﻿<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Diario Semistupido &#187; internet</title>
	<atom:link href="http://www.diariosemistupido.it/tag/internet/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.diariosemistupido.it</link>
	<description>Discorsi, pensieri, esperienze, persone, senza pretese di apparire intelligente per forza.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 03 Nov 2011 20:09:03 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Rovesci televisivi</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2010/03/18/rovesci-televisivi/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2010/03/18/rovesci-televisivi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 07:48:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacoli e televisione]]></category>
		<category><![CDATA[conversazioni]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[televisone]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diariosemistupido.it/?p=1436</guid>
		<description><![CDATA[Ormai ho capito che il mondo si divide in due grandi categorie: chi ritiene fondamentale guardare la TV e chi no. La cosa non sarebbe degna di nota se non fosse che sovente i primi tendono ad affibbiare ai secondi tutta una serie di etichette che va dal fighetto-finto-intellettuale al vagamente-rincitrullito-che-non-sai-nemmeno-chi-ha-vinto-il Grande-Fratello. Vai a spiegare
Nessun post simile]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ormai ho capito che il mondo si divide in due grandi categorie: chi ritiene fondamentale guardare la TV e chi no.<br />
La cosa non sarebbe degna di nota se non fosse che sovente i primi tendono ad affibbiare ai secondi tutta una serie di etichette che va dal fighetto-finto-intellettuale al vagamente-rincitrullito-che-non-sai-nemmeno-chi-ha-vinto-il Grande-Fratello.</p>
<p style="text-align: justify;">Vai a spiegare loro che la TV, almeno quella generalista (non ho l&#8217;abbonamento a Sky), ti annoia in quanto completamente inutile. Che se non fosse per qualche film la sera ogni tanto starebbe spenta per mesi interi. Che esiste una alternativa ai telegiornali fatti così (genericamente parlando).<br />
Che quelle trasmissioni belle e importanti per approfondimento non ce la fai più a guardarle perché ti fanno stare male. I vari Ballarò e Anno Zero ti causano versamento di bile alternati ad attacchi d&#8217;ansia; le inchieste di Report e di Riccardo Iacona, giornalista di straordinarie bravura e delicatezza, ti buttano in uno stato di prostrazione profonda con conseguenti crisi d&#8217;insonnia. Tolto poco altro in onda ad orari impossibili per chi lavora, il resto è solo blabla di sottofondo. Insomma, che si può vivere bene anche senza la maggior parte di quanto viene trasmesso.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1438" href="http://www.diariosemistupido.it/2010/03/18/rovesci-televisivi/throw_away_your_television_by_sparklystardust/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1438" title="Throw_away_your_television_by_sparklystardust" src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/2010/03/Throw_away_your_television_by_sparklystardust.jpg" alt="" width="451" height="256" /></a><br />
Foto di <a href="http://fav.me/dnzu0g" target="_self">~sparklystardust</a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ma tu stai su internet e internet è lo stesso della tv&#8221;. Me lo hanno detto l&#8217;altro giorno.<br />
Mi chiedo se questa sia una percezione diffusa.<br />
Forse dipenderà dal fatto che sempre di più un monitor si identifica con un apparecchio televisivo &#8211; e viceversa &#8211; e per chi osserva da fuori tutta questa differenza non c&#8217;è, ma è una posizione questa che  sottintende non solo che &#8220;internet&#8221; sia del tutto superfluo, ma che, in quanto superfluo, se ne possa fare a meno.</p>
<p style="text-align: justify;">Intendiamoci, non è che io sia contro la TV tout court, è che avendo visto un po&#8217; come funziona all&#8217;estero quella di casa nostra mi pare quasi senza qualità. In poche parole, il mio ideale sarebbe più Discovery Channel e meno Italia1, con un tocco di BBC qua e là, almeno per quella di Stato.<br />
E, aggiungerei, meno editti bulgari e più pragmatismo anglosassone.</p>
<p style="text-align: justify;">A proposito di TV di Stato: trovo piuttosto avvilente che a casa nostra vengano acquistati programmi prodotti da quelle degli altri Paesi perché vengano poi ritrasmessi qui dai canali a pagamento; che si importino format su format e non se ne esporti nemmeno uno.<br />
C&#8217;è da rifletterci su, non è vero?</p>
<p>Nessun post simile</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2010/03/18/rovesci-televisivi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sempre più piccolo, sempre meno libero</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2009/02/23/sempre-piu-piccolo-sempre-meno-libero/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2009/02/23/sempre-piu-piccolo-sempre-meno-libero/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 09:59:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[diritti d'autore]]></category>
		<category><![CDATA[Gordon Brown]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[leggi]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di espressione]]></category>
		<category><![CDATA[libertà individuale]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Zelanda]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Proteste]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
		<category><![CDATA[UK]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diariosemistupido.it/?p=541</guid>
