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Tirando le somme (con compleanno mancato)

Domenica di consuntivi dopo qualche bilancio.

Ho trascorso i giorni passati ancora trasportata dall’energia del mio sabato romano. Giornata intensa e sfiancante, tredici ore di viaggio per quattro ore di manifestazione in Piazza del Popolo ma sono felice e molto orgogliosa di averlo fatto. Bisognava esserci, fisicamente. Bisognava riempirla quella piazza e per fortuna le aspettative – anche le mie – non sono state tradite.  Tra tutti gli interventi me ne sono rimasti nel cuore due, quello di Neri Marcoré con la lettura di un brano di Alexis de Tocqueville sulla democrazia e quello di Jasmine Trinca con un bel ricordo di Anna Politkovskaya.

Sentire le parole di Anna, in quel momento, in quel particolare frangente è stata una specie di illuminazione. Ne ho parlato poi con alcuni dei miei compagni di viaggio – un manipolo di simpatici vecchietti molto agguerriti – sul perché avessi voluto esserci, nonostante tutto: non voglio avere nulla da rimproverarmi se le cose andassero per la via sbagliata. Non voglio vivere con la sensazione di aver potuto fare qualcosa, per quanto piccola, e non averla fatta. Non voglio che mio figlio e i figli di mio figlio debbano pensare che ho consegnato loro un paese meno democratico senza aver nemmeno tentato di contrastare il meccanismo perverso che si è innescato in Italia. Se mi dovessero chiedere di rendere conto delle mie azioni, in un prossimo futuro, voglio poter dire che non me ne sono stata alla finestra a guardare.

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Foto di Mikuzz

La mia fugace partecipazione alla manifestazione è stata anche un pretesto per respirare un po’ di Roma dopo un anno che mancavo. Ne ho il bisogno fisico di tornarci ad intervalli regolari. Roma è una delle città dove sono sempre incredibilmente felice.

Lunedì scorso poi, ho celebrato in silenzio il secondo compleanno di questo blog.  Anche quest’anno ho registrato le modifiche di percorso, per così dire: sempre meno post che raccontano pensieri e sentimenti, sempre più quelli che riguardano il  mio “mondo esterno”. Mi mancano un po’, in effetti, i miei discorsi su uomini e donne. In compenso ho sempre più voglia di scrivere del passato, di cercare di trasmettere il senso del ricordo. Anche in questa ultima settimana ho composto nella mia testa almeno una decina di articoli diversi su questo. Ultimamente non posso non notare come le cose stiano cambiando velocemente intorno a me – luoghi, persone – e fermare su questo quaderno virtuale certe immagini del mio passato sta diventando un bisogno sempre più impellente. Vedremo se riuscirò a dare seguito a questa necessità. Sento dire spesso che il blog, come mezzo di espressione in rete, stia esalando i suoi ultimi respiri. Non so se sia vero, per me si tratta di una esperienza relativamente recente, ma per quanto mi riguarda, non ho mai scritto tanto come in questi ultimi mesi. Pubblicare quello che scrivo e tutt’altra storia però. Ho in coda un’ottantina di post e so già che tanti di questi non vedranno mai la luce perché, nonostante tutto, sono e rimango anarchica e disordinata anche nella scrittura. D’altro canto lo scrivevo pure l’anno scorso e non sono cambiata di una virgola da allora “Scrivere continua ad essere una gran fatica per me, ma mi dà gioia, mi tiene nei ranghi, mi costringe a pensare con calma e ordine. Mi ha insegnato il metodo e la pazienza. Non una cosa da poco per una come me che pensa decisamente troppo e che tende a lasciarsi trasportare dalle leggi del caos”.

