo false con certezza. Lei stessa, essendo la creatrice della pagina del blog, avrebbe dovuto e potuto filtrarLe, rimuovendo quelle che sono palesemente offensive del nostro marchio. Sicuramente WordPress, oscurando l’intero blog, ha interpretato in senso allargato il nostro reclamo relativo alla rimozione dei soli commenti diffamanti, reclamo che, in buona fede, non abbiamo pensato di inviare a Lei, non avendo trovato i Suoi riferimenti, ma direttamente all’hoster. Con la speranza di averLe chiarito la nostra posizione, siamo certi che Lei si renderà conto del danno di immagine che ci è stato causato prima dai commenti contenuti nel Suo blog, e tutt’ora dalla campagna diffamante scatenatasi dalla errata interpretazione del provvedimento assunto da WordPress. Chiediamo quindi anche a Lei di attivarsi affinchè questa situazione rientri nei canoni di una normale e civile discussione in rete. In attesa di un Suo positivo riscontro, Le inviamo i nostri cordiali saluti. John Ashfield- </em><a style="color: #555599; text-decoration: none;" href="http://friendfeed.com/johnashfield"><em>John Ashfield</em></a></p>
<p style="text-align: justify;">La mail lascia più di qualche dubbio. Prima di ogni altra cosa, la firma: di solito, per le comunicazioni ufficiali, si usa firmare la corrispondenza (sì, anche le email) con nome e cognome di un responsabile. Firmare con &#8220;John Ashfield&#8221; assegna a questa risposta un valore molto vicino allo zero, anche dal punto di vista legale.<br />
Secondo, i riferimenti per i contatti sul blog di Sybelle sono chiaramente visibile e quindi è molto facile trovarli. Checché ne dica il sig. John Ashfield (?).</p>
<p style="text-align: justify;">Terzo, e queste sono perplessità solo mie: il seguente passaggio della mail &#8220;<em>siamo aperti a qualunque critica costruttiva, purchè, si spera, fatta da persona con le dovute competenze tecniche e specifiche del settore&#8221; </em>vuole significare che la campagna pubblicitaria è criticabile solo da chi abbia competenze tecniche e specifiche nell&#8217;ambito pubblicitario? Se fossi stata io e non Sybelle a scrivere un articolo di critica su quella pagina sarebbe stato quindi giusto attaccarmi perché non ho alcuna qualifica nel settore?<br />
E ancora: quale campagna diffamante? Nei vari blog si è solo ripreso il post originario di Sybelle e preso atto dell&#8217;oscuramento del suo post con le modalità che sappiamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ultima curiosità: come si concilia quanto scritto sul sito di John Ashfield <a href="http://www.johnashfield.com/2008/istit.asp?page=aboutus" target="_self">&#8220;</a><em><a href="http://www.johnashfield.com/2008/istit.asp?page=aboutus" target="_self">Le nostre stoffe sono ancora prodotte artigianalmente in </a></em><strong><em><a href="http://www.johnashfield.com/2008/istit.asp?page=aboutus" target="_self">Irlanda</a></em></strong><em><a href="http://www.johnashfield.com/2008/istit.asp?page=aboutus" target="_self"> e </a></em><strong><em><a href="http://www.johnashfield.com/2008/istit.asp?page=aboutus" target="_self">Scozia</a></em></strong><em><a href="http://www.johnashfield.com/2008/istit.asp?page=aboutus" target="_self"> da chi non ha mai abbandonato l&#8217; uso dei vecchi telai</a></em><a href="http://www.johnashfield.com/2008/istit.asp?page=aboutus" target="_self">&#8220;</a>, con <a href="http://www.ciseonweb.it/ebusiness/visual/azienda.jsp?CF=CLLNDR52M03F097Z&amp;home=/ENG/ebusiness/searchpage.htm?search" target="_self">questo</a> &#8211; come si fa giustamente notare nella discussione in FriendFeed?</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.diariosemistupido.it/2010/02/15/wordpress-com-un-brutto-caso-di-censura-preventiva/" target="_blank"><img src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.diariosemistupido.it/2010/02/15/wordpress-com-un-brutto-caso-di-censura-preventiva/" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>

<p>Related posts:<ol><li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/02/19/il-proprietario-di-john-ashfield-risponde/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il proprietario di John Ashfield risponde'>Il proprietario di John Ashfield risponde</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/02/25/le-mie-considerazioni-sparse-sul-caso-google-e-la-responsabilita-di-espressione/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Le mie considerazioni sparse sul caso Google e la responsabilità di espressione'>Le mie considerazioni sparse sul caso Google e la responsabilità di espressione</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/08/09/e-morto-john-hughes/' rel='bookmark' title='Permanent Link: È morto John Hughes'>È morto John Hughes</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2010/02/15/wordpress-com-un-brutto-caso-di-censura-preventiva/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Egotismi vari ed eventuali</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2010/01/08/egotismi-vari-ed-eventuali/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2010/01/08/egotismi-vari-ed-eventuali/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 19:44:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Social Networking]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[egocentrismo]]></category>
		<category><![CDATA[egotici]]></category>
		<category><![CDATA[egotismo]]></category>
		<category><![CDATA[fanfaroni]]></category>
		<category><![CDATA[sobrietà]]></category>
		<category><![CDATA[tromboni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diariosemistupido.it/?p=1193</guid>
		<description><![CDATA[Uno degli aspetti peggiori dell&#8217;essere italiani è il retaggio del &#8220;lei non sa chi sono io&#8221;. Magari non sono più in molti a dirlo, ma sotto sotto e nemmeno tanto nascostamente, sono in molti a pensarlo. Quando ci penso io, mi tornano alla mente certi film degli anni &#8217;50, quei ritratti dell&#8217;italietta del dopoguerra con [...]


