﻿<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Diario Semistupido &#187; Viaggi</title>
	<atom:link href="http://www.diariosemistupido.it/tag/viaggi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.diariosemistupido.it</link>
	<description>Discorsi, pensieri, esperienze, persone, senza pretese di apparire intelligente per forza.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 03 Nov 2011 20:09:03 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Verso nord: Dublino è un po&#8217; come casa</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2011/08/28/verso-nord-dublino-e-un-po-come-casa/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2011/08/28/verso-nord-dublino-e-un-po-come-casa/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Aug 2011 09:49:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[dublino]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[irlanda]]></category>
		<category><![CDATA[nord]]></category>
		<category><![CDATA[partenze]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diariosemistupido.it/?p=2855</guid>
		<description><![CDATA[In questi giorni di afa e caldo torrido, sempre di più comprendo la mia predilezione per i Paesi del nord, dove raramente il sole brucia e la luce ferisce gli occhi. Così, dopo i canali ghiacciati di Copenhagen a marzo, ecco Dublino tra luglio e agosto per sfuggire alla calura estiva e per confermare, nel
Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2011/03/10/verso-nord-la-luce-di-copenhagen/' rel='bookmark' title='Verso nord: la luce di Copenhagen'>Verso nord: la luce di Copenhagen</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/02/19/la-mia-nuova-casa/' rel='bookmark' title='La mia nuova casa'>La mia nuova casa</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/03/19/verso-il-parmaworkcamp-aspettative-e-speranze/' rel='bookmark' title='Verso il ParmaWorkCamp: aspettative e speranze'>Verso il ParmaWorkCamp: aspettative e speranze</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/08/12/vacanze-vacanze/' rel='bookmark' title='Vacanze, vacanze!'>Vacanze, vacanze!</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni di afa e caldo torrido, sempre di più comprendo la mia predilezione per i Paesi del nord, dove raramente il sole brucia e la luce ferisce gli occhi.<br />
Così, dopo <a href="http://www.diariosemistupido.it/2011/03/10/verso-nord-la-luce-di-copenhagen/" target="_blank">i canali ghiacciati di Copenhagen</a> a marzo, ecco Dublino tra luglio e agosto per sfuggire alla calura estiva e per confermare, nel caso ce ne fosse stato bisogno, la mia effettiva capacità di viaggiare in coppia, cosa che tendo a non dare mai per scontata.</p>
<p>Una volta ho sentito dire che a Dublino, a parte il Trinity College, non ci sarebbe granché da vedere. Meglio, dunque, dedicarle un viaggio breve, un fine settimana, piuttosto che un tempo più lungo, giusto quanto basta per un giretto veloce e qualche bevuta al pub.<br />
Io credo, invece, che questa sia una di quelle città con l’anima e con un suo fascino sottile. Offre molto, ma occorre essere pazienti e grattare fin sotto la superficie per far emergere i suoi tesori nascosti. Per questo, ritenendo che i tre giorni canonici di un weekend non fossero sufficienti, l’abbiamo scelta come seconda meta della vacanze estive: una settimana abbondante (otto giorni) a disposizione per cercare di assaporare la città nel giusto modo, per dimenticarsi delle orde di turisti rumorosi, per affezionarsi alle sue strade, ai suoi ritmi, ai suoi suoni. Non posso dire di essere partita con una visione neutrale del posto e senza aver subito nel tempo contaminazioni esterne: ancor prima di vederla avevano pesato anni di suggestioni letterarie e cinematografiche insieme ad anni di frequentazione intensa con la Scozia occidentale. Dublino come Glasgow, Grafton Street come Sauchiehall Street, insomma.</p>
<p>Ho subito pensato che avessero molto in comune e questo mi ha fatto sentire, già durante il tragitto dall’areoporto verso il centro città, non una straniera, ma come se fossi arrivata a casa.<br />
Entrambe vicine al mare, con un fiume che le attraversa, sono circondate da cielo aperto e colline verdi. Pure la luce è la stessa anche se, forse, il cielo d’Irlanda non riesce ad essere tanto grigio quanto quello di Scozia. Ero per la prima volta a Dublino e mi pareva di esserci stata da sempre.<br />
Strana sensazione, tutto sommato: il piacere di ritrovare quello che conoscevo bene unito al timore di perdere parte della meraviglia di scoprire un posto del tutto sconosciuto. Così non è stato, naturalmente. Perché la scoperta va oltre al fatto di vivere una esperienza nuova come può essere il fatto di visitare una città che non si conosce, e perché le città sono effettivamente molto diverse tra loro.</p>
<p>In realtà, proprio avendo tempo di viverla in lentezza, ho avuto conferma di quanto avevo sempre immaginato, ossia che anche Dublino fa parte della categoria delle città che hanno un’anima, come dicevo sopra. Sono quelle provviste di un carattere tanto forte e incisivo che la parte migliore risulta spesso nascosta. Quella di Dublino è un’anima popolare e orgogliosa nel conservare la propria memoria, nel bene e nel male, insieme alla caparbietà di voler essere una capitale importante, eclettica e proiettata verso il futuro.<br />
Una città orientata al futuro ma ancorato con orgoglio al proprio passato, quindi. È questo quello che ho sentito nella voce della guida che ci ha condotti tra le sale del Castello, l’ho notato visitando i musei e le gallerie d’arte della città, piccole e molto ben organizzate (meravigliose le attività per i bambini che si svolgono nelle gallerie d’arte), nei parchi curati, certo, ma senza esagerazione maniacale, ma, soprattutto, in quelle placchette metalliche applicate ovunque lungo le strade per ricordare questo o quel personaggio, questo o quell’evento della sua storia più o meno recente, questo o quel brano letterario.</p>
<p>Ecco, da questo punto di vista potrebbe essere la mia città ideale, una città fatta per chi ama i libri e la lettura. Non tanto per i monumenti e i musei dedicati alla scrittura e agli scrittori, quanto per il numero impressionante di librerie. Poteva non piacermi una città così? Se ne trovano ogni pochi metri, librerie di ogni tipo: quella superfornita della grande cantena, quelle indipendenti, quelle piccole e nascoste, quelle che conservano l’aspetto e il sapore degli anni ‘60 e 70 e sempre, in ognuna, la sezione dedicata agli autori e alla storia locali e libri offerti con super sconti e promozioni speciali. Tanti libri e prezzi ottimi, difficilissimo per me resistere alle tentazioni, specialmente quando una edizione dei Dubliners di Joyce &#8211; acquisto d’obbligo &#8211; costa solo 3 euro.</p>
<p>Altra cosa di cui mi sono accorta passeggiando a Dublino è che la è letteralmente impossibile rimanere senza cibo. Sul bere sorvolo, non è materia di mio interesse, ma forse, visto che dove si beve spesso si mangia pure, non dovrei sorprendermi così tanto se sono decine i locali dove a qualunque ora è possibile ordinare un pasto completo, e non si tratta solo dei soliti, onnipresenti fastfood. Si mangia bene, spesso con poco, anche in quell’epicentro di orgia turistica che è Temple Bar. Altrimenti ci sono i mercatini, con le bancarelle di frutta e verdura. Particolarmente ricco, ma non proprio economico, è quello di Cows Lane, il sabato. E forse anche per questo mi sono sentita così tanto in famiglia tra la frutta e la verdura esposte, i formaggi e le ricotte, le conserve e le torte fatte in casa, le erbe aromatiche e il profumo delle olive al peperoncino (greche non pugliesi, ma tant’è). E le ostriche da gustare on the road.</p>
