- 26 febbraio 2008
- Politica
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Non ho ben compreso una cosa: per quale motivo nella pagina Twitter di WVeltroni campeggia una bella foto di Barack Obama? Posso capire che questo sia il felice ideatore della nuova politica del Yes We Can (niente di veramente nuovo comunque, J. F. K. era stato in grado di fare altrettanto alla fine degli anni ’50), posso capire il parallelismo tra i due modi di fare politica, posso capire che WVeltroni ne sia stato ispirato anche per quanto riguarda l’uso della rete e del social networking, ma perché non metterci una foto sua?
Personalmente non apprezzo molto questo continuo rimando all’altro lato dell’oceano. Meglio concentrarsi sul qui, ora e sul prossimo aprile. Perché al di là di ogni similitudine di ideologie o di idee, Obama non deve risolvere i problemi della politica italiana, la monnezza di Napoli, la moratoria sulla 194, il precariato, la sicurezza sul lavoro (solo per citare qualcosa a caso). Qui, più che bisogno di credere nella nostra abilità di portare un reale cambiamento a Roma (tanto per parafrasare il motto sulla homepage di Obama) c’è bisogno, prima di tutto, di un recupero di sobrietà, coerenza, giustizia e laicità da parte di chi è chiamato a governarci. Mettendoci la faccia, anche su Twitter.