Related posts:<ol><li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/04/23/25-aprile-schegge-di-liberazione-resistenza-e-voci-di-memoria/' rel='bookmark' title='Permanent Link: 25 aprile, Schegge di Liberazione, Resistenza e Voci di memoria'>25 aprile, Schegge di Liberazione, Resistenza e Voci di memoria</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/07/04/un-po-piu-venezia-un-po-meno-camp/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Un po&#8217; più Venezia, un po&#8217; meno Camp'>Un po&#8217; più Venezia, un po&#8217; meno Camp</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/03/19/verso-il-parmaworkcamp-aspettative-e-speranze/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Verso il ParmaWorkCamp: aspettative e speranze'>Verso il ParmaWorkCamp: aspettative e speranze</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.diariosemistupido.it%2F2010%2F01%2F08%2Fegotismi-vari-ed-eventuali%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.diariosemistupido.it%2F2010%2F01%2F08%2Fegotismi-vari-ed-eventuali%2F&amp;source=niki1601&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;">Uno degli aspetti peggiori dell&#8217;essere italiani è il retaggio del &#8220;lei non sa chi sono io&#8221;. Magari non sono più in molti a dirlo, ma sotto sotto e nemmeno tanto nascostamente, sono in molti a pensarlo. Quando ci penso io, mi tornano alla mente certi film degli anni &#8217;50, quei ritratti dell&#8217;italietta del dopoguerra con il cummenda, il palazzinaro, la servetta e l&#8217;immancabile onorevole che appunto tutti erano tenuti a sapere chi fosse.</p>
<p style="text-align: justify;">Certe cose sono dure a morire. In tanti sembrano avere buone ragioni per salire su un piedistallo &#8211; anche se alto pochi centimetri &#8211; dal quale guardare chi sta più in basso. Basta diventare mediamente popolari per trasformarsi in una Vanda Osiris che scende la scala, nella convinzione radicata che popolarità significhi sempre importanza.<br />
Altro aspetto del fenomeno è lo strano birignao della prima persona plurale, a sottolineare l&#8217;appartenenza a una élite: noi artisti, noi giornalisti, noi guru. Insomma il caso classico della miss di provincia che si rivolge al suo pubblico cominciando ogni frase con &#8220;noi attrici&#8221;. O quello di un noto scrittore di romanzi gialli che dopo la pubblicazione del suo primo libro si atteggiava a maître à penser dell&#8217;intellighenzia italica, salvo poi dare in escandescenze ad ogni critica &#8211; legittima &#8211; appellandosi alla solita invidia che il prossimo dovrebbe provare nei suo confronti.<br />
O ancora, di chi, per dirla con parole di sordiana memoria, io so&#8217; io e voi non siete un cazzo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1256" title="4. gdp-spettac1-10" src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/2010/01/4.-gdp-spettac1-10.jpg" alt="4. gdp-spettac1-10" width="292" height="400" /><br />
Immagine da internet</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Sarò fuori standard, ma trovo certi atteggiamenti imbarazzanti e vagamente comici.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella nostra lingua esistono parole che non vengono più usate spesso, ma che varrebbe la pena riscoprire, &#8220;sobrietà&#8221;, per esempio.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è un valore per educande dei bei tempi andati, ma un modo di essere che dovrebbe essere trasmesso ed insegnato e che tanti dovrebbero fare proprio. È una parola che, guarda caso, fa rima con dignità e che si accompagna bene al senso della misura, alla concretezza della sostanza invece che alla forma. La sobrietà è quella che non ama i toni urlati, il presenzialismo esasperato, l&#8217;ostentazione forzata.</p>
<p style="text-align: justify;">Essere sobri non significa essere modesti nel senso deleterio del termine, ossia essere sobri non corrisponde a essere falsamente modesti, la falsa modestia è un inganno alla fine. Non corrisponde nemmeno ad una certa ritrosia o, addirittura, a una certa povertà di spirito, come tanti sembrano ritenere. Conosco persone brillantissime, con belle teste pensanti, ma che sono ugualmente molto sobrie. Alcune di queste hanno un senso dell&#8217;umorismo fulminante e dissacrante ma non cedono a sbrodolamenti fuori luogo.</p>
<p style="text-align: justify;">Se dovessi fare un paragone, direi che la sobrietà si accomuna a un vecchio maglione di pura lana, magari un po&#8217; liso sui gomiti, ma sempre elegante, caldo, pieno di classe e che racconta qualcosa di chi lo indossa, senza mai gridarlo.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.diariosemistupido.it/2010/01/08/egotismi-vari-ed-eventuali/" target="_blank"><img src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.diariosemistupido.it/2010/01/08/egotismi-vari-ed-eventuali/" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>

<p>Related posts:<ol><li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/04/23/25-aprile-schegge-di-liberazione-resistenza-e-voci-di-memoria/' rel='bookmark' title='Permanent Link: 25 aprile, Schegge di Liberazione, Resistenza e Voci di memoria'>25 aprile, Schegge di Liberazione, Resistenza e Voci di memoria</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/07/04/un-po-piu-venezia-un-po-meno-camp/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Un po&#8217; più Venezia, un po&#8217; meno Camp'>Un po&#8217; più Venezia, un po&#8217; meno Camp</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/03/19/verso-il-parmaworkcamp-aspettative-e-speranze/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Verso il ParmaWorkCamp: aspettative e speranze'>Verso il ParmaWorkCamp: aspettative e speranze</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2010/01/08/egotismi-vari-ed-eventuali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>aNobii: quando pubblicità non fa rima con comunità</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2009/09/14/anobii-quando-pubblicita-non-fa-rima-con-comunita/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2009/09/14/anobii-quando-pubblicita-non-fa-rima-con-comunita/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 09:06:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le mie riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Social Networking]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[aNobii]]></category>
		<category><![CDATA[letture]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e letture]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diariosemistupido.it/?p=989</guid>
		<description><![CDATA[Di aNobii avevo già scritto in passato, sempre mettendo in evidenza quello che ritengo essere il suo vero punto di forza: la comunità dei suoi utenti. aNobii, si sarà capito, è, nel social web, uno dei miei &#8220;luoghi&#8221; di riferimento, non tanto per la catalogazione dei libri, quanto per tutto quello che attorno ai libri [...]