Ieri sera poi la Notte d’Oro qui a Ravenna. Una magnifica serata anche quest’anno, davvero un’aria diversa nella mia piccola città di provincia, con musica e parole in ogni angolo e una marea di gente. Ne ho approfittato per liberare qualche libro alla Biblioteca Classense, visitare mostre e monumenti che di solito sono chiusi al pubblico, passeggiare tra la folla e per una puntatina alla Feltrinelli dove, nonostante l’enorme disagio che provo ogni volta entrando in una loro libreria, sono riuscita anche a fare qualche acquisto. Non so come mai, ma l’unica che sento veramente “casa” è quella di Largo Argentina a Roma. Guarda caso.

Una notte tiepida d’ottobre tra oro, libri e Last Minute Market

Che l’oro identifichi la mia città non è cosa di oggi e che le notti, bianche ovunque, a Ravenna diventino notti d’oro è una realtà da due anni. Strano a dirsi, ma anche ad uscire dal centro, andando verso le pinete, se la luce autunnale è quella giusta, e se un po’ di nebbia rimane in sospensione nell’aria, in alcune ore sembra proprio che di polvere d’oro sia cosparsa ogni cosa.

Sabato scorso Notte d’Oro a Ravenna. Temperatura perfetta, atmosfera magica e sognante, musica e mosaici. E belle cose da fare e da vedere, con qualche piccola occasione per riflettere.

Una di queste è stato l’allestimento artistico “Another Book from the Wall” alla Biblioteca Classense, “installazione con libri sottratti al macero in un cantiere aperto a tutti“, di Clara Matelli in  sinergia con Last Minute Market.
Non solo aperto a tutti, questo cantiere, ma con la possibilità per tutti, di prelevare i libri facendoli rivivere di nuovo. Libri che altrimenti sarebbero finiti triturati e macerati. Approfitto, anzi, di questo post per chiedere scusa al direttore della Classense, ché sono due giorni che mi sento in colpa. Durante il discorso d’inaugurazione aveva ben specificato: “Solo uno, massimo due libri a testa”. Bene, io ne presi tre. Non riuscendo a decidermi, alla fine mi sono detta che tanto meglio così che rischiare un ulteriore abbandono di un libro già scampato alla distruzione.

Last Minute Market è un progetto bello e importante per combattere lo spreco. Il suo motto recita: “Trasformare lo spreco in risorse”. E se è logico e fondamentale riuscire a riciclare quello che tanti sprecano sotto forma di cibo in un mondo che ha sempre più fame, o di medicinali in realtà dove anche la semplice aspirina fa la differenza, è altrettanto logico non sprecare conoscenza e cultura. Non sprecare libri che sono stati scritti e stampati dunque, e che hanno richiesto energie per la loro produzione, non solo intellettive, ma soprattutto energie materialissime, come carta ed elettricità.

Amo i libri. Li amo come oggetti e li amo come simboli. Li amo soprattutto come contenitori di idee e di intelligenze; di voglia di trasmettere conoscenza. Mi piace pensare che tutti quei volumi rimasti invenduti perché ritenuti non interessanti da tanti, possano esserlo per molti altri, o che possano contribuire alla scoperta di qualcosa di nuovo da parte di chi ha voglia di imparare. O, più prosaicamente, da parte di chi libri non ne può comprare. Per fortuna le idee non hanno data di scadenza, possono circolare fresche e nuove per anni e anni.
Per questo ho la speranza che sempre più librai ed editori aderiscano al sevizio Last Minute Market Book. A loro non costa nulla, per tanti può rappresentare un valore inestimabile e un vero investimento.

Di certo io ho portato a casa tre libri preziosi, uno dei quali stavo cercando da tempo. Si possono vedere in dettaglio qui, nel mio scaffale di aNobii; sono Parisiens, un bel libro di fotografia di Peter Turnley, Ravenna nascosta, il libro di Tino Dalla Valle che cercavo da un po’, e un bel librone d’arte Le arti decorative e Venezia. Hanno trovato una nuova casa, la mia, e una sistemazione d’onore sul tavolino del salotto. Non avrei potuto essere più fortunata di così.

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