<p>Per me questa è Dublino: non una città da Ah! e Oh!, ma con la sua anima vibrante che ti conquista poco alla volta, insieme alla sua gente. Gli sguardi dai ponti, certi angoli suggestivi, le strade che mi ricordavano libri letti, le chiese e i musei dal sapore vittoriano. Ma anche i mercatini dei prodotti artigianali, quelli d’arte, le fioraie, i musicisti da strada e i macellai col grembiulone.<br />
Dublino è un caleidoscopio di voci, di gaelico e inglese gutturale, e di immagini.<br />
Parlavo di suggestioni cinematrografiche, a questo punto comincio a sospettare che non sia un caso che the Commitments è sempre stato uno dei miei film preferiti.</p>
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2011/03/10/verso-nord-la-luce-di-copenhagen/' rel='bookmark' title='Verso nord: la luce di Copenhagen'>Verso nord: la luce di Copenhagen</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/02/19/la-mia-nuova-casa/' rel='bookmark' title='La mia nuova casa'>La mia nuova casa</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/03/19/verso-il-parmaworkcamp-aspettative-e-speranze/' rel='bookmark' title='Verso il ParmaWorkCamp: aspettative e speranze'>Verso il ParmaWorkCamp: aspettative e speranze</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/08/12/vacanze-vacanze/' rel='bookmark' title='Vacanze, vacanze!'>Vacanze, vacanze!</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2011/08/28/verso-nord-dublino-e-un-po-come-casa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Viaggi e prove del nove</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2011/03/14/viaggi-e-prove-del-nove/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2011/03/14/viaggi-e-prove-del-nove/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 18:24:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose personali]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro e io]]></category>
		<category><![CDATA[i nostri viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[vita di coppia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diariosemistupido.it/?p=2505</guid>
		<description><![CDATA[Foto di liquene&#160; Archiviata la trasferta copenaghese, Alessandro e io abbiamo trascorso parte della mattinata domenicale a parlare del prossimo piccolo viaggio che faremo. Data ancora da destinarsi, ma varie mete papabili già in lista, bisogna solo decidere quale affrontare per prima. Abbiamo preso in considerazione città in Europa facilmente raggiungibili e particolarmente adatte a
Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/06/12/le-mappe-della-mia-vita/' rel='bookmark' title='Le mappe della mia vita'>Le mappe della mia vita</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2011/03/10/verso-nord-la-luce-di-copenhagen/' rel='bookmark' title='Verso nord: la luce di Copenhagen'>Verso nord: la luce di Copenhagen</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/08/16/donne-che-amano-riamate-uomini-piu-giovani/' rel='bookmark' title='Donne che amano (riamate) uomini più giovani'>Donne che amano (riamate) uomini più giovani</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2506" href="http://www.diariosemistupido.it/2011/03/14/viaggi-e-prove-del-nove/3802773731_5d0f7c9e43/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2506" title="3802773731_5d0f7c9e43" src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/2011/03/3802773731_5d0f7c9e43.jpg" alt="" width="500" height="351" /></a></div>
<div style="text-align: center;">Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/liquene/3802773731/sizes/l/" target="_blank">liquene&nbsp;</p>
<p></a><a href="http://www.flickr.com/photos/liquene/3802773731/sizes/l/" target="_blank"></a><a href="http://www.flickr.com/photos/liquene/3802773731/sizes/l/" target="_blank"></a></p>
<p>Archiviata la trasferta copenaghese, Alessandro e io abbiamo trascorso parte della mattinata domenicale a parlare del prossimo piccolo viaggio che faremo. Data ancora da destinarsi, ma varie mete papabili già in lista, bisogna solo decidere quale affrontare per prima. Abbiamo preso in considerazione città in Europa facilmente raggiungibili e particolarmente adatte a dei fine settimana lunghi: avuto conferma che possiamo viaggiare insieme con parecchia soddisfazione reciproca, ci siamo scatenati, se non altro col pensiero.<br />
Il prossimo viaggio sarà una specie di ratifica a quella che ho sempre chiamato “la prova del nove di Copenhagen”.<br />
In effetti, non c’è nulla che metta alla prova una nuova coppia &#8211; o un gruppo di amici &#8211;  come un viaggio insieme: le dinamiche quotidiane vengono del tutto ribaltate ed è letteralmente un disastro se non si hanno lo stesso concetto e la stessa filosofia del viaggiare.  Ragione questa per la quale ho sempre preferito partire da sola o con mio figlio quand’era più piccolo. Molto più facile seguire i miei ritmi, che adattarmi con compromessi a quelli altrui; molto meglio fare quello che amo veramente, anziché seguire il resto del gruppo.<br />
Per fortuna, sia io che Alessandro siamo viaggiatori solitari; restava da vedere se potessimo essere viaggiatori solitari insieme. Il fine settimana a Copenhagen ha confermato che non solo abbiamo lo stesso modo di concepire il viaggio (la famoso prova del nove), ma che possiamo felicemente viaggiare in due senza alcuna sofferenza: condividiamo l’interesse nullo per i villaggi turistici, terme, spiagge tropicali, la predilezione per tempi rilassati, lunghe camminate metropolitane e, su tutto, una sana curiosità per quello che succede attorno a noi.</p>
<p>Non è fatto scontato trovare dei compagni di viaggio compatibili, mi è capitato di sentire di liti terribili anche in famiglie e in coppie collaudatissime, per esempio discussioni e musi lunghi su un tour della Germania in bicicletta contro un rilassante soggiorno al mare, compromessi scomodi tra un viaggio in Grecia in moto e un paio di settimane in montagna . Scene di vera vita vissuta. A proposito, mi ricordo di una trasmissione di qualche anno fa che andava in onda su La7 (ma potrebbe essere stato anche un altro canale) in cui due nuclei famigliari del tutto diversi per composizione e per abitudini di viaggio, vivevano l’esperienza di uno scambio di vacanza. Due settimane da trascorrere insieme, prima secondo le modalità di una famiglia e poi secondo quelle dell’altra. Reality interessante, con risultati a volte esilaranti o tragici, con tappi &#8211; metaforici &#8211; che saltavano e pregiudizi che venivano distrutti o rafforzati, a seconda dei casi. Perché non conta solo la filosofia che sta dietro al viaggio, ma anche le destinazioni che si scelgono: alcune hanno il potere di tirare fuori il meglio o il peggio dalle persone e questo non è mai bello quando si è lontani da casa e dal proprio ambiente.</p>
<p>Ripensando all’esperienza di Copenhagen, ho deciso che marzo, lavoro e soldi permettendo, è un mese perfetto per le partenze: non più troppo freddo per i paesi del nord (e il freddo ha un suo fascino sottile), non ancora troppo caldo per quelli del sud. Inoltre, non sono molti quelli che viaggiano in questo mese e ci si può permettere di visitare luoghi che durante il periodo estivo sono affollatissimi per ragioni che a noi non interessano: per me le spiagge affollate hanno smesso di essere attraenti attorno ai trent’anni e la vita notturna caciarona anche prima.<br />
Ad esempio, nella nostra lista abbiamo inserito Creta e Rodi (la Grecia mi manca del tutto e mi stuzzica), ma sarebbe più problematico &#8211; e meno divertente &#8211; visitarle col caldo e i turisti di luglio e agosto o col brutto tempo di dicembre e gennaio. Certo, è anche questione di suggestioni e atmosfere ma trovo molto più difficile lasciarmi suggestionare o farmi rapire dall’atmosfera quando imbottigliata tra villeggianti sudati, fosse solo per tre giorni.<br />
