In questi giorni sto seguendo con molto interesse il dibattito(*) che si è sviluppato attorno all’articolo di Susanna Tamaro sul femminismo che il Corriere ha pubblicato qualche giorno fa. Non ho molta simpatia per la Tamaro, nemmeno la amo particolarmente come scrittrice e il suo articolo non ha fatto altro che confermare l’idea che a [...]
- Federì,
- Simone Biagiotti,
- Alessandro Di Nicola,
- Fatacarabina,
- simple,
- Giovy
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Bel post, Niki... e magari sarebbe interessante se si accendesse una discussione costruttiva al riguardo, invece degli inutili flame quotidiani. :)
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Va be' io ho detto la mia, magari altri non saranno d'accordo, vedremo :)
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(mi sono permessa di riportare un passaggio sul tumblr)
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Ma grazie simple :)
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@Niki. ho letto. sono d'accordo con te al 100% (andrò, però, più+ tardi a leggere anche l'intervento della Tamaro, poi, eventualmente, mi riservo di ricommentare). solo una domanda: da chi sono educate le ragazze (e i ragazzi) di oggi? per il 98% da donne. questa è la riflessione che più mi agghiaccia. le donne (a partire dalla mia generazione) perpetuano un modello di educazione inizio '900. (ora faccio questa affermazione in modo secco perchè sta finendo il mio spostamento in treno e devo spegnere, ma, per qualcuno, risultasse incomprensibile, argomenterò)
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Io credo, e lo ha detto molto meglio di me chi ha risposto a S.Tamaro sul Corriere, che gli errori sono stati fatti da più parti, l'ho anche sritto. Sono d'accordo però con Barbara Mapelli quando dice "Forse non sa l’autrice dell’articolo che la nostra scuola è l’unica in Europa a non avere mai avuto programmi che prevedano istituzionalmente l’educazione sessuale, fatta solo in poche scuole grazie all’iniziativa di alcune insegnanti, molto spesso, in realtà, le stesse donne che hanno partecipato negli anni ’70 al Movimento. Ma, nonostante questo e le altre carenze del nostro sistema educativo, non solo scolastico, che non aiuta le difficili crescite di ragazze e ragazzi nel contemporaneo, le giovani donne non sono certo solo quelle che descrive Tamaro. Un esercito di piccole Barbie tutte uguali". Quando si parla di "modelli educativi" è vero che si fa riferimento ai genitori in prima istanza, ma poi viene la scuola, e su tutto - e questi sono veramente importanti - gli altri segnali, quelli che vengono dalla televisione ad...
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(@Niki, volevo leggere anche i commenti ma non riesco a trovarli. per cortesia mi metti il link? merci)
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lasacco, intendi le risposte all'articolo? Ci sono tutti i link in fondo al mio post, con i nomi di chi ha risposto.
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ecco, sì, la fretta (per non dire altro) ... leggo
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provo ad articolare meglio il mio pensiero di prima. premetto che non conosco a fondo il movimento femminista quindi non mi permetto di dire alcunchè. parlo di me. sono una figlia del boom degli anni '60. mia madre è rimasta vedova a 33 anni con 3 figlie piccole a carico. era casalinga, si è cercata un lavoro e si è data da fare. non era una femminista ma una donna e così ci ha educate (più con l'esempio che con le parole) insegnandoci il rispetto, l'onestà e a usare la nostra testa. sono cresciuta libera e indipendente: sì, hai ragione tu: la strada per me l'aveva già spianata qualcun'altra. fino a qualche tempo fa ero allergica ai discorsi di pari opportunità, quote rosa e via dicendo. mi arrabbiavo perché le donne erano sempre abbinate ai disabili (anche nei bagni pubblici!) - continua
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poi ho superato i 40anni, ho avuto due figli, ho scelto di abitare in montagna e mi sono dovuta licenziare perché dove vivevo non c'erano servizi adeguati (evoluto nord ovest) e noi eravamo lontani da tutti i parenti (io avevo un lavoro retribuito in modo minore e "meno prestigioso"). ho iniziato a vedere le cose in modo diverso. condivido moltissimo di quanto scritto nelle repliche alla Tamaro: c'è molta più consapevolezza e libertà di quello che dice lei. ma c'è anche moltissima strada ancora da fare. sì, è come se un percorso si fosse interrotto a metà - continua
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per non scrivere un romanzo, riprendo solo quanto ho espresso sinteticamente prima. intorno a me vedo moltissime donne che ripropongono modelli e ruoli femminili pre femminismo e mi chiedo perché. per esempio, perché le donne, quando vanno al potere - sia in politica sia nelle aziende- (certo non sempre e non tutte. ci sono anche molti casi eccellenti) si adeguano alle logiche di produzione/uso del tempo maschili e non cercano di cambiare la situazione? qualche anno fa sono andata in Basilicata (terra del mio compagno e che amo) e ho notato che nelle famiglie con cui venivo a contatto i maschi erano educati alla vita fuori casa e, in un certo senso, senza assumersi responsabilità (non si pretendeva, per esempio, che contribuissero alla manutenzione domestica) mentre alle figlie femmine era richiesto di impegnarsi in casa (oltre, che nell'eventuale studio/lavoro) e, se possibile, pure contribuire economicamente - continua
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esposi queste considerazioni ad una ragazza di 22 anni sottolineando come mi sembrava che i maschi fossero trattati quasi da idioti incapaci, mentre alle femmine si chiedevano notevoli sacrifici e lei mi rispose: bè, ma se io e mio fratello siamo in casa contemporaneamente, io gli rifaccio il letto e cucino per lui. è normale". e io mi chiedo perché? (poi mi do' anche delle risposte, ma in un altro post, magari) ecco, a casa mia il 9enne rifà spesso il letto e riordina la stanza alla 7enne e guardondoli mi dico che forse qualche speranza c'è (oltre a quella di emigrare in Svezia, per esempio).