		<description><![CDATA[Mi pare che negli ultimi mesi le cose stiano volgendo decisamente al peggio per quanto concerne le libertà individuali e di espressione. Non è solo per via dell&#8217;aria pessima che si respira in Italia di questi tempi, ma per una specie di virata generale anche da parte di quei paesi che hanno sempre fatto della
Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/07/19/facciamo-sempre-la-differenza/' rel='bookmark' title='Facciamo sempre la differenza'>Facciamo sempre la differenza</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/08/18/mi-fanno-paura/' rel='bookmark' title='Mi fanno paura'>Mi fanno paura</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/12/17/rete-libera-tutti/' rel='bookmark' title='Rete libera tutti'>Rete libera tutti</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/11/25/ce-sempre-piu-bisogno-di-una-giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne/' rel='bookmark' title='C&#8217;è sempre più bisogno di una Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne'>C&#8217;è sempre più bisogno di una Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/07/14/oggi-alzo-la-voce-e-non-sciopero-contro-il-decreto-alfano/' rel='bookmark' title='Oggi alzo la voce (e non sciopero) contro il decreto Alfano'>Oggi alzo la voce (e non sciopero) contro il decreto Alfano</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mi pare che negli ultimi mesi le cose stiano volgendo decisamente al peggio per quanto concerne le libertà individuali e di espressione.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è solo per via dell&#8217;<a href="http://punto-informatico.it/2543670/PI/News/italia-liberta-filtrate.aspx" target="_blank">aria pessima</a> che si respira in Italia di questi tempi, ma per una specie di virata generale anche da parte di quei paesi che hanno sempre fatto della libertà della persona un caposaldo.</p>
<p style="text-align: justify;">Internet fa davvero paura. Non so se si possa scorgere, alle spalle di certe decisioni, una specie di ordine superiore per il controllo del web, o piuttosto una sorta di deformazione mentale di chi governa, diversa e peculiare da Paese a Paese, ma sempre indicativa di quanto la rete disturbi il sonno di molti. Penso alle polemiche di questi giorni in Regno Unito dove,  seppure la carta di identità venga vista come un abominio,  il governo di Gordon Brown (laburista) ha emanato in rapida successione due leggi che stanno minando alla base tutte le certezze dei suoi connazionali in materia di privacy e libertà di espressione.</p>
<p style="text-align: justify;">In poche parole, all&#8217;inizio di quest&#8217;anno <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/politics/article5439604.ece" target="_blank">è stato varato un nuovo piano</a> con il quale viene data alla polizia piena libertà di indagare nei computer dei cittadini (file, email, chat, traffico, ecc.) in remoto  e senza alcun mandato della magistratura; inoltre, solo qualche giorno fa, un&#8217;altra legge ha reso <a href="http://news.bbc.co.uk/1/hi/uk/7892273.stm" target="_blank">illegale fare fotografie agli agenti di polizia</a>. Ovviamente alle numerose proteste, sia per il primo che per il secondo caso, gli organi governativi hanno risposto che tali misure sono necessarie alla prevenzione di crimini vari e terrorismo. Certo è che la seconda legge pone più di un dubbio sulla sua reale legittimità: i fotoreporter potrebbero essere perquisiti e indagati anche solo in presenza di semplici sospetti e anche fotografare un agente per errore comporterebbe multe e pene fino a 10 anni di reclusione.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_557" class="wp-caption aligncenter" style="width: 428px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-557" title="libertaosicurezza" src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/2009/02/libertaosicurezza.jpg" alt="Foto di -sel http://flickr.com/photos/-sel-/" width="418" height="314" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Foto di -sel http://flickr.com/photos/-sel-/</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Dall&#8217;altra parte del mondo le cose non vanno meglio. Da mesi <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/7689964.stm" target="_blank">in Australia</a> si protesta contro la censura preventiva di tutti quei siti internet considerati dal governo illegali o &#8220;non idonei&#8221; per i cittadini. Sono così tante queste pagine che diverse associazioni per la salvaguardia dei diritti umani si sono unite a compagnie leader del settore, mondo accademico e investitori per &#8221; proteggere la libertà di espressione e i diritti alla privacy degli utenti&#8221;.  L&#8217;associazione <a href="http://www.hrw.org/" target="_blank">Human Right Watch</a> si è spinta al punto di affermare che &#8220;esiste un reale pericolo che una &#8220;cortina virtuale&#8221; divida internet, proprio come la Cortina di ferro faceva durante la Guerra fredda, perché molti governi temono la potenzialità della rete e vogliono controllarla&#8221;.<br />