Anche per questo, penso, prediligo mete più settentrionali, senza spiagge e senza sole cocente, dove posso sentirmi comunque a mio agio pallida e senza segni di abbronzatura, nonostante le temperature basse. Altro vantaggio: sono poco appetibili per le vacanze fighette e di tendenza, quindi poco frequentate dai vacanzieri confusionari e all-included, che entrambi sopportiamo pochissimo.<br />
Conclusione: viaggiare è un modo meraviglioso per imparare a interagire con chi è diverso da me e per mettermi alla prova, ma con alcuni proprio non posso farcela.</p>
</div>
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/06/12/le-mappe-della-mia-vita/' rel='bookmark' title='Le mappe della mia vita'>Le mappe della mia vita</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2011/03/10/verso-nord-la-luce-di-copenhagen/' rel='bookmark' title='Verso nord: la luce di Copenhagen'>Verso nord: la luce di Copenhagen</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/08/16/donne-che-amano-riamate-uomini-piu-giovani/' rel='bookmark' title='Donne che amano (riamate) uomini più giovani'>Donne che amano (riamate) uomini più giovani</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2011/03/14/viaggi-e-prove-del-nove/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Verso nord: la luce di Copenhagen</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2011/03/10/verso-nord-la-luce-di-copenhagen/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2011/03/10/verso-nord-la-luce-di-copenhagen/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 08:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[città di mare]]></category>
		<category><![CDATA[Copenaghen]]></category>
		<category><![CDATA[Copenhagen]]></category>
		<category><![CDATA[Danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[nord]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diariosemistupido.it/?p=2434</guid>
		<description><![CDATA[La primissima cosa che ho visto della Danimarca, ancora sull’aereo, è stato il mare ghiacciato. Dall’alto si vedeva questo ghiaccio bianco che per metri e metri ricopriva il blu scuro dell’acqua, a partire da una costa sabbiosa e frastagliata. Lo so che potrà sembrare una sciocchezza, ma io il mare ghiacciato non l’avevo mai visto
Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2011/08/28/verso-nord-dublino-e-un-po-come-casa/' rel='bookmark' title='Verso nord: Dublino è un po&#8217; come casa'>Verso nord: Dublino è un po&#8217; come casa</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/03/19/verso-il-parmaworkcamp-aspettative-e-speranze/' rel='bookmark' title='Verso il ParmaWorkCamp: aspettative e speranze'>Verso il ParmaWorkCamp: aspettative e speranze</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La primissima cosa che ho visto della Danimarca, ancora sull’aereo, è stato il mare ghiacciato. Dall’alto si vedeva questo ghiaccio bianco che per metri e metri ricopriva il blu scuro dell’acqua, a partire da una costa sabbiosa e frastagliata. Lo so che potrà sembrare una sciocchezza, ma io il mare ghiacciato non l’avevo mai visto prima, sono abituata a un mare diverso, all’Adriatico che non gela mai, nemmeno in quell’inverno dell’85 quando le temperature scesero per giorni a parecchi gradi sotto lo zero.<br />
La seconda cosa che mi ha colpito, poi, è stata la luce del cielo riemergendo dalla stazione metro di Kongens Nytorv a Copenhagen. Già virava all’indaco della sera, ma era limpido, cristallino, senza veli di foschia. E freddissimo. Probabilmente non è stata solo suggestione di luce, ma anche di silenzi: in quel momento la città mi è sembrata stranamente senza rumori o, meglio, senza il rumore tipico del grande agglomerato urbano, quel boato di sottofondo che è impossibile escludere del tutto.<br />
&nbsp;</p>
<div style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2459" href="http://www.diariosemistupido.it/2011/03/10/verso-nord-la-luce-di-copenhagen/5505550645_8c920b996d/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2459" title="5505550645_8c920b996d" src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/2011/03/5505550645_8c920b996d.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></div>
<p>&nbsp;<br />
Oggi, a qualche giorno di distanza, se avessi a disposizione solo qualche parola per raccontare quello che ho amato di più di questa città credo userei proprio “acqua, ghiaccio e luce”.<br />
L’acqua è quella del mare e il mare me lo porto nel DNA. Mi sento sempre come a casa nelle città di mare, con le loro banchine, gli attracchi, e, sullo sfondo, gru e magazzini; hanno un profumo diverso e Copenhagen non fa differenza, anche se qui è più sottile, forse a causa del freddo.<br />
I suoi canali bianchi di ghiaccio sono diventati il simbolo di questo viaggio. Mi piaceva affacciarmi dai ponti e vedere sotto quell’acqua solida e immobile, mi rendeva felice come una bambina guardare i frammenti galleggianti che riflettevano la luce del sole mentre passeggiavamo, Alessandro e io, lungo le banchine. Ed è piuttosto strano questo perché, pur soffrendo moltissimo il freddo, qui mi pareva di non sentirlo tanto, nonostante le temperature piuttosto basse. Sospetto addirittura che ad averla visitata in una stagione diversa, chessò, in piena estate, l’avrei trovata quasi banale, non molto differente da altre città affacciate sui mari del nord.<br />
&nbsp;<br />
E invece è bella Copenhagen in questo periodo, con i suoi contorni netti e i suoi colori accesi. È una città che ti accoglie e non respinge, così piccola l’ho sentita subito amica.<br />
Mi ci sono trovata bene, immediatamente, non solo perché ho una speciale predilezione per le latitudini più settentrionali, ma anche perché tutto sembra scorrere più lentamente, in modo ordinato e secondo un meccanismo collaudato e infallibile.<br />
Mi ci sono riconosciuta nella sua freddezza atmosferica e nel contrasto del calore degli interni, che non è solo questione di riscaldamento acceso, ma soprattutto di grazia, di accoglienza, di amore per i dettagli e per le atmosfere raccolte. Per una storia passata affascinante come una fiaba ma ancora viva nel presente.<br />
È una città fatta per camminare, come piace a me, dove forse non ci si perde, ma che riserva belle sorprese: piazzette nascoste, localini seminterrati, negozi dal sapore antico.<br />
Anche qui ho adottato degli angoli, anonimi per chiunque altro, ma che per qualche ragione ho sentito subito miei: Havnegade, Holmens Bro e Gammel Strand con il canale che scorre lì accanto.<br />
Acculturata, ma senza ostentazione, è ricchissima di musei e di gallerie d’arte che sono la mia passione sempre e ovunque, e mi è rimasto il rimpianto di non aver avuto abbastanza tempo per visitarli tutti, a tappeto, in special modo quelli dedicati al mare e alla marineria. Qui i musei sono luoghi vivi e aperti, mantenuti con cura e molto accoglienti, probabilmente anche perché rappresentano un bel modo di trascorrere il tempo nelle giornate invernali, che qui sono lunghe &#8211; e buie &#8211; per davvero.</p>
<p>&nbsp;<br />
Alla fine del viaggio mi sono chiesta come sarebbe viverci in una città così, dove la tradizione si unisce senza rotture e senza traumi alla modernità ipertecnologica e super efficiente, le biciclette e le piste ciclabili alla metropolitana senza conducente, gli smørrebrød alla cucina francese.<br />
Mi sono chiesta cosa devono aver provato alla vista di Roma i liceali danesi con i quali abbiamo condiviso il volo di ritorno in Italia: erano stati sufficientemente preparati al caos, all’affollamento, al frastuono della capitale, a questa città dove spesso mi sento fuori posto anche io, pur amandola tanto? Confesso, il confronto non è stato indolore.<br />
Con Copenhagen il discorso è rimasto in sospeso, torneremo senza dubbio, lo abbiamo già deciso, magari in un altro periodo dell’anno, se non altro per assaggiare gli smørrebrød e poter dire che sì, la Sirenetta l’abbiamo vista.</p>