Related posts:<ol><li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/06/27/anobii-si-apre-al-social-virale/' rel='bookmark' title='Permanent Link: aNobii si apre al social virale'>aNobii si apre al social virale</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/04/04/il-social-networking-letterario-anobii-e-la-coda-lunga-dei-digital-shelves/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il social networking letterario, aNobii e la coda lunga dei digital shelves'>Il social networking letterario, aNobii e la coda lunga dei digital shelves</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/08/03/a-cercare-il-ruyi-a-venezia-di-notte/' rel='bookmark' title='Permanent Link: A cercare il Ruyi a Venezia di notte'>A cercare il Ruyi a Venezia di notte</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/10/13/una-notte-tiepida-dottobre-tra-oro-libri-e-last-minute-market/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Una notte tiepida d&#8217;ottobre tra oro, libri e Last Minute Market'>Una notte tiepida d&#8217;ottobre tra oro, libri e Last Minute Market</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/07/21/il-problema-della-riconoscibilita-in-rete/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il problema della riconoscibilità in rete'>Il problema della riconoscibilità in rete</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.diariosemistupido.it%2F2009%2F09%2F14%2Fanobii-quando-pubblicita-non-fa-rima-con-comunita%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.diariosemistupido.it%2F2009%2F09%2F14%2Fanobii-quando-pubblicita-non-fa-rima-con-comunita%2F&amp;source=niki1601&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;">Di <a href="https://www.anobii.com/login" target="_self">aNobii</a> avevo già scritto in passato, sempre mettendo in evidenza quello che ritengo essere il suo vero punto di forza: la comunità dei suoi utenti.</p>
<p style="text-align: justify;">aNobii, si sarà capito, è, nel social web, uno dei miei &#8220;luoghi&#8221; di riferimento, non tanto per la catalogazione dei libri, quanto per tutto quello che attorno ai libri ruota. Registrare e tenere il conto dei miei volumi inserendoli nello scaffale virtuale è stato solo il punto di partenza. Quello che fin dall&#8217;inizio mi ha appassionato è stato il resto: avere la possibilità di scoprire nuovi autori, nuovi generi, altri lettori con i quali confrontarsi, non necessariamente solo di letture. Compiere il passo seguente è stato del tutto naturale: organizzare degli incontri  di persona, fare cose insieme, trasformare la vita di comunità virtuale in vita in carne e ossa.<br />
Su aNobii ho incontrato persone belle, amici che occupano uno spazio importante della mia vita. Tanti si sono conosciuti, innamorati, hanno intrecciato relazioni amicali, vinto la solitudine, organizzato viaggi, offerto ospitalità e punti di riferimento a chi cambiava città, casa e lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Fin qui nulla di nuovo, presumo succeda anche in altri ambiti.<br />
Quello che rende aNobii diverso da ogni altro servizio del web 2.0 (anche se lo stesso concetto può essere applicato a tutti quei servizi che si propongono di realizzare qualcosa che poi può essere usato da altri utenti, come Wikipedia) è il fatto che questo spirito sia stato trasferito anche a diversi aspetti tecnici della piattaforma. Tutta la gestione dell&#8217;inserimento dei libri è svolta da sempre a titolo completamente gratuito da una manciata di volontari, quelli che tutti conoscono come &#8220;librarian&#8221;. Centinaia e centinaia di ore, giornate intere, senza sabati, né domeniche, né altre feste comandate passati ad esaminare, controllare e correggere  schede di libri. Lo stesso dicasi per l&#8217;&#8221;help desk&#8221; che per lo più viene svolto dagli utenti per gli utenti: quando qualcuno non capisce come funziona il tutto &#8211; perché non c&#8217;è scritto da nessuna parte &#8211; ma, soprattutto, quando c&#8217;è bisogno di verificare se un libro sia già presente o meno nel database, basta postare una richiesta di aiuto nell&#8217;apposito gruppo o mandare un messaggio a un librarian per ottenere una risposta pronta ed esaustiva. Un lavoro titanico che si può svolgere solo se spinti da una reale passione per i libri e per il &#8220;luogo&#8221; aNobii, e tutto nonostante i gravi problemi tecnici che da sempre affliggono la piattaforma.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Posso quindi affermare senza timore di essere smentita che aNobii è cresciuto soprattutto grazie ai suoi utenti,  i quali, nonostante le promesse di miglioramento spesso mancate, hanno continuato a lavorare, a condividere esperienza e a credere nel valore di questa comunità.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-large wp-image-1019" title="anobiihome" src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/2009/09/anobiihome2-1024x458.jpg" alt="anobiihome" width="634" height="283" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ora succede che da qualche giorno molti stanno ricevendo una mail in cui si annuncia che alcune loro recensioni sono state selezionate per far parte di un volume edito da Rizzoli i cui proventi saranno devoluti in beneficenza.  Nella stessa mail si chiede  una autorizzazione, da inviarsi immediatamente, affinché i contenuti degli utenti scelti vengano pubblicati a tempo indeterminato e con la piena facoltà da parte dell&#8217;editore di intervenire con tagli ove fosse necessario e a sua completa discrezione. Bello, no? Peccato che non si sappia altro su tutta l&#8217;operazione.</p>
<p style="text-align: justify;">In mancanza di ulteriori informazioni c&#8217;è chi ha pensato bene di <a href="http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=58404#new_thread" target="_self">chiedere chiarimenti nel gruppo di aiuto-aiuto</a> degli utenti di aNobii, scatenando una discussione con più di duecento interventi nella quale sono state sollevate diverse perplessità nei confronti di questa campagna pubblicitaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché non c&#8217;è dubbio che proprio di questo si tratta: una brillante operazione di marketing che fa leva sulla soddisfazione di molti utenti di vedere un proprio commento pubblicato su un vero libro (e d&#8217;altro canto, come biasimarli). A questo proposito è opportuno ricordare che la comunità italiana di aNobii è, di gran lunga, la più numerosa e attiva e che quindi tutta l&#8217;operazione ha perfettamente senso, dal punto di vista commerciale. Infatti, è molto più facile far crescere la comunità italiana, dove esiste una base di utenza funzionante, rispetto ad una comunità poco attiva, in cui i nuovi arrivati restino spersi. E un segnale di attività come un libro, è un veicolo molto mirato verso il &#8220;pubblico&#8221; adatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Restano tre considerazioni.<br />