Proteste anche in <a href="http://www.geekzone.co.nz/juha/6247" target="_blank">Nuova Zelanda</a> contro la legge appena emanata a protezione dei diritti d&#8217;autore, probabilmente la più repressiva al mondo. In breve, ogni internet provider, senza alcuna prova o motivo evidenti  può accusare chiunque di violazione dei diritti d&#8217;autore e impedire agli accusati di accedere alla rete, senza ulteriori giustificazioni. Ancora più grave, secondo questa legge viene considerato provider chiunque fornisca un qualsiasi servizio internet, come scuole, biblioteche, uffici pubblici vari, ecc. Inutile dire che i fornitori &#8211; quelli veri &#8211; non hanno alcuna intenzione di assumere il ruolo di controllori del traffico dei loro stessi clienti e decidere chi e cosa vada contro la legge.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo è indice di un certo clima, e ho paura che quel che accade all&#8217;estero possa fornire un modello, in negativo, ai nostri governanti che sembrano più che mai  ansiosi di poter estendere un controllo forte su ogni aspetto della nostra vita. Perché il presidente del Consiglio potrà anche essere considerato &#8220;unfit&#8221; da certi <a href="http://www.economist.com/opinion/displaystory.cfm?story_id=11050099" target="_blank">organi di stampa esteri</a>, ma sono più che sicura che è facile mettere tutti d&#8217;accordo quando si tratta di controllare quello che avviene in rete, specialmente quando si può contare sull&#8217;effetto &#8220;omeopatico&#8221; di certa politica &#8211; ci si abitua a tutto, se somministrato a piccole dosi &#8211; e se sostenuti da grandi interessi economici.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine la rete sarà, sempre di più, l&#8217;ago della bilancia;  farà la vera differenza tra Paesi ricchi e poveri, liberi e meno liberi, avanzati e arretrati.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Aggiornamento:</strong></span> è proprio di oggi, 1 marzo, <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2009/03/01/pacchetto-telecom-lue-non-vuole-una-rete-libera/" target="_self">questo articolo di Ernesto Belisario</a>: ecco cosa sta succedendo in Europa.</p>
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/07/19/facciamo-sempre-la-differenza/' rel='bookmark' title='Facciamo sempre la differenza'>Facciamo sempre la differenza</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/08/18/mi-fanno-paura/' rel='bookmark' title='Mi fanno paura'>Mi fanno paura</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/12/17/rete-libera-tutti/' rel='bookmark' title='Rete libera tutti'>Rete libera tutti</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/11/25/ce-sempre-piu-bisogno-di-una-giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne/' rel='bookmark' title='C&#8217;è sempre più bisogno di una Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne'>C&#8217;è sempre più bisogno di una Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/07/14/oggi-alzo-la-voce-e-non-sciopero-contro-il-decreto-alfano/' rel='bookmark' title='Oggi alzo la voce (e non sciopero) contro il decreto Alfano'>Oggi alzo la voce (e non sciopero) contro il decreto Alfano</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2009/02/23/sempre-piu-piccolo-sempre-meno-libero/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Conversazioni come opportunità: Mona Nomura</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2008/12/28/conversazioni-come-opportunita-mona-nomura/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2008/12/28/conversazioni-come-opportunita-mona-nomura/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Dec 2008 10:16:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[Social Networking]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[blogger]]></category>
		<category><![CDATA[blogging]]></category>
		<category><![CDATA[friendfeed]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[Mark Dykeman]]></category>
		<category><![CDATA[Mona Nomura]]></category>
		<category><![CDATA[opportunità in rete]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
		<category><![CDATA[Sean Percival]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://diariosemistupido.wordpress.com/?p=367</guid>
		<description><![CDATA[Questa mattina poteva cominciare con un altro dei miei risvegli domenicali nella rete dei miei social media: occhiata veloce a posta, velocissima a Twitter, lettura dell&#8217;ultima pagina di Friendfeed, novità su Facebook, discussioni su aNobii, eccetera. Invece, mentre la socialmediasfera italiana dormiva ancora, proprio su Friendfeed sono andata a sbattere contro una bella notizia che
Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/08/23/friendfeed-adamo-lanna-e-il-suo-giocone-ovvero-una-piccola-meraviglia-in-rete/' rel='bookmark' title='Friendfeed, Adamo Lanna e il suo Giocone: ovvero una piccola meraviglia in rete'>Friendfeed, Adamo Lanna e il suo Giocone: ovvero una piccola meraviglia in rete</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/09/11/sono-social/' rel='bookmark' title='Sono social'>Sono social</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/04/10/paese-italia/' rel='bookmark' title='Paese Italia'>Paese Italia</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/07/21/il-problema-della-riconoscibilita-in-rete/' rel='bookmark' title='Il problema della riconoscibilità in rete'>Il problema della riconoscibilità in rete</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/07/19/facciamo-sempre-la-differenza/' rel='bookmark' title='Facciamo sempre la differenza'>Facciamo sempre la differenza</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Questa mattina poteva cominciare con un altro dei miei risvegli domenicali nella rete dei miei social media: occhiata veloce a posta, velocissima a Twitter, lettura dell&#8217;ultima pagina di Friendfeed, novità su Facebook, discussioni su aNobii, eccetera.<br />
Invece, mentre la socialmediasfera italiana dormiva ancora, proprio su Friendfeed sono andata a sbattere contro una bella notizia che non solo mi ha fatto immenso piacere, ma mi ha fatto venir voglia di scrivere un post all&#8217;alba, praticamente: <a href="http://friendfeed.com/monasfeed" target="_blank">Mona Nomura</a>, una delle mie &#8220;friends&#8221; d&#8217;oltre oceano, è stata assunta come blogger professionista per <a href="http://www.seanpercival.com/blog/2008/12/28/i-hired-mona-and-you-didnt/" target="_blank">un nuovo progetto di Sean Percival</a>, uno sviluppatore internet di Los Angeles, grazie ai suoi scoppiettanti post su Friendfeed.</p>