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2011/08/28/verso-nord-dublino-e-un-po-come-casa/' rel='bookmark' title='Verso nord: Dublino è un po&#8217; come casa'>Verso nord: Dublino è un po&#8217; come casa</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/03/19/verso-il-parmaworkcamp-aspettative-e-speranze/' rel='bookmark' title='Verso il ParmaWorkCamp: aspettative e speranze'>Verso il ParmaWorkCamp: aspettative e speranze</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2011/03/10/verso-nord-la-luce-di-copenhagen/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dopotutto, ancora Venezia</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2010/07/07/dopotutto-ancora-venezia/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2010/07/07/dopotutto-ancora-venezia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 10:07:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diariosemistupido.it/?p=1856</guid>
		<description><![CDATA[Lo scorso fine settimana ho finalmente coronato un mio (piccolo) sogno di sempre: passare qualche giorno a Venezia. In realtà, non è che a Venezia non fossi mai stata, anzi torno e ritorno spesso e molto volentieri, ma fino allo scorso venerdì sempre e solo con toccate e fughe, che si traducono ogni volta con
Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/08/03/a-cercare-il-ruyi-a-venezia-di-notte/' rel='bookmark' title='A cercare il Ruyi a Venezia di notte'>A cercare il Ruyi a Venezia di notte</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/07/04/un-po-piu-venezia-un-po-meno-camp/' rel='bookmark' title='Un po&#8217; più Venezia, un po&#8217; meno Camp'>Un po&#8217; più Venezia, un po&#8217; meno Camp</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Lo scorso fine settimana ho finalmente coronato un mio (piccolo) sogno di sempre: passare qualche giorno a Venezia.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà, non è che a Venezia non fossi mai stata, anzi <a href="http://www.diariosemistupido.it/2009/08/03/a-cercare-il-ruyi-a-venezia-di-notte/" target="_self">torno</a> e ritorno spesso e molto volentieri, ma fino allo scorso venerdì sempre e solo con toccate e fughe, che si traducono ogni volta con l&#8217;incubo dell&#8217;orologio e il pensiero del treno da prendere per rientrare a casa in serata<br />
Avere la libertà di godere di ogni istante nell&#8217;arco delle ventiquattro ore è stato un regalo che mi sono fatta.<br />
Certo, ho colto l&#8217;occasione anche per <a href="http://www.diariosemistupido.it/2010/07/04/un-po-piu-venezia-un-po-meno-camp/" target="_self">altro</a>, ma di fondo rimaneva quel desiderio mai soddisfatto di sedermi e guardare il sole tramontare senza patemi d&#8217;animo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per tre giorni e due notti, quindi, la mia casa è stata un alberghetto situato in un piccolo palazzo del &#8217;700 nei pressi di San Zaccaria, con tanto di finestre a colonne e con l&#8217;affaccio direttamente sul canale sottostante. Mi sono anche divertita a immaginare chi poteva aver abitato lì nel corso degli ultimi trecento anni, se la stanza che occupavo al terzo piano fosse una di quelle destinate alla servitù, all&#8217;istitutrice, o al maestro di musica. Facile fantasticare in posto così, dove ti chiedi per forza, prima di dormire, quale fantasma verrà a visitarti di notte.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho imparato tanto, durante il mio breve soggiorno, e di tanto altro ho avuto conferma, primo tra tutto il fatto che molte città hanno carattere e personalità, pochissime vivono di magia e Venezia è una di queste.</p>
<p style="text-align: justify;">Una piccola piacevolezza è stata quella di essere svegliata ogni mattina dai gondolieri sotto le mie finestre. Ho scoperto che cantano veramente ogni tanto, e che si chiamano a voce alta l&#8217;un l&#8217;altro mentre si raccontano in dialetto stretto i fatti del giorno. Ma prima ancora dei gondolieri, quando il giorno è appena ai suoi inizi, sono gli uccelli a farsi sentire: tanti, con suoni diversi, tutti insieme che sembra di stare in una voliera o in una giungla tropicale, non in una città d&#8217;acqua e mattoni.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1864" href="http://www.diariosemistupido.it/2010/07/07/dopotutto-ancora-venezia/foto-1/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1864" title="Santa Croce" src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/2010/07/foto-1.jpg" alt="" width="640" height="480" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Altra scoperta: Venezia è un buco nero, una sorta di scherzo spazio-temporale. Ci sono intere aree in cui i cellulari sono completamente inutili, i gps non rispondono, il wi-fì inesistente. L&#8217;ho verificato di persona, intorno alle dieci di sera, da sola, dispersa tra rughe e salizade deserte, finita per sbaglio in corti che, se non fosse per la diffusione della corrente elettrica nelle abitazioni, hanno subito ben pochi cambiamenti negli ultimi cinquecento anni. Ed è proprio in quei momenti che ci si accorge della magia, che qualcosa ci deve pur essere nell&#8217;aria di questa città, a parte i miasmi che vengono su dai canali, per farla sopravvivere ancora oggi così com&#8217;è sempre stata, fantasmi compresi.<br />
Ho sempre pensato che il modo migliore per visitare Venezia sia perdercisi con un paio di scarpe comode, lontano dalle piste battute dai turisti. Farlo di notte ne aumenta il valore.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo dicevo alla mia amica Daniela: a Venezia puoi venirci una volta al mese nell&#8217;arco di un anno e scoprire ogni volta una città diversa. E lo stesso fenomeno si ripete nel corso di una giornata: è come rimanere seduti di fronte a uno schermo cinematografico con un film sempre diverso a seconda dell&#8217;ora. Le cinque di mattina, un quadro impressionista; le sette puro oro bizantino; mezzogiorno, verde acqua e canicola; gli arancioni e gli azzurri pomeridiani; le sfumature del tramonto sul bacino di San Marco; le luci che si rispecchiano sulla laguna appena cala la notte lungo la Riva degli Schiavoni e quelle che si riflettono nei rii e sotto i ponti di cui nessuno ricorda il nome.</p>
<p style="text-align: justify;">Altra stramberia veneziana: i turisti. Ti aspetteresti che tutti quelli che riempiono le calli allo stato brado durante il giorno continuassero la movida del dopo cena fino a tardi, come si conviene ad ogni altra città che di turismo di massa vive. Roma per esempio, ha una sua vita notturna fatta di rumore e di folla, Venezia no. Non so dove finiscano tutti, ma già da poco prima della mezzanotte la città si svuota e rimangono in pochi, magari seduti a qualche tavolo dei rari locali ancora aperti, o a camminare di fretta per chissà dove.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei piaceri offerti dalla città, dopo aver allenato l&#8217;occhio con qualche visita, è notare le differenze tra i vari sestieri. Sono differenze notevoli, un po&#8217; come scoprire mondi diversi. Cannaregio è totalmente diversa da Castello e Santa Croce lo è da San Marco. Lo si nota specialmente guardando verso l&#8217;alto, l&#8217;architettura è diversa, diversa la forma delle calli. Lo faccio spesso di fermarmi e guardare all&#8217;insù, si notano particolari nuovi ogni volta (insieme a tanti occhi che ti seguono da dietro i gerani e al di là degli scuri). A Cannaregio c&#8217;è anche il Ghetto, che è un altro mondo a sé, con i suoi palazzi alti e le Sinagoghe nascoste. Uno dei luoghi che preferisco in assoluto a Venezia.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è stata la mia piccola vacanza, arricchita dalla felicità &#8211; e non è un&#8217;esagerazione &#8211; di aver potuto trascorrerla in compagnia di belle persone. Ho chiacchierato tanto e sorriso ancora di più perché, non l&#8217;ho detto prima, Venezia era uno dei  luoghi che dovevo esorcizzare. C&#8217;erano ricordi che andavano rinnovati, promesse da dimenticare e propositi da riconfermare. Un viaggio catartico? No, solo un&#8217;occasione colta, insieme al desiderio di lasciarmi alle spalle quello che è stato e continuare ad essere quella che sono. Anche Venezia, in fondo, fa lo stesso da secoli.</p>