La prima è che il modo con cui questa operazione viene svolta convince ben poco: trovo fastidioso il fine filantropico senza una specifica destinazione, poco convincente il trasferimento di copyright, che rimane  ambiguo  (il taglio per esigenze redazionali, la mancanza di indicazione di quale commento si stia effettivamente cedendo, per esempio), e trovo sospetta &#8220;l&#8217;emergenza&#8221; di fare tutto in fretta (che mi suggerisce un budget piuttosto basso per l&#8217;editor, senza tener conto che coordinare un centinaio di &#8220;autori&#8221; è cosa lunga).<br />
Anzi, a ben guardare, sembra che proprio a causa della fretta, abbiano inviate richieste in modo indiscriminato per poi fare letteralmente quello che a loro pare meglio, non solo tagliando dove vogliono,  ma anche selezionando come vogliono. Per rendere serio questo lavoro, avrebbero dovuto individuare tutti i contributi, chiedere poi ai relativi autori e, visto che alcuni non avrebbero firmato la liberatoria, a quel punto individuare i contributi che avrebbero dovuto sostituire quelli che non potevano pubblicare e via di seguito,  con un procedimento che verosimilmente si sarebbe esaurito in 3-4 passaggi. Invece, fare così com&#8217;è stato fatto, è ovviamente molto più comodo, senza tenere conto che ci saranno persone che magari compreranno il libro online convinte di trovare un loro scritto che non ci sarà.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda considerazione è che una comunità ampia come quella di aNobii ha bisogno di un supporto tecnico efficace, che garantisca rapidamente la soluzione dei vari bug, e che operi in modo da assicurare continuità di servizio (ad esempio, senza introdurre novità non perfettamente testate). Preferirei un investimento in questo senso, data la quotidiana sequela di errori e bug di sistema dei quali gli utenti sono testimoni.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultima considerazione riguarda il fatto che i proprietari ad Hong Kong si sono sempre rifiutati di fornire &#8220;ufficialmente&#8221; informazioni: sul numero dei librarian e sul numero degli utenti italiani,  solo per citare due voci tra tante.  Ora, è alquanto fastidioso che qualcuno venga autorizzato ad avere dati &#8220;riservati&#8221; come la classifica dei 1000 commenti più votati e gli indirizzi di posta  elettronica, quando chi deve lavorare ogni giorno con le schede dei libri, per correggerle ed inserirle, non possa nemmeno sapere chi richiede le modifiche o chi aggiunge un nuovo testo (non un dato privato come l&#8217;indirizzo di posta: ma solo il link alla pagina dell&#8217;utente in aNobii. A questo proposito aggiungo che sembra manchi del tutto una policy relativa al trattamento dei dati).</p>
<p style="text-align: justify;">Sia ben chiaro: nessuno demonizza l&#8217;operazione commerciale di per sé, i suoi utenti sanno che per far funzionare tutto l&#8217;apparato occorrono risorse, nulla di male quindi nel cercare di reperirle,  soprattutto se si considera che aNobii non non ospita pubblicità di alcun tipo. Il male sta nel modo in cui è stata condotta.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;ultima chiosa: qual è il target per un libro che  raccoglie commenti lasciati a libri sì, ma nell&#8217;ambito di una comunità che non vive solo di commenti? Che senso avrebbe una recensione, sempre ammettendo che venga pubblicata intera e così come il lettore l&#8217;ha scritta originariamente, estrapolata dalla libreria del lettore stesso ed eventualmente dai feedback ricevuti? Una recensione senza il suo contesto, senza la possibilità di confrontarla con le altre scritte dallo stesso autore, senza la discussione che può esserne derivata, che valore avrebbe alla fine? E non si rischia di innescare la sgradevole sensazione di una gara tra chi scrive i commenti più belli o più votati tradendo di fatto lo spirito che da sempre ha caratterizzato questa comunità?  Se lo spirito di aNobii dovesse effettivamente trasformarsi in una corsa a chi è più visibile, se si perdesse la schiettezza e la buona fede nel riportare queste impressioni di lettura, credo che nonostante tutto il lavoro degli ultimi anni comincerei a prendere in seria considerazione la possibilità di lasciarlo per trasferire la catalogazione dei miei libri altrove. Diciamocelo: le alternative esistono, ci sono, e da un punto di vista puramente tecnico sono nettamente migliori di aNobii. Forse è arrivata l&#8217;ora di tenerlo in mente.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui la discussione su aNobii:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=58404#new_thread">aNobii: Discussioni  Liberatoria</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.diariosemistupido.it/2009/09/14/anobii-quando-pubblicita-non-fa-rima-con-comunita/" target="_blank"><img src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.diariosemistupido.it/2009/09/14/anobii-quando-pubblicita-non-fa-rima-con-comunita/" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>

<p>Related posts:<ol><li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/06/27/anobii-si-apre-al-social-virale/' rel='bookmark' title='Permanent Link: aNobii si apre al social virale'>aNobii si apre al social virale</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/04/04/il-social-networking-letterario-anobii-e-la-coda-lunga-dei-digital-shelves/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il social networking letterario, aNobii e la coda lunga dei digital shelves'>Il social networking letterario, aNobii e la coda lunga dei digital shelves</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/08/03/a-cercare-il-ruyi-a-venezia-di-notte/' rel='bookmark' title='Permanent Link: A cercare il Ruyi a Venezia di notte'>A cercare il Ruyi a Venezia di notte</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/10/13/una-notte-tiepida-dottobre-tra-oro-libri-e-last-minute-market/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Una notte tiepida d&#8217;ottobre tra oro, libri e Last Minute Market'>Una notte tiepida d&#8217;ottobre tra oro, libri e Last Minute Market</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/07/21/il-problema-della-riconoscibilita-in-rete/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il problema della riconoscibilità in rete'>Il problema della riconoscibilità in rete</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2009/09/14/anobii-quando-pubblicita-non-fa-rima-con-comunita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ultimo post sul RomagnaCamp 2009</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2009/09/11/lultimo-post-sul-romagnacamp-2009/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2009/09/11/lultimo-post-sul-romagnacamp-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 08:15:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Social Networking]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[barcamp]]></category>
		<category><![CDATA[marina romea]]></category>
		<category><![CDATA[Ravenna]]></category>
		<category><![CDATA[romagnacamp]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diariosemistupido.it/?p=977</guid>
		<description><![CDATA[Mi chiedono: ma un post sul RomagnaCamp non lo scrivi? A una settimana di distanza cos&#8217;altro potrei aggiungere a quanto già detto? Potrei raccontare che avevo un paio di sandali bellissimi, con la zeppa bella alta, ché gli infradito li porto già da tre mesi tutti i giorni e mi piaceva mettere qualcosa di diverso [...]