<p style="text-align:justify;">Non c&#8217;è bisogno che dica quanto sia contenta per lei, di sicuro avrà una lettrice pure da questo lato del globo.<br />
Ecco a cosa servono (anche) i social media: non è tutto cazzeggio quello che non luccica. Dal cazzeggio il talento emerge comunque e può anche succedere che qualcuno lo noti. E Mona è un grande talento: non solo perché posta feed simpatici, accattivanti, interessanti, ma soprattutto perché crea discussioni brillanti. Senza dubbio è la regina di FriendFeed, come scritto da  <a href="http://friendfeed.com/markdykeman" target="_blank">Mark Dykeman</a> (un altro di quelli che seguo) in questo <a href="http://broadcasting-brain.com/2008/10/16/catch-the-brainwaves-mona-friendfeed/" target="_blank">articolo</a> dedicato a lei, e condivido il comune sentire di chi la conosce e legge: Mona è intelligente, creativa, ha uno stile personale e inconfondibile; ha un fiuto fuori dal comune per scoprire tendenze e contenuti nella jungla di internet e di crearli quando non li trova. In più, interagisce, dialoga, partecipa, non si limita mai a proporre e basta.</p>
<p style="text-align:justify;">Bello no? Ecco come le conversazioni possono trasformarsi in &#8211; vere -  opportunità in rete.<br />
Già, negli Stati Uniti. E in Italia?<br />
Sarebbe mai stato possibile per Mona, fosse stata italiana, far emergere il suo talento? Non mi riferisco solo al fatto di essere notata nel posto giusto dalla persona giusta (quante &#8220;persone giuste&#8221; frequentano attivamente Friendfeed qui da noi?), ma come sarebbero stati accolti in prima battuta i post all&#8217;apparenza sconclusionati di Mona? Che reazioni avrebbero suscitato le sue foto sul bacon, sui robot Lego di guerre Stellari, le sue esternazioni al limite del surreale?</p>
<p style="text-align:justify;">Perché non è il caso di lasciarsi trarre in inganno: Mona non è solamente una mente ipercreativa ed iperattiva in rete. E&#8217; un&#8217;esperta di tecnologia e di internet all&#8217;ennesima potenza, ma ha deciso semplicemente di condividere il lato più piccante e meno serio dell&#8217;essere geek, come da lei stessa sottolineato. Che tipo di valore avrebbe avuto questo nel panorama di internet in Italia?</p>
<p style="text-align:justify;">Da parte mia sono contenta due volte: per il successo di una giovane donna fuori da ogni schema solito e per il fatto che Mona la seguo da sempre o quasi su Friendfeed. Fatelo anche voi se ci siete già, o createvi un account: Mona è solo l&#8217;ennesimo buon motivo per essere parte di <a href="http://www.friendfeed.com" target="_blank">questo social network</a>.</p>
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/08/23/friendfeed-adamo-lanna-e-il-suo-giocone-ovvero-una-piccola-meraviglia-in-rete/' rel='bookmark' title='Friendfeed, Adamo Lanna e il suo Giocone: ovvero una piccola meraviglia in rete'>Friendfeed, Adamo Lanna e il suo Giocone: ovvero una piccola meraviglia in rete</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/09/11/sono-social/' rel='bookmark' title='Sono social'>Sono social</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/04/10/paese-italia/' rel='bookmark' title='Paese Italia'>Paese Italia</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/07/21/il-problema-della-riconoscibilita-in-rete/' rel='bookmark' title='Il problema della riconoscibilità in rete'>Il problema della riconoscibilità in rete</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/07/19/facciamo-sempre-la-differenza/' rel='bookmark' title='Facciamo sempre la differenza'>Facciamo sempre la differenza</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2008/12/28/conversazioni-come-opportunita-mona-nomura/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sono social</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2008/09/11/sono-social/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2008/09/11/sono-social/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 21:58:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[friendfeed]]></category>
		<category><![CDATA[gino tocchetti]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[knowledge ecosystem]]></category>
		<category><![CDATA[maddalena mapelli]]></category>
		<category><![CDATA[newmediologo]]></category>
		<category><![CDATA[online]]></category>
		<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
		<category><![CDATA[social]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[webeconoscenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://diariosemistupido.wordpress.com/?p=164</guid>
		<description><![CDATA[Nella pagina introduttiva di questo blog, quella denominata &#8220;Chi sono&#8221;, ho scritto, tra le altre cose, che sono una grande fan del web 2.0. E&#8217; questa una parte importante della mia attività online e di rete, specialmente da un anno e mezzo a questa parte e ne vorrei raccontare un po&#8217; anch&#8217;io, ultima tra tanti, dopo
Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/06/27/anobii-si-apre-al-social-virale/' rel='bookmark' title='aNobii si apre al social virale'>aNobii si apre al social virale</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/04/04/il-social-networking-letterario-anobii-e-la-coda-lunga-dei-digital-shelves/' rel='bookmark' title='Il social networking letterario, aNobii e la coda lunga dei digital shelves'>Il social networking letterario, aNobii e la coda lunga dei digital shelves</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/07/19/facciamo-sempre-la-differenza/' rel='bookmark' title='Facciamo sempre la differenza'>Facciamo sempre la differenza</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/12/28/conversazioni-come-opportunita-mona-nomura/' rel='bookmark' title='Conversazioni come opportunità: Mona Nomura'>Conversazioni come opportunità: Mona Nomura</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/10/18/la-fatica-di-scrivere/' rel='bookmark' title='La fatica di scrivere'>La fatica di scrivere</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nella pagina introduttiva di questo blog, quella denominata &#8220;Chi sono&#8221;, ho scritto, tra le altre cose, che sono una grande fan del web 2.0. E&#8217; questa una parte importante della mia attività online e di rete, specialmente da un anno e mezzo a questa parte e ne vorrei raccontare un po&#8217; anch&#8217;io, ultima tra tanti, dopo qualche riflessione e molti scambi di idee nelle settimane passate.<br />
Premessa doverosa: questo non è un articolo tecnico. Ne scrivo perché mi è capitato di parlarne con persone che non ne sanno nulla e, soprattutto, con la mia amica Anna, donna deliziosa, curiosa e interessata, che sta cercando di capire questo mondo misterioso di cui ogni tanto le parlo durante le nostre interminabile telefonate notturne.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2801" title="Social network in a course" src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/2008/09/5001818922_f30d953f07.jpg" alt="" width="500" height="333" /></p>
<p style="text-align: center;">Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/hanspoldoja/5001818922/" target="_blank">hanspoldoja</a></p>
<p style="text-align: justify;">A mio modo di vedere, il web 2.0 è una creatura con molte facce ed è, prima di tutto e più di tutto, una filosofia, un modo di concepire la rete e i suoi abitanti. Mi piace e mi pare molto calzante la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Web_2.0" target="_blank">definizione</a> che ne dà Wikipedia: <em>&#8220;&#8230;il trend nell&#8217;uso della tecnologia del world wide web e del web design, che tendono ad esaltare la creatività, la condivisione delle informazioni e la collaborazione tra utenti. Questi concetti hanno condotto allo sviluppo e all&#8217;evoluzione delle comunità di rete e servizi quali siti di social networking, di condivisione video, wikis, blogs e folksonomies</em>&#8220;. A questo naturalmente si aggiungono tutti i servizi di ultima generazione, quelli mirati al life streaming per esempio e tutti i social media in genere. Come dire: il lato umano della rete.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questa ragione trovo il web 2.0 e i social media particolarmente congeniali; si fondano sulla condivisione, in ogni sua accezione. Il &#8220;mettere a disposizione&#8221; prevale sul semplice sfruttamento di servizi, l&#8217;interazione sull&#8217;uso passivo, la collaborazione sull&#8217;egoismo. Non per ultimo, il web 2.0 parte dal basso, dagli utenti per gli utenti. Ma più di ogni altra cosa mi piace perché è socializzante, crea relazioni, reti di connessioni tra persone prima ancora che tra risorse. E&#8217; proprio questo che trovo più affine con il mio modo di essere e di concepire il mondo anche fuori dalla rete. La diffusione dei social media e delle piattaforme di lifestreaming ha reso tutto questo ancora più incisivo, trasformandole in vere e proprie centrali di raccolta di informazioni di ogni genere.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché in effetti, attualmente è possibile condividere e mettere a disposizione del prossimo ogni aspetto della nostra vita: quello che si sta facendo, i libri che si leggono, la musica che si ascolta, notizie, fotografie, filmati, progetti e obiettivi da raggiungere, acquisti, siti web preferiti, idee ed opinioni, esperienze professionali, addirittura la lista della spesa, solo per citare i principali. Tutto finisce nel flusso di quello che fa &#8220;noi&#8221; in rete (e fuori). La cosa interessante è seguire ciò che fa &#8220;gli altri&#8221;. Gli altri rappresentano un patrimonio inestimabile di conoscenza, non immediatamente spendibile forse, ma che comunque rappresenta motivo di arricchimento. Il valore aggiunto è che ci sarà sempre qualcuno che troverà utile o di particolare interesse quello che noi abbiamo messo liberamente e gratuitamente a disposizione.<br />
E&#8217; talmente forte la spinta propulsiva verso questo aspetto del web che anche i servizi non tradizionalmente &#8220;sociali&#8221; si stanno attrezzando in questo senso.</p>
<p style="text-align: justify;">Non tutto nel web 2.0 è bello e buono, però. Tanto per cominciare, i social media richiedono tempo ed energia; inoltre, possono diventare estremamente caotici e ridondanti e ancora le connessioni sono sempre tra le stesse persone anche se in ambienti diversi, con il rischio di creare conventicole, cerchie ristrette di conoscenti che difficilmente si ampliano verso l&#8217;esterno. In più, e non è un aspetto da sottovalutare, non tutti pur usando internet e la rete in genere, sembrano pronti per l&#8217;approccio al web 2.0. E&#8217; quello che Gino Tocchetti di <a href="http://knowledgeecosystem.blogspot.com/2008/08/modello-20-non-esattamente-successivo.html" target="_blank">Knowledge Ecosystem</a> chiama &#8220;<a href="http://knowledgeecosystem.blogspot.com/2008/08/modello-20-non-esattamente-successivo.html" target="_blank">modello 1.1</a>&#8220;, il livello &#8220;bacato&#8221; del web.<br />
E&#8217; questo l&#8217;approccio egoistico, quello che considera la rete semplicemente una risorsa da sfruttare o addirittura una specie di riserva di caccia in cui sparare nel mucchio. O un modo per affermare il proprio egotismo.</p>