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Una tesi (quella della Tamaro) decisamente tirata per i capelli. Sarebbe come rimpiangere il fascismo perchè la democrazia non ha realizzato il Nirvana in terra. A me sembra lampante che le ragazzine di oggi (pur tra tutti i limiti e le pressioni che la società dei consumi riversa sugli adolescenti) siano più libere di quelle degli anni 50. Chi afferma il contrario è in malafede.
Ne avevo parlato nel post dedicato all’8 marzo di questa iniziativa di Collettivovoci. Le letture stanno continuando anche in questi giorni, con un respiro più ampio di quello concesso da un’unica data simbolica. La mia è qui. Ho scelto questo brano perché è un pugno nello stomaco. Leggerlo non è stato semplice perché parla di [...]
Continua a leggere Ancora le voci delle donne: una mia lettura da “I monologhi della vagina”
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Dove spiego i perché di una scelta.
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ammetto che non conoscevo la storia delle donne di Juárez e apprezzo ancora di più la tua scelta. e ancora una volta ti ringrazio per non farmi ignorare. anche se è davvero terribile
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Grazie a te lasacco. La storia delle donne di Juárez non è molto nota, in effetti. Terminata la lettura mi è venuto il dubbio che molti non sapessero veramente di cosa stessi parlando, e così ho pensato di spiegare un po'.
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Niki, in effetti la seconda parte della lettura mi aveva "incuriosito" (non riesco a trovare un altro termine, scusa) e cedo che sarei andata a cercare. mi hai facilitato la ricerca
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lasacco, se ti capita guarda il film che ho segnalato, è un buon inizio. Tra l'altro Jennifer Lopez ha vinto il premio di Amnesty International al Festival di Berlino del 2007 per questo film.
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grazie niki
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Grazie a te Gino :)
Ho preso ad odiare questa giornata, lo dico a chiare lettere. Ogni anno spero sia l’ultimo, che non ce ne sia più bisogno di avere una giornata dedicata alle donne. Al contrario, mi piacerebbe che ci fossero 365 giorni dedicati alla Persona. Un bel sogno. Mi dispiace molto, e mi fa anche vagamente imbestialire, quando [...]
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sottoscrivo in pieno. grazie per dirlo molto meglio di me!
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Alla fine dei conti non è una giornata allegra. Grazie a te lasacco.
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No, non è una giornata allegra, vista la sua origine. Però proprio per questo, secondo me, è l'occasione per ricordare tutte le donne che con fatica, coraggio, costanza, fierezza, sofferenza e serietà sono diventate -in vari campi- motivo d'orgoglio per l'umanità, senza rinunciare mai al loro essere donne. E pensando a loro, ci si sente più forti; sono uno stimolo ad andare avanti, a migliorarsi, a non aver paura.
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mi piace. Anche io ho detto la mia:)
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mitì tesora :) io la vedo un po' fuori tempo sai? e parlo della festa, non delle motivazioni sottese, sia chiaro. Questo è il senso che ho dato al mio post/riflessione.
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A me, che vivo una vita da uomo dall'età dell'asilo in poi, queste parole fanno bene, molto bene. Che se ne accorgano le signorine tutte tacchi e ticchettio. Grazie.
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"signorine tutte tacchi e ticchettio" è una figura che presumibilmente userò, in futuro. grazie. :)
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Grazie a tutti :) Fairy, è proprio quello che intendevo: una delle cose più odiose è quella di voler chiuderci all'interno di ruoli che spesso non accettiamo per libera scelta, ma per una imposizione (culturale, psicologica, ecc.) Quando si può scegliere invece, va bene tutto perché siamo in grado di fare tutto: lavori tradizionalmente maschili (ma non è detto che le tradizioni non possano essere cambiate) e camminare sui tacchi quando ce n'è l'occasione. :)
Anni fa mi capitò di leggere su un settimanale femminile la lettera di una lettrice. La ricordo ancora dopo tanto tempo perché non mi è mai più successo di percepire così tanto dolore e solitudine attraverso parole stampate. Lei era una donna giovane, forse solo qualche anno in più di me allora. Una donna in [...]
Negli ultimi giorni ho pensato a un libro letto qualche tempo fa. La fascetta lo pubblicizzava come una rivelazione nel romanzo erotico islamico, o qualcosa del genere. In realtà non è che fosse questo gran che. “La prova del miele” non era un libro erotico, l’intreccio debole, insomma un altro di quei libri furbetti che [...]