Related posts:<ol><li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/03/23/il-parmaworkcamp-2009-secondo-me/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il ParmaWorkCamp 2009 secondo me'>Il ParmaWorkCamp 2009 secondo me</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/07/04/un-po-piu-venezia-un-po-meno-camp/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Un po&#8217; più Venezia, un po&#8217; meno Camp'>Un po&#8217; più Venezia, un po&#8217; meno Camp</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/04/11/qualche-parola-sul-civiscamp-di-faenza/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Qualche parola sul CivisCamp di Faenza'>Qualche parola sul CivisCamp di Faenza</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/03/19/verso-il-parmaworkcamp-aspettative-e-speranze/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Verso il ParmaWorkCamp: aspettative e speranze'>Verso il ParmaWorkCamp: aspettative e speranze</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/05/07/il-post-sul-bel-tempo-che-fu/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il post sul bel tempo che fu'>Il post sul bel tempo che fu</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.diariosemistupido.it%2F2009%2F09%2F11%2Flultimo-post-sul-romagnacamp-2009%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.diariosemistupido.it%2F2009%2F09%2F11%2Flultimo-post-sul-romagnacamp-2009%2F&amp;source=niki1601&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p>Mi chiedono: ma un post sul RomagnaCamp non lo scrivi?</p>
<p style="text-align: justify;">A una settimana di distanza cos&#8217;altro potrei aggiungere a quanto già detto? Potrei raccontare che avevo un paio di sandali bellissimi, con la zeppa bella alta, ché gli infradito li porto già da tre mesi tutti i giorni e mi piaceva mettere qualcosa di diverso per una volta (anche se poi camminare affondando nella sabbia è stato un dramma); potrei dire del vento che mi ha fatto lacrimare gli occhi per tutto il giorno, tanto da temere che si potesse pensare che l&#8217;emozione per l&#8217;evento mi commuovesse fino alle lacrime. Potrei affrontare l&#8217;argomento foto, scrivere di come, nonostante tutto, ora riesca a farmi fotografare senza sentirmi troppo a disagio perché ci sono sempre talmente tanti fotografi ai vari camp che preoccuparmi di apparire (o non apparire) è completamente inutile e quindi terapeutico.</p>
<p style="text-align: justify;">Oppure potrei parlarne seriamente di questo camp romagnolo.<br />
Molti ritengono che la formula del barcamp sia scaduta se non defunta del tutto.  Quel che so è che in Italia le cose, tutte, tendono sempre a prendere pieghe inaspettate e del tutto ignorate altrove. Mi dicono che all&#8217;estero i camp siano diversi, seri, molto tecnici. Probabilmente è così, sono convinta sia così pure in qua, per certi ambiti, ma un RomagnaCamp del tutto &#8220;professionale&#8221; avrebbe mai potuto esserci con il mare a dieci metri? Insomma, ci sono camp e camp.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-983" title="3907129878_0ac923eaf4" src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/2009/09/3907129878_0ac923eaf4.jpg" alt="3907129878_0ac923eaf4" width="500" height="333" /><br />
Foto di<a href="http://www.flickr.com/photos/giovy/" target="_self"> Giovy</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">I contatti sono vivi, dicono. Verissimo, e credo siano la parte più importate di tutto il carrozzone. Gli speech, sì certo, l&#8217;organizzazione, sì certo, ma quello che rende un camp un camp sono le persone, la fisicità dell&#8217;incontro e degli scambi. Non è così da sempre, dopotutto? Che poi le persone abbiano voglia di parlare tra loro, di presentare idee nuove, di confrontarsi su progetti e aspettative anche in un contesto del tutto informale e (molto) rilassato è tutto valore aggiunto. Mi piace l&#8217;idea di portare la serendipità della rete &#8220;di fuori&#8221;: cominci a parlare di gatti imburrati e ti ritrovi con la possibilità di un nuovo lavoro. Certo, più che in altre occasioni molti hanno avuto l&#8217;idea che per lo più sia stato una rimpatriata tra amici, ma non era inevitabile?</p>
<p style="text-align: justify;">Per me è stata l&#8217;occasione di dare finalmente un volto a persone che fino a quel giorno avevo conosciuto e seguito solo online, di conoscerne di nuove, di passare qualche ora insieme a chi conoscevo già. Ho seguito qualche presentazione, ho imparato qualcosa che non sapevo ma la cosa più bella è stata vedere l&#8217;interesse dell&#8217;&#8221;altra gente&#8221;, quelli che pensavano di passare un normale sabato sulla spiaggia e si sono poi ritrovati con un centinaio di estranei col badge. Cercare di spiegare cosa fosse un barcamp e perché alcuni parlavano al microfono &#8211; sperando di esserci riuscita &#8211; a chi non ne sapeva niente del tutto è stata una sorta di ciliegina sulla torta.</p>
<p style="text-align: justify;">Una delle parole che preferisco in questo contesto è &#8220;contaminazioni&#8221;. Rimango sempre molto affascinata quando le idee, pur viaggiando nel caos della multidirezionalità, in qualche modo vengono trasmesse e si sviluppano, magari non lì, magari non subito, ma con buone prospettive comunque.<br />
Rimane da sciogliere il nodo delle aspettative che non sempre vengono soddisfatte o risultano soddisfatte solo in parte. Probabilmente la mia ferma intenzione di partecipare al RomagnaCamp come a una giornata di vacanza/studio (più vacanza che studio) alla fine ha pagato e dopo una settimana posso tirare le somme dicendo che è stata una giornata pienamente positiva.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.diariosemistupido.it/2009/09/11/lultimo-post-sul-romagnacamp-2009/" target="_blank"><img src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.diariosemistupido.it/2009/09/11/lultimo-post-sul-romagnacamp-2009/" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>

<p>Related posts:<ol><li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/03/23/il-parmaworkcamp-2009-secondo-me/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il ParmaWorkCamp 2009 secondo me'>Il ParmaWorkCamp 2009 secondo me</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/07/04/un-po-piu-venezia-un-po-meno-camp/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Un po&#8217; più Venezia, un po&#8217; meno Camp'>Un po&#8217; più Venezia, un po&#8217; meno Camp</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/04/11/qualche-parola-sul-civiscamp-di-faenza/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Qualche parola sul CivisCamp di Faenza'>Qualche parola sul CivisCamp di Faenza</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/03/19/verso-il-parmaworkcamp-aspettative-e-speranze/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Verso il ParmaWorkCamp: aspettative e speranze'>Verso il ParmaWorkCamp: aspettative e speranze</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/05/07/il-post-sul-bel-tempo-che-fu/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il post sul bel tempo che fu'>Il post sul bel tempo che fu</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2009/09/11/lultimo-post-sul-romagnacamp-2009/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Friendfeed, Adamo Lanna e il suo Giocone: ovvero una piccola meraviglia in rete</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2009/08/23/friendfeed-adamo-lanna-e-il-suo-giocone-ovvero-una-piccola-meraviglia-in-rete/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2009/08/23/friendfeed-adamo-lanna-e-il-suo-giocone-ovvero-una-piccola-meraviglia-in-rete/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2009 15:39:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[Social Networking]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[Adamo Lanna]]></category>
		<category><![CDATA[enigmistica]]></category>
		<category><![CDATA[friendfeed]]></category>
		<category><![CDATA[giochi]]></category>
		<category><![CDATA[giocone]]></category>
		<category><![CDATA[passatempi]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[socialnetworking]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diariosemistupido.it/?p=942</guid>
		<description><![CDATA[Vorrei raccontare questa piccola storia per due ragioni: la prima è per dare una smentita a chi pensa che internet sia il male, che venga usato per lo più per commettere illeciti e che ci ruba l&#8217;anima; la seconda è per ringraziare Adamo Lanna, che con il suo GioconeFF sta allietando l&#8217;estate a molti utenti [...]