<p style="text-align: justify;">E ancora: la privacy. Moltissimi tra quelli che &#8220;assistono&#8221; dall&#8217;esterno si preoccupano molto di questo aspetto. In realtà, ritengo sia solo un finto problema. Non esiste quando si sceglie deliberatamente quali e quante informazioni personali mettere in rete. Anzi, più l&#8217;identità online è definita, meno rischi per la privacy esistono. Per questa ragione ho sempre scelto di usare il mio nome reale e la mia fotografia per tutte le mie &#8220;cose&#8221; del web. Internet e i social media in genere sono ancora strumenti relativamente nuovi in Italia, il fatto di essere continuamente rintracciabile e in qualche modo esposti &#8211; in realtà non è così &#8211; sembra disturbare parecchio il sonno di qualcuno. Lo stesso accadde una decina di anni fa con l&#8217;avvento del telefono cellulare: ricordo articoli su articoli sui rischi di essere sempre sotto l&#8217;occhio vigile di un fantomatico controllore che avrebbe seguito nel dettaglio ogni spostamento segnalato dal telefonino acceso. Nel 2008 siamo arrivati ben oltre e non pare darci tanto fastidio.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; un peccato però che tutto questo patrimonio di conoscenza condivisa rimanga effettivamente ad uso e consumo di pochi in Italia. Il digital divide è un dato di fatto ed esistono resistenze molto tenaci nell&#8217;introduzione del web 2.0 anche in quegli ambienti che ne potrebbero trarre giovamento. Mi vengono in mente alcuni settori della pubblica amministrazione, dell&#8217;istruzione, aziendali, ecc. Ma non solo.<br />
<a href="http://newmediologo.wordpress.com/2008/08/21/social-networks-attiviamo-la-fase-due/" target="_blank">In questo articolo</a> del blog <a href="http://newmediologo.wordpress.com/" target="_blank">NewMediologo</a> si auspica un modo più &#8220;alto&#8221; di relazionarsi in internet: &#8220;<em>L&#8217;essere social dovrebbe estendersi nel mondo esterno e non rimanere in rete, l&#8217;essere social dovrebbe poi voler dire riuscire a finalizzare la propria presenza 2.0 in maniera tale che anche questa esca dalla rete per manifestarsi in relazioni amichevoli o professionali nel mondo reale</em>.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è, in realtà, quello che mi piace fare di più: provocare contaminazioni &#8220;fuori&#8221;, mescolamenti e conoscenze reali.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a Knowledge Ecosystem e New Mediologo, di web 2.0 e social media ne hanno parlato anche, tra gli altri <a href="http://webeconoscenza.blogspot.com/" target="_blank">Webeconoscenza</a> e <a href="http://www.maddalenamapelli.com/" target="_blank">Maddalena Mapelli</a> e ancora di più in <a href="http://friendfeed.com/e/02d5fdaf-8157-46b1-b985-dfc5933ae1fd/c-una-sola-cosa-pi-demente-della-locuzione-web-2/http://friendfeed.com/e/02d5fdaf-8157-46b1-b985-dfc5933ae1fd/c-una-sola-cosa-pi-demente-della-locuzione-web-2/http://friendfeed.com/e/02d5fdaf-8157-46b1-b985-dfc5933ae1fd/c-una-sola-cosa-pi-demente-della-locuzione-web-2/" target="_blank">questa discussione</a> su <a href="http://friendfeed.com/" target="_blank">FriendFeed</a>, con spunti molto interessanti. Buona lettura.</p>
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/06/27/anobii-si-apre-al-social-virale/' rel='bookmark' title='aNobii si apre al social virale'>aNobii si apre al social virale</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/04/04/il-social-networking-letterario-anobii-e-la-coda-lunga-dei-digital-shelves/' rel='bookmark' title='Il social networking letterario, aNobii e la coda lunga dei digital shelves'>Il social networking letterario, aNobii e la coda lunga dei digital shelves</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/07/19/facciamo-sempre-la-differenza/' rel='bookmark' title='Facciamo sempre la differenza'>Facciamo sempre la differenza</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/12/28/conversazioni-come-opportunita-mona-nomura/' rel='bookmark' title='Conversazioni come opportunità: Mona Nomura'>Conversazioni come opportunità: Mona Nomura</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/10/18/la-fatica-di-scrivere/' rel='bookmark' title='La fatica di scrivere'>La fatica di scrivere</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2008/09/11/sono-social/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mi fanno paura</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2008/08/18/mi-fanno-paura/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2008/08/18/mi-fanno-paura/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Aug 2008 08:10:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[fatti italiani]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di espressione]]></category>
		<category><![CDATA[luca barbareschi]]></category>
		<category><![CDATA[marco camisani calzolari]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://diariosemistupido.wordpress.com/?p=154</guid>
		<description><![CDATA[Dal blog di Marco Camisani Calzolari: &#160; Mi fanno paura perché parlano di quello che non conoscono. Mi fanno paura perché dicono di voler controllare i contenuti di quanto viene pubblicato o caricato in rete e questo è inconcepibile, anzi concepibilissimo per qualcuno evidentemente, ma inaccettabile per me. E&#8217; pericolossissimo essere governati da chi si arroga
Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/11/10/ma-a-chi-fanno-paura-i-blogger/' rel='bookmark' title='Ma a chi fanno paura i blogger?'>Ma a chi fanno paura i blogger?</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/02/23/sempre-piu-piccolo-sempre-meno-libero/' rel='bookmark' title='Sempre più piccolo, sempre meno libero'>Sempre più piccolo, sempre meno libero</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2011/09/29/non-voglio-avere-paura-di-scrivere-sul-mio-blog/' rel='bookmark' title='Non voglio avere paura di scrivere sul mio blog'>Non voglio avere paura di scrivere sul mio blog</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/07/19/facciamo-sempre-la-differenza/' rel='bookmark' title='Facciamo sempre la differenza'>Facciamo sempre la differenza</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/05/31/allergie/' rel='bookmark' title='Allergie'>Allergie</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal blog di <a href="http://www.camisanicalzolari.com/2008/08/non-sapere-di-cosa-si-sta-parlando.html" target="_blank">Marco Camisani Calzolari</a>:</p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://www.diariosemistupido.it/2008/08/18/mi-fanno-paura/"><img src="http://img.youtube.com/vi/hedoKIIQzaE/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Mi fanno paura perché parlano di quello che non conoscono.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi fanno paura perché dicono di voler controllare i contenuti di quanto viene pubblicato o caricato in rete e questo è inconcepibile, anzi concepibilissimo per qualcuno evidentemente, ma inaccettabile per me. E&#8217; pericolossissimo essere governati da chi si arroga anche il diritto di decidere che cosa e come i cittadini possano leggere o vedere; oggi è YouTube per mere ragioni economiche, domani potrebbe essere qualunque altro organo di informazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi fanno paura perché parlano sempre di servizi a pagamento, quasi che la libertà di espressione e di informazione sia merce in vendita soggetta alle leggi di mercato. Come anche la cultura, un tot al chilo.  Se hai soldi abbastanza da poterti permettere di pagare abbonamenti e servizi vari, meglio per te, sennò stai senza, è così che va il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi fanno paura perché quando parlano c&#8217;è che li ascolta. Sono quelli che non sanno cosa sia internet, che credono sia il male: il posto dove stanno i pedofili, dove circolano i filmati hard girati nelle scuole, dove ci sono i pirati informatici che rubano soldi; sono quelli che in buona fede ritengono sia giusto limitare internet perché con internet si diventa stupidi ed è pericoloso, succede di tutto lì; sono quelli per i quali pluralità significa poter decidere tra L&#8217;isola dei famosi, il culo delle veline e le esternazioni di Emilio Fede.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi fanno paura perché sembrano esagerati e non lo sono. Ho la convinzione che a più di qualcuno piacerebbe replicare la notte di Bolzaneto e magari ritornare ad un&#8217;Italia in cui chi sparava sulla folla che protestava per fame e lavoro prendeva medaglie.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi fanno paura perché il capo del governo in carica è di fatto capo anche di tre canali televisivi, di case editrici, di organi di stampa e tanti dei parlamentari della maggioranza lavorano anche in questi network.<br />
Mi hanno detto che durante i colpi di stato si sono sempre occupate, per prime, radio e televisione&#8230;</p>
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/11/10/ma-a-chi-fanno-paura-i-blogger/' rel='bookmark' title='Ma a chi fanno paura i blogger?'>Ma a chi fanno paura i blogger?</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/02/23/sempre-piu-piccolo-sempre-meno-libero/' rel='bookmark' title='Sempre più piccolo, sempre meno libero'>Sempre più piccolo, sempre meno libero</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2011/09/29/non-voglio-avere-paura-di-scrivere-sul-mio-blog/' rel='bookmark' title='Non voglio avere paura di scrivere sul mio blog'>Non voglio avere paura di scrivere sul mio blog</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/07/19/facciamo-sempre-la-differenza/' rel='bookmark' title='Facciamo sempre la differenza'>Facciamo sempre la differenza</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/05/31/allergie/' rel='bookmark' title='Allergie'>Allergie</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2008/08/18/mi-fanno-paura/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>16</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Facciamo sempre la differenza</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2008/07/19/facciamo-sempre-la-differenza/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2008/07/19/facciamo-sempre-la-differenza/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 19 Jul 2008 08:26:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[Chris Brogan]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[sentimenti]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[Social Networking]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<category><![CDATA[vita in rete]]></category>
		<category><![CDATA[vivere online]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web community]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://diariosemistupido.wordpress.com/?p=65</guid>
		<description><![CDATA[Qualche tempo fa, segnalato in uno dei molti social network che frequento, mi è capitato di leggere un articolo di Chris Brogan, nel quale, sostanzialmente, venivano poste solo un paio  di domande. La prima, che dava il titolo all&#8217;intero post era: vivete online coscientemente? Scriveva Chris: &#8220;Oggi sto pensando ai vari modi in cui passo il
Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/02/23/sempre-piu-piccolo-sempre-meno-libero/' rel='bookmark' title='Sempre più piccolo, sempre meno libero'>Sempre più piccolo, sempre meno libero</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/05/21/gli-egocentrici-della-rete/' rel='bookmark' title='Gli egocentrici della rete'>Gli egocentrici della rete</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/08/18/mi-fanno-paura/' rel='bookmark' title='Mi fanno paura'>Mi fanno paura</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/04/05/donne-e-donne/' rel='bookmark' title='Donne e donne'>Donne e donne</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/09/11/sono-social/' rel='bookmark' title='Sono social'>Sono social</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Qualche tempo fa, segnalato in uno dei molti social network che frequento, mi è capitato di leggere <a title="Are you living consciously online?" href="http://www.chrisbrogan.com/are-you-living-consciously-online/" target="_blank">un articolo</a> di <a title="www.chrisbrogan.com" href="http://www.chrisbrogan.com/" target="_blank">Chris Brogan</a>, nel quale, sostanzialmente, venivano poste solo un paio  di domande. La prima, che dava il titolo all&#8217;intero post era: vivete online coscientemente?</p>
<p style="text-align:justify;">Scriveva Chris: &#8220;Oggi sto pensando ai vari modi in cui passo il mio tempo sul web, chiedendomi quanto si allineino con i miei affari e i miei interessi sociali e quanto di quello che faccio sia solo un&#8217;abitudine o faccia parte di un piano. Sto considerando quanto il mio contributo sulle varie piattaforme sociali sia d&#8217;importanza e pensando ai vari modi in cui potrei fare del buon lavoro per gli altri&#8221;.<strong><em>(*)</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;">La seconda  domanda, quella che veramente mi ha colpito e che mi ha fatto venir voglia di dare una risposta era: voi fate la differenza? </p>
<p style="text-align:justify;">Naturalmente Chris Brogan stava pensando a un uso più commerciale e professionale di quanto possa fare io della rete quando parlava di buon lavoro per gli altri, ma la domanda è comunque interessante.<br />
Per quanto mi riguarda, l&#8217;attenzione che dedico al web è soprattutto rivolta al lato umano. Certo, la uso per lavoro, per imparare, mi aiuta a risolvere problemi di ordine pratico, è comunque una finestra sul mondo di formidabile importanza e potenza, mi ci diverto pure parecchio, ma quello che secondo me è fondamentale è che la rete è fatta di persone e di &#8220;anime&#8221; prima ancora che di &#8220;tecnologia&#8221;.<br />
Sono gli essere umani quelli che m&#8217;interessano e incuriosiscono di più. La gente mi piace; mi piace parlare, condividere e confrontarmi. Soprattutto condividere.<br />
In questa ottica, la mia presenza in rete fa dunque la differenza?</p>
<p style="text-align:justify;">Assolutamente sì, come la presenza di chiunque altro usi la rete in maniera attiva avendo in mente che dietro ogni monitor ci sono delle persone reali che pigiano sui tasti. In fondo è la ragione principale per la quale sono una grande fan del web 2.0: ritengo che in questo ambito tutti possano dare un contributo e costruire la rete. Chi sceglie di condividere con altri quello che sa o che sa fare, sia la torta di mele della nonna o le foto delle vacanze, o quello che pensa, fa la differenza, perché in definitiva sceglie di mettersi a disposizione del prossimo. Si esce dalla sfera individuale ed egoistica per entrare nella dimensione della comunità e dell&#8217;interazione tra i suoi membri.<br />
In seconda analisi, porsi la domanda sulla differenza che possiamo fare o meno sul web, anche solo nel caso di un uso puramente commerciale, credo non abbia molto senso. Così come nel mondo della comunicazione, è impossibile non comunicare &#8211; lo facciamo semplicemente solo esistendo &#8211; è quasi impossibile in rete non interagire del tutto e, di conseguenza, impossibile non fare la differenza,  anche  se minima.</p>
<p style="text-align:justify;">Probabilmente è questo il motivo che mi spinge a trscorrere tanto tempo online leggendo quanto gli altri hanno da dire, cercando io stessa di dire la mia, prendendo parte a discussioni su varie piattaforme, o solo inviando una mail d&#8217;istinto quando sento che dall&#8217;altra parte c&#8217;è qualcuno che non può essere lasciato solo proprio in quel momento. La cosa più bella è che tanto si dà e tanto di più si riceve indietro. <br />
Molti hanno fatto la differenza nella mia vita; amicizie belle e importanti, nuovi stimoli, idee e progetti, conoscenza e conoscenze, letture e viaggi.</p>
<p style="text-align:justify;">In  fin dei conti, tanto per rispondere idealmente a Chris Brogan, è così tanto importante capire se la rete la si usi coscientemente seguendo un piano strategico o come valvola di sfogo? Non è molto meglio esserci comunque?</p>
<p style="text-align:center;">__________________________________</p>
<h5 style="text-align:justify;"><em></em></h5>
<h5 style="text-align:justify;"><em>(*) La traduzione del post di Chris Brogan è mia, pertanto ogni errore ed omissione sono imputabili a me sola.</em></h5>
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/02/23/sempre-piu-piccolo-sempre-meno-libero/' rel='bookmark' title='Sempre più piccolo, sempre meno libero'>Sempre più piccolo, sempre meno libero</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/05/21/gli-egocentrici-della-rete/' rel='bookmark' title='Gli egocentrici della rete'>Gli egocentrici della rete</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/08/18/mi-fanno-paura/' rel='bookmark' title='Mi fanno paura'>Mi fanno paura</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/04/05/donne-e-donne/' rel='bookmark' title='Donne e donne'>Donne e donne</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/09/11/sono-social/' rel='bookmark' title='Sono social'>Sono social</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2008/07/19/facciamo-sempre-la-differenza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