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/08/03/a-cercare-il-ruyi-a-venezia-di-notte/' rel='bookmark' title='A cercare il Ruyi a Venezia di notte'>A cercare il Ruyi a Venezia di notte</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/07/04/un-po-piu-venezia-un-po-meno-camp/' rel='bookmark' title='Un po&#8217; più Venezia, un po&#8217; meno Camp'>Un po&#8217; più Venezia, un po&#8217; meno Camp</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2010/07/07/dopotutto-ancora-venezia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le mappe della mia vita</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2010/06/12/le-mappe-della-mia-vita/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2010/06/12/le-mappe-della-mia-vita/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 09:15:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose personali]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[cartine]]></category>
		<category><![CDATA[cartografia]]></category>
		<category><![CDATA[Guy Browning]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[mappe]]></category>
		<category><![CDATA[Maps of my life]]></category>
		<category><![CDATA[The Guardian]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diariosemistupido.it/?p=1746</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;altro giorno, mentre navigavo tra le pagine del Guardian, mi sono imbattuta in un libro scritto da Guy Browning, columnist di quel giornale,  che mi ha attirato subito per il titolo: Maps of my life. Il libro, per chi ha famigliarità col genere, è sullo stile di alcuni racconti di Bill Bryson, ossia una biografia
Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2011/03/14/viaggi-e-prove-del-nove/' rel='bookmark' title='Viaggi e prove del nove'>Viaggi e prove del nove</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/02/24/il-senso-della-fuga/' rel='bookmark' title='Il senso della fuga'>Il senso della fuga</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;altro giorno, mentre navigavo tra le pagine del <a href="http://www.guardian.co.uk" target="_self"><em>Guardian</em></a>, mi sono imbattuta in un libro scritto da Guy Browning, columnist di quel giornale,  che mi ha attirato subito per il titolo: <a href="http://www.amazon.co.uk/Maps-My-Life-Guy-Browning/dp/0224082728" target="_self"><em>Maps of my life</em></a>. Il libro, per chi ha famigliarità col genere, è sullo stile di alcuni racconti di Bill Bryson, ossia una biografia umoristica costruita come un memoriale di viaggio.<br />
Questa, però, prende spunto dall&#8217;amore che l&#8217;autore ha sempre provato per la geografia, le mappe e la cartografia in genere.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre aggiungevo il libro alla mia wish list di Amazon, mi sono resa conto che anche io ho sempre avuto un&#8217;insolita passione per mappe e cartine e, se quelle di Parigi e Madrid le ho perse &#8211; non smarrite &#8211; nel corso degli anni, se quelle del mio viaggio americano sono ancora chiuse in uno degli scatoloni del trasloco che mi ha condotto qui, ne ho comunque un buon numero conservate in un cassetto.<br />
La verità? Mi piace collezionarle e averle con me, anche se le mie sono meno decorative e meno elaborate di quelle che Browning ha inserito nel suo libro. Immagino che se dovessi sottopormi ad un&#8217;analisi psicologica per questa mia mania, ne verrebbe fuori che le cartine stradali mi danno un grande senso di sicurezza. Ricordo con profondo disagio i primi due giorni del mio unico viaggio a Parigi, quando mi limitai a ciondolare in giro a rimorchio di una guida senza capire dove stessi andando e dove mi trovassi, finché un passante al quale avevo chiesto come arrivare in Place de la Madeleine mi regalò una cartina. Da quel momento il mio soggiorno svoltò, nonostante abbia comunque mantenuto con la città un rapporto conflittuale al punto di non volerci tornare più.<br />
Non sono cambiata con gli anni: sebbene ora abbia a disposizione anche altri strumenti che mi aiutano a ritrovare la strada (il navigatore gps e l&#8217;iPhone sono tra i migliori acquisti che abbia mai fatto), non manco mai di mettere una o due cartine in borsa quando viaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Rovistando nel mio cassetto, è risultato che la mia collezione conta soprattutto di cartine della Scozia e di Roma. La cosa ha una sua logica considerato che, per motivi diversi, sono luoghi  fondamentali della mia vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho pensato allora che anch&#8217;io avrei potuto raccontarli questi luoghi per raccontare anche un po&#8217; di me. In effetti, la vita segue le sue corsie preferenziali e a me piace tenerne traccia sulle mappe. Segno col pennarello rosso gli itinerari di viaggio, prendo piccoli appunti, conservo scontrini e biglietti per poi tornarci sopra a distanza di tempo, aprendole sul pavimento, rivivendo il gusto della scoperta o della rilassante quotidianità che tendo a ricreare quando viaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">È anche vero che alcuni di questi viaggi  sono stati solo un pretesto per stacchi e fughe strategiche quando ho avuto bisogno di mettere dei punti e accapo e per chiudere porte. O magari, solo per considerare la situazione da una  prospettiva diversa, uno spartiacque tra un prima e un dopo, ma sempre accompagnata dalla mie cartine: per essere autosufficiente, per non perdere la strada, ma soprattutto per ritrovare quella di casa.<br />
Allo stesso modo considero questo post: un ennesimo nuovo inizio. Quel che seguirà saranno dei percorsi di viaggio, non solo metaforicamente parlando, ma anche racconti di veri itinerari: la Scozia per cominciare, poi Roma, poi forse altri, senza una cadenza predeterminata ma comunque sempre seguendo col dito sulla cartina strade già percorse.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2011/03/14/viaggi-e-prove-del-nove/' rel='bookmark' title='Viaggi e prove del nove'>Viaggi e prove del nove</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/02/24/il-senso-della-fuga/' rel='bookmark' title='Il senso della fuga'>Il senso della fuga</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2010/06/12/le-mappe-della-mia-vita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>17</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A cercare il Ruyi a Venezia di notte</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2009/08/03/a-cercare-il-ruyi-a-venezia-di-notte/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2009/08/03/a-cercare-il-ruyi-a-venezia-di-notte/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 11:11:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Social Networking]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[amici]]></category>
		<category><![CDATA[aNobii]]></category>
		<category><![CDATA[ruyi]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>
		<category><![CDATA[whaiwhai]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diariosemistupido.it/?p=904</guid>
		<description><![CDATA[Un paio di anni fa, nel breve periodo in cui questo blog era localizzato altrove, scrissi un piccola cosa su Venezia. Dicevo allora &#8220;...nessuna sensazione che non fosse il normale stupore che provo ogni volta al cospetto di questa città. Sono secoli che Venezia è così: la stessa gente, le stesse voci, lo stesso movimento.
Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/07/07/dopotutto-ancora-venezia/' rel='bookmark' title='Dopotutto, ancora Venezia'>Dopotutto, ancora Venezia</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/07/04/un-po-piu-venezia-un-po-meno-camp/' rel='bookmark' title='Un po&#8217; più Venezia, un po&#8217; meno Camp'>Un po&#8217; più Venezia, un po&#8217; meno Camp</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/10/13/una-notte-tiepida-dottobre-tra-oro-libri-e-last-minute-market/' rel='bookmark' title='Una notte tiepida d&#8217;ottobre tra oro, libri e Last Minute Market'>Una notte tiepida d&#8217;ottobre tra oro, libri e Last Minute Market</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/04/23/25-aprile-schegge-di-liberazione-resistenza-e-voci-di-memoria/' rel='bookmark' title='25 aprile, Schegge di Liberazione, Resistenza e Voci di memoria'>25 aprile, Schegge di Liberazione, Resistenza e Voci di memoria</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/09/14/anobii-quando-pubblicita-non-fa-rima-con-comunita/' rel='bookmark' title='aNobii: quando pubblicità non fa rima con comunità'>aNobii: quando pubblicità non fa rima con comunità</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un paio di anni fa, nel breve periodo in cui questo blog era localizzato altrove, scrissi un piccola cosa su Venezia.</p>
<p style="text-align: justify;">Dicevo allora &#8220;.<em>..nessuna sensazione che non fosse il normale stupore che provo ogni volta al cospetto di questa città. Sono secoli che Venezia è così: la stessa gente, le stesse voci, lo stesso movimento.<br />
I canali fangosi, i rifiuti negli angoli, l&#8217;odore forte della decadenza. I mercanti e i compratori, popoli d&#8217;oriente e d&#8217;occidente.<br />
Venezia è una città di fantasmi. Si mescolano ai turisti, camminano con loro per le calli, si aggrappano ai muri umidi con i polpastrelli scarni. Forse è per questo che è rimasta uguale a se stessa per così tanto tempo.<br />
Venezia è fedele, non cede ai secoli che passano. Il tempo è inesorabile per ogni condizione umana, ma non per questa città che respira la stessa aria del passato. Se si ascolta attentamente, se si spiano gli angoli nascosti con la coda dell&#8217;occhio, è ancora possibile vedere le cortigiane, gli schiavi scalzi nel fango, i dottori della peste con il becco bianco e il mantello nero, i mercanti coperti di broccati. Sono ancora tutti lì. Nei rari momenti di silenzio, se si sentono risuonare dei passi, sono i loro. Se si apre lo sguardo, se si guarda lontano, al di là del primo ponte, non è quella che il Canaletto vide e dipinse?<br />
Per questo mi affascina così tanto: in nessun altro luogo presente e passato si toccano fino a creare un tempo proprio, una quinta dimensione fatta di riflessi che si perdono nell&#8217;acqua. I volti che ci si specchiano non sono solo i nostri, ma anche i loro.</em>&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante il tono un po&#8217; aulico del mio vecchio post, non ho cambiato opinione. A Venezia ho sempre quella sensazione di straniamento che mi porta a divagare sul passato.  Quasi che la città fosse permeata da un qualcosa che per forza mi fa dimenticare  la massa dei turisti sudati, i ratti che passeggiano sulle banchine, il rumore di sottofondo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-910" title="3781872444_7e559750d8" src="http://www.diariosemistupido.it/wp-content/2009/08/3781872444_7e559750d8.jpg" alt="3781872444_7e559750d8" width="500" height="375" /></p>
<p style="text-align: center;">Foto di <a href="http://www.flickr.com/people/12049446@N00/" target="_self">Astridula</a></p>
<p style="text-align: justify;">Non è per caso quindi che sabato scorso ho partecipato ad una bellissima riunione notturna tra amici a Venezia. Il tutto è partito come <a href="http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=52537#new_thread" target="_self">uno dei tanti raduni che si organizzano su aNobii</a>, comunità online di lettori e appassionati di libri &#8211; e di amici, per quanto mi riguarda -, ma questo nello specifico aveva per oggetto una caccia al tesoro, quella al Ruyi, fantomatico scettro portato in occidente da Marco Polo.</p>
<p style="text-align: justify;">La caccia al Ruyi è ben più di un gioco dove storia e fantasia si mescolano: è un modo per scoprire i segreti di una città, per guardarla con occhi diversi, per non essere semplici turisti ma curiosi visitatori. Soprattutto significa meravigliarsi di continuo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <a href="http://www.whaiwhai.com/index.php" target="_self">Whaiwhai</a>, piattaforma della quale fa anche parte la ricerca del Ruyi è in definitiva una storia interattiva.  Si ripercorrono giocando luoghi, episodi, personaggi antichi e spesso sconosciuti di una città. Attraverso la risoluzione di enigmi e misteri e la caccia ad indizi nascosti si entra nel vivo nelle sue leggende, si percorrono sentieri poco battuti, si diventa protagonisti di una scoperta &#8220;viva&#8221;.  Insomma, in questo caso la X indica sempre il punto dove è nascosto un tesoro.</p>
<p style="text-align: justify;">È naturalmente un gioco dove la tecnologia è coinvolta, ma non in maniera esasperata; occorrono un cellulare normale, anche vecchio, che sia in grado di mandare e ricevere sms e un piccolo investimento ( 27 euro) per l&#8217;acquisto del quaderno di gioco. Solo questo per un vero viaggio nel tempo. È stata questa la sensazione che mi ha accompagnato per tutta la notte sabato scorso a Venezia: una città completamente fuori da ogni riferimento temporale, diversa da quella solita. Ho percorso calli dove i turisti non passano mai, ascoltato il silenzio,  sperimentato lo strano sortilegio di certi luoghi (provate a sostare in Corte Nova alle tre di notte), imparato cose che non sapevo prima e ho avuto solo per me una piazza S. Marco completamente deserta. Anche questa è una vera magia.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, dopo due giorni, ricomincerei d&#8217;accapo, subito. E non solo di nuovo a Venezia, ma anche a Roma, Firenze e Verona, le città dove per il momento è possibile giocare a Whaiwhai.<br />