Related posts:<ol><li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/07/21/il-problema-della-riconoscibilita-in-rete/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il problema della riconoscibilità in rete'>Il problema della riconoscibilità in rete</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/12/28/conversazioni-come-opportunita-mona-nomura/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Conversazioni come opportunità: Mona Nomura'>Conversazioni come opportunità: Mona Nomura</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/05/21/gli-egocentrici-della-rete/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Gli egocentrici della rete'>Gli egocentrici della rete</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/11/08/abbronzati-e-wop-ovvero-carinerie/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Abbronzati e wop (ovvero carinerie)'>Abbronzati e wop (ovvero carinerie)</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.diariosemistupido.it%2F2009%2F08%2F23%2Ffriendfeed-adamo-lanna-e-il-suo-giocone-ovvero-una-piccola-meraviglia-in-rete%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.diariosemistupido.it%2F2009%2F08%2F23%2Ffriendfeed-adamo-lanna-e-il-suo-giocone-ovvero-una-piccola-meraviglia-in-rete%2F&amp;source=niki1601&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;">Vorrei raccontare questa piccola storia per due ragioni: la prima è per dare una smentita a chi pensa che internet sia il male, che venga usato per lo più per commettere illeciti e che ci ruba l&#8217;anima; la seconda è per ringraziare Adamo Lanna, che con il suo <em>GioconeFF</em> sta allietando l&#8217;estate a molti utenti di <a href="http://www.friendfeed.com" target="_self">Friendfeed</a>. Mi piaceva porre l&#8217;accento sul fatto che nonostante tutto c&#8217;è ancora qualcuno che riesce a trovare il tempo per gli altri senza pretendere alcun tornaconto, che è veramente possibile fare qualcosa per niente.</p>
<p style="text-align: justify;">Di questo social network ho avuto occasione di parlare altre volte: la sua peculiare caratteristica è quella di aver creato una dimensione sociale e di relazione tra utenti al di là della condivisione dei contenuti. Discussioni quindi, conversazioni su più livelli, non solo strettamente tecniche o impegnate &#8211; anzi &#8211; ma anche di puro cazzeggio e di divertimento intelligente.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-943" title="c1a3d15ec7950045f82e65767b66d64be931b6c5" src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/2009/08/c1a3d15ec7950045f82e65767b66d64be931b6c5.jpeg" alt="c1a3d15ec7950045f82e65767b66d64be931b6c5" width="178" height="175" /><br />
Immagine di Adamo Lanna</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">In questa ultima categoria rientra il <em>GioconeFF</em> che Adamo ha ideato e regalato ai suoi &#8220;friends&#8221;. Certo Adamo è un esperto di giochi e passatempi, ha un <a href="http://timewaster.it/" target="_self">suo blog molto popolare sull&#8217;argomento</a>, ma soprattutto è una persona generosa, dotata di passione e pazienza,  si vede che si diverte facendo divertire gli altri nonostante il tempo e l&#8217;impegno dedicati a concepire nuovi giochi, seguire di persona tutti i giocatori e sistemare via via il regolamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Non bisogna fare l&#8217;errore di pensare, comunque, che questo sia come uno dei tanti (non tutti, per fortuna)  che si trovano su Facebook: no, il <em>Giocone</em> richiede una combinazione di abilità, logica, pazienza, memoria e fortuna (e un po&#8217; di tempo da spendere). Si va dall&#8217;enigmistica classica, al colpo d&#8217;occhio, ai giochi di carte e chissà cos&#8217;altro inventerà di nuovo Adamo per i prossimi livelli. Ho detto che il tutto non costa assolutamente nulla? Basta essere avere un account su Friendfeed per poter partecipare e mettersi alla prova.</p>
<p style="text-align: justify;">Un piccolo consiglio: una volta iscritti al suo feed, non si può non seguirlo nelle sue <a href="http://friendfeed.com/cronache-di-parmia" target="_self"><em>Cronache di Parmia</em></a>, dove si incontrano personaggi reali di piccole storie di pura poesia, e leggerlo nell&#8217;altro suo blog personale,<a href="http://acomeadamo.it/" target="_self"> A come Adamo</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie Adamo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Post scriptum</strong>: per chi non lo avesse notato, sul blog <a href="http://acomeadamo.it/" target="_self">A come Adamo</a>, in alto a destra, c&#8217;è il pulsante per poter effettuare delle donazioni. Ecco, magari un pensiero in questo senso non sarebbe male: l&#8217;impegno e la qualità dei contenuti andrebbero sempre ricompensati.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.diariosemistupido.it/2009/08/23/friendfeed-adamo-lanna-e-il-suo-giocone-ovvero-una-piccola-meraviglia-in-rete/" target="_blank"><img src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.diariosemistupido.it/2009/08/23/friendfeed-adamo-lanna-e-il-suo-giocone-ovvero-una-piccola-meraviglia-in-rete/" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>

<p>Related posts:<ol><li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/07/21/il-problema-della-riconoscibilita-in-rete/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il problema della riconoscibilità in rete'>Il problema della riconoscibilità in rete</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/12/28/conversazioni-come-opportunita-mona-nomura/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Conversazioni come opportunità: Mona Nomura'>Conversazioni come opportunità: Mona Nomura</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/05/21/gli-egocentrici-della-rete/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Gli egocentrici della rete'>Gli egocentrici della rete</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/11/08/abbronzati-e-wop-ovvero-carinerie/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Abbronzati e wop (ovvero carinerie)'>Abbronzati e wop (ovvero carinerie)</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2009/08/23/friendfeed-adamo-lanna-e-il-suo-giocone-ovvero-una-piccola-meraviglia-in-rete/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La sottile arte di scegliersi i contatti su Facebook</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2009/08/16/la-sottile-arte-di-scegliersi-i-contatti-su-facebook/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2009/08/16/la-sottile-arte-di-scegliersi-i-contatti-su-facebook/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2009 20:04:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Social Networking]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diariosemistupido.it/?p=930</guid>
		<description><![CDATA[Doveva succedere prima o poi. Questa mattina ho bloccato uno dei miei contatti su Facebook. Non è che mi abbia dato fastidio la pubblicazione di foto scaricate da qualche sito porno, con tanto di vagine aperte in primo piano, quanto il suo voler associare quel tipo di immagine e di concetto alle &#8220;donne normali&#8221;. Prima [...]


