Attualmente sei su

Posts Tagged ‘ parma ’

Il ParmaWorkCamp 2009 secondo me

Bene, arrivo a parlarne anche io dopo due giorni. Prima di tutto: un ringraziamento doveroso a Fran e Davide per il lavoro egregio che hanno fatto, il camp è riuscito splendido. E un grazie anche a tutti quelli che hanno collaborato senza risparmiarsi, primi fra tutti Adamo e la mamma di Fran. Sono questi i momenti social che più mi piacciono e che mi fanno sempre recuperare qualche gradino nella fiducia che ripongo nei miei simili. Mi rimane il rammarico di non aver potuto salutare tanti di quelli che c’erano e che avrei voluto finalmente conoscere di persona,  un po’ per timidezza (ebbene sì, sono una timida che fa finta di non esserlo), un po’ per seguire, da vera secchiona, più presentazioni possibili prima di scappare a prendere il treno.

La parte seria
Foto di Roberto Felter www.felter.it

Nel post  precedente parlavo di speranze e aspettative: sono contenta di dire oggi che non sono rimasta delusa. Sono stata felicissima di incontrare persone vere, di stringere mani e abbracciare, di chiacchierare, di esprimere idee e di ricevere a mia volta stimoli importanti. Mi sorprende sempre piacevolmente questo aspetto così poco virtuale delle vita di rete.

Per quanto riguarda la parte ufficiale del WorkCamp, ho assistito a tanti interventi ben fatti, alcuni molto interessanti che hanno veramente offerto una prospettiva diversa del lavoro nel web 2.0. Forse, a voler proprio essere puntigliosa, mi sarei aspettata un respiro più ampio e maggior coraggio nell’esposizione delle idee.

Certo, è mancata l’attenzione all’aspetto “sociale” (inteso proprio come cultura del sociale e della solidarietà) che avevo auspicato nell’altro post, ma è andata bene anche così, c’è comunque tanto materiale su cui ragionare.
Spero ci potranno essere prossime occasioni di confronto, se non addirittura un camp dedicato, su volontariato, solidarietà, sviluppo sostenibile e reti di assistenza.

Per il momento, arrivederci a Matera.

Verso il ParmaWorkCamp: aspettative e speranze

3248206648_1992ac33fe

(logo di Paul The Wine Guy)

Sabato 21 marzo affronterò una levataccia (peggiore delle mie solite) per salire sul treno che mi porterà a Parma per il ParmaWorkCamp 2009 (qui la wiki dell’evento).

Mi è stato chiesto che aspettative abbia al riguardo. Una risposta potrebbe essere che mi aspetto di incontrare persone, anzi, è l’aspetto che mi interessa di più. Con diversi di quelli che saranno presenti al WorkCamp già interagisco da tempo in rete, incontrarli de visu sarebbe solo un completamento del quadro. Adoro poi le contaminazioni. Sono per il mescolamento di esperienze, idee e prospettive, anche – soprattutto – quando hanno provenienze diverse.
Sono convinta che un arricchimento vero, dal punto di vista personale e non, ci possa essere solo con l’immissione di “sangue nuovo” che in questo caso si tradurrebbe per me con l’incontrare persone provenienti da realtà completamente diverse da quella a cui sono abituata. E viceversa.
Spero quindi, nel mio piccolo, di poter portare un contributo, un punto di vista nuovo o solamente un diverso angolo di osservazione.

Altra cosa: vado per ascoltare.  Voglio ascoltare il più possibile e magari prendere qualche appunto. Sono curiosa di assistere ai vari interventi per poi vedere se alcune idee che ho possono trovare fondamento. Il tema del camp è di quelli importanti, il lavoro, molto più importante di quanto avrebbe potuto  esserlo solo un anno fa.

Il periodo è difficile, si sa, per alcuni più che per altri; proprio dalla rete penso possano venire spunti interessanti per (cercare di) offrire opportunità in più. Mai come in questi ultimi mesi il lavoro è  diventato problema sociale, che interessa tutta la società civile.
Ecco quindi cosa mi piacerebbe: che il web 2.0, il social networking, con tutte le loro potenzialità, molte delle quali ancora inespresse, potessero diventare attori di primo piano nel sociale, contribuendo anche alla creazione di nuove figure professionali.

Insomma, se per ora i social media e più in generale il web 2.0 sono terreno di conquista per chi si occupa di pubblicità, marketing e business to consumer, perché non potrebbero offrire le stesse possibilità anche al mondo delle Onlus, del volontariato, del privato sociale?
Non è un problema da poco considerato che per il 2010 si prevede, nell’area EU, un tasso di disoccupazione del 10% e sempre di più ci sarà bisogno di reti di assistenza da un lato e di nuove forme di economia dall’altro.

iPhoneography

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7.03.2001.

Tutti i contenuti qui pubblicati (testi, foto, disegni), ove non sia altrimenti indicato, sono di mia proprietà e vengono distribuiti con la seguente Licenza Creative Commons

Creative Commons License

Il tema è stato disegnato da llow e rielaborato da me, così come l'immagine dello sfondo che appartiene a ntr23

UA-10432307-1