Il gioco ha anche dei piacevoli effetti collaterali (almeno per me): la voglia di saperne ancora di più, di leggere altre storie e quindi di comprare libri sulla località che vado via via scoprendo. È una risorsa interessante anche per gli insegnanti, tanto è vero che nel sito del Whaiwhai c&#8217;è una sezione interamente dedicata a loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ogni informazione <a href="http://www.whaiwhai.com/index.php" target="_self">www.whaiwhai.com</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/07/07/dopotutto-ancora-venezia/' rel='bookmark' title='Dopotutto, ancora Venezia'>Dopotutto, ancora Venezia</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/07/04/un-po-piu-venezia-un-po-meno-camp/' rel='bookmark' title='Un po&#8217; più Venezia, un po&#8217; meno Camp'>Un po&#8217; più Venezia, un po&#8217; meno Camp</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/10/13/una-notte-tiepida-dottobre-tra-oro-libri-e-last-minute-market/' rel='bookmark' title='Una notte tiepida d&#8217;ottobre tra oro, libri e Last Minute Market'>Una notte tiepida d&#8217;ottobre tra oro, libri e Last Minute Market</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2010/04/23/25-aprile-schegge-di-liberazione-resistenza-e-voci-di-memoria/' rel='bookmark' title='25 aprile, Schegge di Liberazione, Resistenza e Voci di memoria'>25 aprile, Schegge di Liberazione, Resistenza e Voci di memoria</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2009/09/14/anobii-quando-pubblicita-non-fa-rima-con-comunita/' rel='bookmark' title='aNobii: quando pubblicità non fa rima con comunità'>aNobii: quando pubblicità non fa rima con comunità</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2009/08/03/a-cercare-il-ruyi-a-venezia-di-notte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vacanze, vacanze!</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2008/08/12/vacanze-vacanze/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2008/08/12/vacanze-vacanze/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 06:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le mie riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Uomini e donne]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[donne sole]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[ferie]]></category>
		<category><![CDATA[Highlands]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[partenze]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Scozia]]></category>
		<category><![CDATA[sentimenti]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://diariosemistupido.wordpress.com/?p=125</guid>
		<description><![CDATA[Perché le donne tendenzialmente si fanno problemi a partire per le vacanze da sole? Me lo sono sempre chiesta e naturalmente ancora di più in questi ultimi tempi, considerato il periodo. Mi ha sempre meravigliato un po&#8217; questo fatto. Mi è capitato spesso e mi capita di sentire di donne capaci, indipendenti, realizzate, vivaci, che
Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/03/30/ed-ora-alcune-considerazioni/' rel='bookmark' title='Ed ora alcune considerazioni'>Ed ora alcune considerazioni</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/06/20/esercizi-di-memoria/' rel='bookmark' title='Esercizi di memoria'>Esercizi di memoria</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/08/16/donne-che-amano-riamate-uomini-piu-giovani/' rel='bookmark' title='Donne che amano (riamate) uomini più giovani'>Donne che amano (riamate) uomini più giovani</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2011/08/28/verso-nord-dublino-e-un-po-come-casa/' rel='bookmark' title='Verso nord: Dublino è un po&#8217; come casa'>Verso nord: Dublino è un po&#8217; come casa</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Perché le donne tendenzialmente si fanno problemi a partire per le vacanze da sole?</p>
<p style="text-align:justify;">Me lo sono sempre chiesta e naturalmente ancora di più in questi ultimi tempi, considerato il periodo. Mi ha sempre meravigliato un po&#8217; questo fatto. Mi è capitato spesso e mi capita di sentire di donne capaci, indipendenti, realizzate, vivaci, che rinunciano a partire, pur amando viaggiare, solo perché sole, dove il sole in questo caso sta per: <em>con mariti, compagni, fidanzati non disponibili ad accompagnarle per motivi vari ed eventuali. </em></p>
<p style="text-align:justify;">Sono sempre stata portata a credere che per queste donne fosse per lo più una specie di costrizione o una scelta non personale quella di rimanere a casa o di seguire sempre pedissequamente i loro uomini. Un adattarsi sbuffando o soffrendoci anche (perché io ci ho sempre sofferto molto).  Riflettendoci però, mi sono resa conto che spesso non è così: preferiscono proprio non andare  se non con un accompagnatore maschio e adulto. Rimane fermo il fatto che per molti uomini &#8211; non tutti per fortuna, sicuramente nemmeno la maggioranza, stamattina mi sento ottimista &#8211; scendere a compromessi sulle vacanze risulta essere impresa quasi impossibile. Il classico &#8220;una settimana là e una settimana qua&#8221; è improponibile. E non mi si venga a dire che anche tanti uomini devono adattarsi, è vero questo, ma sinceramente non mi è mai successo di sentirlo rimarcare spesso.</p>
<p style="text-align:justify;">Io parto da sola generalmente, o al massimo con mio figlio, specialmente quando era più piccolo. L&#8217;ho sempre fatto, fin dalla fine del mio matrimonio, e non mi è mai pesato. Non ho mai considerato un problema non avere compagni di viaggio o il mio fidanzato con me. Tutt&#8217;altro. Ci sono stati dei momenti della mia vita in cui allontanarmi è stata una vera esigenza fisica e psicologica, altri in cui sono partita per il puro piacere di andare per poi tornare. Di vedere, di scoprire, di prendermi dei giorni solo per me soltanto. Di fare le cose &#8220;da sola&#8221;. Per me è importante esserne in grado. Viaggiare è un bel modo per imparare a cavarsela e per non essere psicologicamente dipendenti da un altro essere umano, cosa che mi spaventa molto.</p>
<p style="text-align:justify;">Sono tornata a farlo spesso quest&#8217;anno, nonostante alcune svolte inaspettate e importanti della mia vita e tutte le distrazioni che ne sono derivate. Allontanarsi, staccare anche solo per qualche giorno per me è fondamentale ma,  a prescindere dalle esigenze dello spirito, viaggiare è qualcosa che mi piace veramente fare.</p>
<p style="text-align:justify;">Allora, secondo me non c&#8217;è nulla di più energetico che preparare una valigia e andare: da sola, con le amiche, con i figli piccoli. Per me è stata la Scozia qualche giorno fa: un giro meraviglioso delle Highlands, una cosa tra donne, chilometri e pensieri condivisi, risate, confidenze. Ho preso un aereo da sola e sono andata nonostante il mio compagno non fosse con me, proprio perché non poteva essere con me. Non una ripicca, non sono tipo, ma il modo per condividere una esperienza al ritorno.</p>
<p style="text-align:justify;">Certo, sarebbe stato meraviglioso e perfetto farlo con lui, per la prima volta nella mia vita avrei veramente voluto il mio uomo accanto, perché anche il piacere di partire andrebbe sempre condiviso in una coppia; così come il piacere di scoprire posti nuovi, vicini o lontani, o di fare nuove esperienze, di crescere insieme anche in questo senso. Ma quando questo non è possibile? Perché dover rinunciare? Non c&#8217;è stato un solo momento in cui non abbia desiderato di averlo fisicamente vicino, mi è mancato tantissimo, ma serei stata più felice se fossi rimasta a casa ad aspettarlo? Decisamente no.</p>