Related posts:<ol><li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/09/28/arte-libri-e-strani-personaggi/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Arte, libri e strani personaggi'>Arte, libri e strani personaggi</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/12/28/conversazioni-come-opportunita-mona-nomura/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Conversazioni come opportunità: Mona Nomura'>Conversazioni come opportunità: Mona Nomura</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/07/21/il-problema-della-riconoscibilita-in-rete/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il problema della riconoscibilità in rete'>Il problema della riconoscibilità in rete</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.diariosemistupido.it%2F2009%2F08%2F16%2Fla-sottile-arte-di-scegliersi-i-contatti-su-facebook%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.diariosemistupido.it%2F2009%2F08%2F16%2Fla-sottile-arte-di-scegliersi-i-contatti-su-facebook%2F&amp;source=niki1601&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;">Doveva succedere prima o poi.<br />
Questa mattina ho bloccato uno dei miei contatti su Facebook. Non è che mi abbia dato fastidio la pubblicazione di foto scaricate da qualche sito porno, con tanto di vagine aperte in primo piano, quanto il suo voler associare quel tipo di immagine e di concetto alle &#8220;donne normali&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di bloccarlo ho lasciato un messaggio sulla sua bacheca (pubblica), dicendogli che non tutte si identificano in quel modello, non tutte smaniano per essere considerate cose e non persone e che, soprattutto, certe immagini non solo potevano risultare offensive ma che erano del tutto fuori contesto (e naturalmente anche contro i termini di utilizzo di Facebook).</p>
<p style="text-align: justify;">Prescindendo dalla risposta che ho ricevuto, questo episodio mi ha fatto pensare che un aspetto forse trascurato dell&#8217;attività social &#8211; su Facebook specialmente &#8211; è quello della scelta dei contatti da aggiungere alla propria rete. Insomma, il vecchio adagio &#8220;dimmi con chi vai e ti dirò chi sei&#8221; non potrebbe essere più attuale.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-933" title="47205258_c4ecf57109" src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/2009/08/47205258_c4ecf57109.jpg" alt="47205258_c4ecf57109" width="469" height="500" /><br />
Immagine di <a href="http://www.flickr.com/photos/cobalt/" target="_self">Cobalt123</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Sono stata incauta, lo ammetto. L&#8217;utente bloccato non faceva parte della mia rete abituale di frequentazioni, non proveniva dagli altri servizi di social networking ai quali sono iscritta, non lo conoscevo di persona. Avevo accettato la sua richiesta di contatto perché aveva un profilo abbastanza neutro e non andava contro quelle che sono le regole che mi sono data per aggiungere nuove persone alla mia pagina. Non avevo esaminato altro e questo è stato un errore.<br />
Probabilmente se lo avessi fatto avrei visto che ci sono alcune cose che lo interessano particolarmente, come collezionare contatti esclusivamente femminili in altri social network, scrivere di pornografia, cercare un certo tipo di esperienze, ossia esattamente ciò che non mi è mai interessato di trovare in rete.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, quello che mi preme sottolineare è che quel tipo di persona nella mia vita di tutti i giorni non l&#8217;avrei frequentata e che quindi non avevo motivo di aggiungerla su Facebook.</p>
<p style="text-align: justify;">So che per molti questo mia atteggiamento potrebbe sembrare esagerato e un filino paranoico. Niente di tutto questo, è che la reputazione in rete è una cosa importante, soprattutto quando ci si opera con nome e cognome e quando non c&#8217;è una reale distinzione tra vita &#8220;di carne&#8221; e vita virtuale.<br />
Non mi interessa collezionare contatti solo per far crescere il relativo contatore; mi interessano le persone in quanto tali se posso avere con loro motivo di condivisione di idee, di esperienze, di vita vissuta, di future opportunità. Non frequenterei mai chi dovesse appartenere ad associazioni neonaziste o chi propugnasse il rogo per i Rom o la discriminazione per gli omosessuali, ad esempio. Non mi interessa essere accomunata a pornografi manifesti e morbosi, nemmeno se mascherati da pseudo intellettuali difensori del libero pensiero; litigherei con chi mi considerasse solo come un oggetto e non come soggetto pensante.</p>
<p style="text-align: justify;">E questo anche per quanto riguarda Facebook.</p>
<p style="text-align: justify;">La nostra reputazione di cittadini della rete non dipende quindi solo dalle nostre azioni in questo contesto, ma anche dalle frequentazioni che si hanno.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.diariosemistupido.it/2009/08/16/la-sottile-arte-di-scegliersi-i-contatti-su-facebook/" target="_blank"><img src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.diariosemistupido.it/2009/08/16/la-sottile-arte-di-scegliersi-i-contatti-su-facebook/" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>

<p>Related posts:<ol><li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/09/28/arte-libri-e-strani-personaggi/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Arte, libri e strani personaggi'>Arte, libri e strani personaggi</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/12/28/conversazioni-come-opportunita-mona-nomura/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Conversazioni come opportunità: Mona Nomura'>Conversazioni come opportunità: Mona Nomura</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/07/21/il-problema-della-riconoscibilita-in-rete/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il problema della riconoscibilità in rete'>Il problema della riconoscibilità in rete</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2009/08/16/la-sottile-arte-di-scegliersi-i-contatti-su-facebook/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>16</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A cercare il Ruyi a Venezia di notte</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2009/08/03/a-cercare-il-ruyi-a-venezia-di-notte/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2009/08/03/a-cercare-il-ruyi-a-venezia-di-notte/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 11:11:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Social Networking]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[amici]]></category>
		<category><![CDATA[aNobii]]></category>
		<category><![CDATA[ruyi]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>
		<category><![CDATA[whaiwhai]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diariosemistupido.it/?p=904</guid>
		<description><![CDATA[Un paio di anni fa, nel breve periodo in cui questo blog era localizzato altrove, scrissi un piccola cosa su Venezia. Dicevo allora &#8220;...nessuna sensazione che non fosse il normale stupore che provo ogni volta al cospetto di questa città. Sono secoli che Venezia è così: la stessa gente, le stesse voci, lo stesso movimento. [...]


