- 19 marzo 2010
- Attualità, Le mie riflessioni, Notizie, Politica, Società
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Sono fissata con le date e le ricorrenze, non quelle personali che appartengono a una zona privata della quale non parlo spesso su questo mio blog, ma quelle che sono diventate patrimonio collettivo.
Credo nel dovere del ricordo e nel bisogno di non dimenticare. Quello della memoria è un fardello che mi porto addosso, un ingombro pesante del quale a volte vorrei potermi liberare. Altre volte questa mia capacità di non dimenticare la vivo come una benedizione, un modo per non interrompere un discorso e conservare un patrimonio intimo, famigliare, di comunità.
D’altra parte ne avevo già scritto. È per questa ragione che continuo a credere nell’importanza di annotare qui certi giorni ogni anno: per quanto non mi piaccia l’8 marzo è una data che va ricordata; per quanto cerchino in tutti i modi di sminuirne l’importanza il 25 aprile è una giornata che va celebrata e rinnovata ogni giorno; il Giorno della Memoria deve rimanere simbolo di quel che è stato e che potrebbe sempre ripetersi.
Ma dicevo della memoria. La memoria è un motore che si accende immediatamente al manifestarsi di certi eventi. Me lo immagino proprio così: un meccanismo spontaneo sì, ma che richiede impegno e di essere continuamente alimentato. Solo in questo modo la memoria può diventare patrimonio comune e non rimanere confinata nella sua dimensione di valore personale.
Domani, 20 marzo, sarà celebrata la XV “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie”. Copio e incollo direttamente dal sito di Libera: “Milano sarà protagonista dei giorni del 19 (con l’incontro tra i familiari delle vittime e a seguire momento ecumenico di ricordo delle vittime) e del 20 (con la marcia al mattino e i seminari). Sarà come sempre importante coinvolgere tutta la rete di Libera, gli studenti, la cittadinanza e le associazioni piccole e grandi”.
Sono tanti 900 nomi.
Volendo dedicare tre secondi a pronunciare ognuno, senza prendere nemmeno un momento di respiro, occorrerebbe quasi un’ora.
Al di fuori di ogni retorica, bisogna non dimenticarli questi nomi, perché quello delle mafie è un problema che riguarda tutti, anche quelli che, come me, lo guardano da lontano e non lo vivono sulla loro pelle. Tutti ne siamo coinvolti perché il pensare mafioso è entrato a far parte dei luoghi comuni e del modo di concepire, non solo a sud, la cosa pubblica.
Io non so cosa significa vivere con la mafia sulla porta di casa.
Quando sono stata in Sicilia di mafia non ne ho vista, non è una vernice che si attacca alle persone. Forse si respira, ecco, è più che altro una sensazione, delle voci, cose che ho sentito, magari, e che non sempre sono riuscita ad interpretare nella giusta maniera.
Proprio perché non si riconosce, la mafia, le mafie si innestano ovunque ci sia una possibilità di ritorno economico.
Per chi è a Milano, quindi, domani l’appuntamento è alle 9.00 a Bastioni Porta Venezia; il corteo partirà alle 10.00. Qui tutte le informazioni sul programma della giornata e sui seminari.
Approfitto di questo post anche per segnalare una iniziativa della quale volevo raccontare da tempo: se per la vostra spesa abituale (ma potreste anche andare appositamente) vi servite della Coop, da qualche tempo, accanto all’espositore delle schede per le ricariche telefoniche, si possono trovare anche le schede per “ricaricare” i progetti contro le mafie proposti da Libera Terra.
La cosa funziona così: si prende un tagliando e al momento di pagare alla cassa l’importo da donare (ho visto due tagli, da uno e da cinque euro) viene sommato alla spesa e devoluto a Libera. Facile e comodo, il tagliando non si esaurisce ma può essere usato quante volte si desidera. Al momento dell’emissione dello scontrino, viene emesso anche quello a ricevuto della somma versata. Un piccolo gesto concreto che costa poco e che può fare tanto, per fare di un altro metro quadrato di terra, terra libera (tra l’altro i prodotti alimentari con marchio Libera Terra sono ottimi, provateli).