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/03/30/ed-ora-alcune-considerazioni/' rel='bookmark' title='Ed ora alcune considerazioni'>Ed ora alcune considerazioni</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/06/20/esercizi-di-memoria/' rel='bookmark' title='Esercizi di memoria'>Esercizi di memoria</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/08/16/donne-che-amano-riamate-uomini-piu-giovani/' rel='bookmark' title='Donne che amano (riamate) uomini più giovani'>Donne che amano (riamate) uomini più giovani</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2011/08/28/verso-nord-dublino-e-un-po-come-casa/' rel='bookmark' title='Verso nord: Dublino è un po&#8217; come casa'>Verso nord: Dublino è un po&#8217; come casa</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2008/08/12/vacanze-vacanze/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Emozioni romane</title>
		<link>http://www.diariosemistupido.it/2008/03/24/emozioni-romane/</link>
		<comments>http://www.diariosemistupido.it/2008/03/24/emozioni-romane/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2008 10:05:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose personali]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[ricordi]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[sensazioni]]></category>
		<category><![CDATA[sentimenti]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://diariosemistupido.wordpress.com/?p=26</guid>
		<description><![CDATA[Non scatto fotografie solitamente, non mi piace. Ho notato però che ho la tendenza a seminare ricordi. Me ne sono resa conto l&#8217;altra sera: abbandono piccole cose dei momenti felici sul fondo di borse, tasche, tra le pagine dei libri. Sono biglietti di musei, dépliant, sassolini, carte di caramelle, foglie e fiori. Poi me ne
Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/03/12/anzi-no-faccio-outing-e-parlo-damore/' rel='bookmark' title='Anzi no: faccio outing e parlo d&#8217;amore'>Anzi no: faccio outing e parlo d&#8217;amore</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/02/24/il-senso-della-fuga/' rel='bookmark' title='Il senso della fuga'>Il senso della fuga</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/03/11/tutto-passa/' rel='bookmark' title='Tutto passa'>Tutto passa</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/06/20/esercizi-di-memoria/' rel='bookmark' title='Esercizi di memoria'>Esercizi di memoria</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/07/21/autoscatti-torno-a-parlare-di-fotografia/' rel='bookmark' title='Autoscatti (torno a parlare di fotografia)'>Autoscatti (torno a parlare di fotografia)</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Non scatto fotografie solitamente, non mi piace. Ho notato però che ho la tendenza a seminare ricordi.</p>
<p align="justify">Me ne sono resa conto l&#8217;altra sera: abbandono piccole cose dei momenti felici sul fondo di borse, tasche, tra le pagine dei libri. Sono biglietti di musei, dépliant, sassolini, carte di caramelle, foglie e fiori. Poi me ne dimentico; loro, questi oggetti così normalmente banali, saltano fuori dopo mesi, da una stagione all&#8217;altra, conducendomi in un viaggio a ritroso nel tempo, direttamente là dove sono stata felice. O infelice, a volte.</p>
<p align="justify">Roma è sinonimo di felicità. Lo è sempre stata. Oggi, che ne sono appena tornata, ancora di più. E&#8217; la gioia della sua luce alle sette di mattina, del cielo blu cobalto, del sole che filtra tra i muri e li dipinge di color oro rosso. Della pioggia.<br />
Ho sempre ritenuto che con la pioggia diventasse brutta e tetra. Non è così, ho avuto modo di constatarlo i giorni scorsi. Nemmeno gli acquazzoni repentini, l&#8217;acqua sottile, le nuvole che coprono il cielo all&#8217;improvviso arrivando da nord, quasi fosse in riva a un oceano questa città, riescono a spegnerne i colori.<br />
Firenze, Venezia con il grigio diventano grigie anche loro, Roma si stempera in tonalità pastello che tornano a risplendere al primo raggio. Allora ogni goccia d&#8217;acqua funziona come uno specchio minuscolo che riflette la luce mille e mille volte; i marmi rilucono, i sanpietrini rispecchiano, l&#8217;aria diventa trasparente.</p>
<p align="justify">Roma va &#8220;camminata&#8221;. Niente autobus nè metro,  solo passi. E&#8217; l&#8217;unico modo per coglierne l&#8217;essenza e per non distrarsi.<br />
Bisogna perdersi, affidarsi al senso dell&#8217;orientamento, chiedere indicazioni per poi tornare sulla giusta strada, che a Roma non c&#8217;è, perché ogni angolo è un tesoro nascosto che colpisce l&#8217;occhio. E ogni tanto bisogna ricordarsi di guardare in alto verso i tetti: spesso le meraviglie stanno lassù.</p>
<p align="justify">Non che per me sia facile tutto questo. Ho l&#8217;abitudine di camminare veloce, ho ritmi serrati nella vita di tutti i giorni, tante cose da fare, spesso tutte insieme. Roma è stata una sorta di esercizio zen, un elogio al ritmo disteso, un riappropriarmi di una lentezza senza contropartite che non mi è più abituale. Ho dovuto reimparare il gusto di perdere tempo senza sensi di colpa. E insieme a questo il gusto per l&#8217;ascolto; camminare assaporando il suono delle parole di chi mi stava accanto, preferendo per una volta il mio silenzio. E su tutto le voci della città.</p>
<p align="justify">Mi ha riempieta di regali in tre giorni, è stata generosa. Mi ha donato persone meravigliose, storie da raccontare, momenti di felicità pura, mi ha colmato gli occhi di stupore, immersa in prati di margherite, fatto respirare la calma della notte, sentire muri antichi sotto le dita, ma, sopra ogni altra cosa, mi ha restituita a me stessa. Anche a questo serve seminare ricordi.</p>
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/03/12/anzi-no-faccio-outing-e-parlo-damore/' rel='bookmark' title='Anzi no: faccio outing e parlo d&#8217;amore'>Anzi no: faccio outing e parlo d&#8217;amore</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/02/24/il-senso-della-fuga/' rel='bookmark' title='Il senso della fuga'>Il senso della fuga</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/03/11/tutto-passa/' rel='bookmark' title='Tutto passa'>Tutto passa</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/06/20/esercizi-di-memoria/' rel='bookmark' title='Esercizi di memoria'>Esercizi di memoria</a></li>
<li><a href='http://www.diariosemistupido.it/2008/07/21/autoscatti-torno-a-parlare-di-fotografia/' rel='bookmark' title='Autoscatti (torno a parlare di fotografia)'>Autoscatti (torno a parlare di fotografia)</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.diariosemistupido.it/2008/03/24/emozioni-romane/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