Related posts:<ol><li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/07/07/dopotutto-ancora-venezia/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Dopotutto, ancora Venezia'>Dopotutto, ancora Venezia</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/07/04/un-po-piu-venezia-un-po-meno-camp/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Un po&#8217; più Venezia, un po&#8217; meno Camp'>Un po&#8217; più Venezia, un po&#8217; meno Camp</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/10/13/una-notte-tiepida-dottobre-tra-oro-libri-e-last-minute-market/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Una notte tiepida d&#8217;ottobre tra oro, libri e Last Minute Market'>Una notte tiepida d&#8217;ottobre tra oro, libri e Last Minute Market</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/04/23/25-aprile-schegge-di-liberazione-resistenza-e-voci-di-memoria/' rel='bookmark' title='Permanent Link: 25 aprile, Schegge di Liberazione, Resistenza e Voci di memoria'>25 aprile, Schegge di Liberazione, Resistenza e Voci di memoria</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/09/14/anobii-quando-pubblicita-non-fa-rima-con-comunita/' rel='bookmark' title='Permanent Link: aNobii: quando pubblicità non fa rima con comunità'>aNobii: quando pubblicità non fa rima con comunità</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.diariosemistupido.it%2F2009%2F08%2F03%2Fa-cercare-il-ruyi-a-venezia-di-notte%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.diariosemistupido.it%2F2009%2F08%2F03%2Fa-cercare-il-ruyi-a-venezia-di-notte%2F&amp;source=niki1601&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;">Un paio di anni fa, nel breve periodo in cui questo blog era localizzato altrove, scrissi un piccola cosa su Venezia.</p>
<p style="text-align: justify;">Dicevo allora &#8220;.<em>..nessuna sensazione che non fosse il normale stupore che provo ogni volta al cospetto di questa città. Sono secoli che Venezia è così: la stessa gente, le stesse voci, lo stesso movimento.<br />
I canali fangosi, i rifiuti negli angoli, l&#8217;odore forte della decadenza. I mercanti e i compratori, popoli d&#8217;oriente e d&#8217;occidente.<br />
Venezia è una città di fantasmi. Si mescolano ai turisti, camminano con loro per le calli, si aggrappano ai muri umidi con i polpastrelli scarni. Forse è per questo che è rimasta uguale a se stessa per così tanto tempo.<br />
Venezia è fedele, non cede ai secoli che passano. Il tempo è inesorabile per ogni condizione umana, ma non per questa città che respira la stessa aria del passato. Se si ascolta attentamente, se si spiano gli angoli nascosti con la coda dell&#8217;occhio, è ancora possibile vedere le cortigiane, gli schiavi scalzi nel fango, i dottori della peste con il becco bianco e il mantello nero, i mercanti coperti di broccati. Sono ancora tutti lì. Nei rari momenti di silenzio, se si sentono risuonare dei passi, sono i loro. Se si apre lo sguardo, se si guarda lontano, al di là del primo ponte, non è quella che il Canaletto vide e dipinse?<br />
Per questo mi affascina così tanto: in nessun altro luogo presente e passato si toccano fino a creare un tempo proprio, una quinta dimensione fatta di riflessi che si perdono nell&#8217;acqua. I volti che ci si specchiano non sono solo i nostri, ma anche i loro.</em>&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante il tono un po&#8217; aulico del mio vecchio post, non ho cambiato opinione. A Venezia ho sempre quella sensazione di straniamento che mi porta a divagare sul passato.  Quasi che la città fosse permeata da un qualcosa che per forza mi fa dimenticare  la massa dei turisti sudati, i ratti che passeggiano sulle banchine, il rumore di sottofondo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-910" title="3781872444_7e559750d8" src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/2009/08/3781872444_7e559750d8.jpg" alt="3781872444_7e559750d8" width="500" height="375" /></p>
<p style="text-align: center;">Foto di <a href="http://www.flickr.com/people/12049446@N00/" target="_self">Astridula</a></p>
<p style="text-align: justify;">Non è per caso quindi che sabato scorso ho partecipato ad una bellissima riunione notturna tra amici a Venezia. Il tutto è partito come <a href="http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=52537#new_thread" target="_self">uno dei tanti raduni che si organizzano su aNobii</a>, comunità online di lettori e appassionati di libri &#8211; e di amici, per quanto mi riguarda -, ma questo nello specifico aveva per oggetto una caccia al tesoro, quella al Ruyi, fantomatico scettro portato in occidente da Marco Polo.</p>
<p style="text-align: justify;">La caccia al Ruyi è ben più di un gioco dove storia e fantasia si mescolano: è un modo per scoprire i segreti di una città, per guardarla con occhi diversi, per non essere semplici turisti ma curiosi visitatori. Soprattutto significa meravigliarsi di continuo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <a href="http://www.whaiwhai.com/index.php" target="_self">Whaiwhai</a>, piattaforma della quale fa anche parte la ricerca del Ruyi è in definitiva una storia interattiva.  Si ripercorrono giocando luoghi, episodi, personaggi antichi e spesso sconosciuti di una città. Attraverso la risoluzione di enigmi e misteri e la caccia ad indizi nascosti si entra nel vivo nelle sue leggende, si percorrono sentieri poco battuti, si diventa protagonisti di una scoperta &#8220;viva&#8221;.  Insomma, in questo caso la X indica sempre il punto dove è nascosto un tesoro.</p>
<p style="text-align: justify;">È naturalmente un gioco dove la tecnologia è coinvolta, ma non in maniera esasperata; occorrono un cellulare normale, anche vecchio, che sia in grado di mandare e ricevere sms e un piccolo investimento ( 27 euro) per l&#8217;acquisto del quaderno di gioco. Solo questo per un vero viaggio nel tempo. È stata questa la sensazione che mi ha accompagnato per tutta la notte sabato scorso a Venezia: una città completamente fuori da ogni riferimento temporale, diversa da quella solita. Ho percorso calli dove i turisti non passano mai, ascoltato il silenzio,  sperimentato lo strano sortilegio di certi luoghi (provate a sostare in Corte Nova alle tre di notte), imparato cose che non sapevo prima e ho avuto solo per me una piazza S. Marco completamente deserta. Anche questa è una vera magia.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, dopo due giorni, ricomincerei d&#8217;accapo, subito. E non solo di nuovo a Venezia, ma anche a Roma, Firenze e Verona, le città dove per il momento è possibile giocare a Whaiwhai.<br />
Il gioco ha anche dei piacevoli effetti collaterali (almeno per me): la voglia di saperne ancora di più, di leggere altre storie e quindi di comprare libri sulla località che vado via via scoprendo. È una risorsa interessante anche per gli insegnanti, tanto è vero che nel sito del Whaiwhai c&#8217;è una sezione interamente dedicata a loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ogni informazione <a href="http://www.whaiwhai.com/index.php" target="_self">www.whaiwhai.com</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.diariosemistupido.it/2009/08/03/a-cercare-il-ruyi-a-venezia-di-notte/" target="_blank"><img src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.diariosemistupido.it/2009/08/03/a-cercare-il-ruyi-a-venezia-di-notte/" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>

<p>Related posts:<ol><li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/07/07/dopotutto-ancora-venezia/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Dopotutto, ancora Venezia'>Dopotutto, ancora Venezia</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/07/04/un-po-piu-venezia-un-po-meno-camp/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Un po&#8217; più Venezia, un po&#8217; meno Camp'>Un po&#8217; più Venezia, un po&#8217; meno Camp</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/10/13/una-notte-tiepida-dottobre-tra-oro-libri-e-last-minute-market/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Una notte tiepida d&#8217;ottobre tra oro, libri e Last Minute Market'>Una notte tiepida d&#8217;ottobre tra oro, libri e Last Minute Market</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/04/23/25-aprile-schegge-di-liberazione-resistenza-e-voci-di-memoria/' rel='bookmark' title='Permanent Link: 25 aprile, Schegge di Liberazione, Resistenza e Voci di memoria'>25 aprile, Schegge di Liberazione, Resistenza e Voci di memoria</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/09/14/anobii-quando-pubblicita-non-fa-rima-con-comunita/' rel='bookmark' title='Permanent Link: aNobii: quando pubblicità non fa rima con comunità'>aNobii: quando pubblicità non fa rima con comunità</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2009/08/03/a-cercare-il-ruyi-a-venezia-di-notte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
