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A proposito di WVeltroni

Non ho ben compreso una cosa: per quale motivo nella pagina Twitter di WVeltroni campeggia una bella foto di Barack Obama? Posso capire che questo sia il felice ideatore della nuova politica del Yes We Can (niente di veramente nuovo comunque, J. F. K. era stato in grado di fare altrettanto alla fine degli anni ’50), posso capire il parallelismo tra i due modi di fare politica, posso capire che WVeltroni ne sia stato ispirato anche per quanto riguarda l’uso della rete e del social networking, ma perché non metterci una foto sua?

Personalmente non apprezzo molto questo continuo rimando all’altro lato dell’oceano. Meglio concentrarsi sul qui, ora e sul prossimo aprile. Perché al di là di ogni similitudine di ideologie o di idee, Obama non deve risolvere i problemi della politica italiana, la monnezza di Napoli, la moratoria sulla 194, il precariato, la sicurezza sul lavoro (solo per citare qualcosa a caso). Qui, più che bisogno di credere nella nostra abilità di portare un reale cambiamento a Roma (tanto per parafrasare il motto sulla homepage di Obama) c’è bisogno, prima di tutto, di un recupero di sobrietà, coerenza, giustizia e laicità da parte di chi è chiamato a governarci. Mettendoci la faccia, anche su Twitter.

I cinguettii della politica

La cosa che ho apprezzato da parte di Veltroni, subito dopo la decisione di far correre il Partito Democratico da solo alle prossime elezioni, è stata quella di mandare De Mita a fare l’ottuagenario che è.

Il suddetto De Mita si è sentito insultato. Ora bisognerebbe indagare per quali recondite ragioni una persona mediamente normale dovrebbe sentirsi insultata se le viene ricordata la bella età che ha raggiunto (che siano altri i veri motivi?), ritengo che il suo allontanamento sia stato un gesto significativo. Lo è anche di più se si considera che potrebbe risultare non proprio conveniente dal punto di vista strategico vista la regione di provenienza di questo escluso eccellente. E’ stata un’azione di rottura nessaria e utile a lanciare un messaggio forte, qualcosa di nuovo, un liberarsi di certe ragnatele e da certe facce. Di fare politica in un modo diverso – finalmente.

La politica in Italia necessita di questo: azioni concrete. Ha bisogno di avvicinarsi alla gente, a chi è al di fuori dei meccanismi del potere costituito e consolidato, deve liberarsi della spocchia di chi vuol morire facendo comizi e percorrere i sentieri ancora poco battuti dei nuovi mezzi di comunicazione. Non è tanto voler copiare il modello americano, ma capire che il linguaggio è cambiato. Il Partito Democratico ha compreso le potenzialità di certi territori finora inesplorati nel nostro Paese. Dice Walter Veltroni su Twitter: “Contento per l’accordo raggiunto con i radicali. Dispiace che Ciriaco esprima quei giudizi. Ma a tutto c’è un limite, serve credibilità”. Credibilità.
Sarà per questo che nella realtà parallela del web 2.0 Veltroni e’ nettamente avanti a Berlusconi? Veltroni fa community, Berlusconi fa portale. Come ci sarebbe stato Ciriaco De Mita su Twitter?

Detto questo, trovo abbastanza offensivo per la mia intelligenza di cittadino italiano votante l’atteggiamento di De Mita. Non è che sia una figura di puro candore della nostra storia politica recente. Quello che aveva da dire ha avuto modo di esprimerlo in questi ultimi 45 anni anni. Non credo gli sia andata poi tanto male. Altro che cinismo. E d’altro canto, come affermato da Veltroni ”…l’impegno politico non è legato alle candidature”. Sennò che ci staremmo a fare in quasi 11.500 iscritti nella web communiy del PD?

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